domenica 12 maggio 2013

L’Amico invisibile

Ma come corre questo tempo! Mi sembrava domenica solo ieri e invece ci risiamo già! Ed è anche una domenica importante....o almeno una volta lo era. Oggi è l'Ascensione. Oggi nella mia parrocchia si celebrano le prime comunioni. Bambini vestiti di bianco, che vivono per la prima volta un mistero grandissimo, che ci viene tramandato da duemila anni. Mi chiedo se è giusto impegnare l'ingenuità, la fiducia, l'inconsapevolezza dei bimbi in una scelta che non è la loro, ma il frutto il più delle volte di una tradizione neanche più vissuta da parte degli adulti. E' così ipocrita il nostro mondo di adulti! Che ci fa fare cose delle quali magari non ci importa un fico secco, solo per il fatto che lo fanno tutti e usa così.
Per i bambini però, fortunatamente è un'altra cosa. Quel momento di incontro col divino, viene vissuta in tutta la sua integrità, purezza e fiducia. Il domani non importa, Domani è un altro giorno. Oggi ci sono solo occhi spalancati oltre il cielo e gioia nel cuore. Questo bisogna che me lo ricordi sempre, ogni volta che mi viene la voglia di sputare sentenze, perché il mondo cambierà anche  e sicuramente peggiorerà pure, ma i bambini, sono sempre bambini...........e per fortuna!!!!




Quando ho cominciato a scrivere la riflessione sull’argomento che volevo trattare, e cioè sulla prima Comunioni, sono partita a testa bassa facendo alcune considerazioni sulla superficialità e l’ignoranza con le quali oggi viene affrontato dalle famiglie dei ragazzi questo Sacramento così importanti nella vita di ogni uomo, e anzi, siccome il verbo usato mi sembrava troppo riduttivo, avevo rincarato la dose, sostituendolo con ‘ bistrattato ‘.
Sì! Ci siamo, mi sono detta quasi compiaciuta di me stessa, oggi il sacramento della Comunione è proprio bistrattate, ha perso il suo effettivo significato per assurgere a una festa mondana e molto laica…..c’è rimasto ben poco della spiritualità che dovrebbe caratterizzare questo evento così basilare per il cammino di ogni uomo. …oggi si pensa solamente alla festa, al pranzo, ai regali….
E’ a questo punto della mia riflessione che è accaduto qualcosa che ha interrotto il mio infervorato discorsetto. Un’immagine è passata con un flash velocissimo davanti ai miei occhi e un anellino d'oro impreziosito da una pietra di acquamarina si è ripresentato prepotentemente alla mia memoria, come un potente talismano che ha aperto una porta chiusa ormai da tanti, troppi anni….E non c’è stato niente da fare!

Quel giorno, la prima cosa che risvegliò i miei sensi fu il profumo. Nell’aria si spandeva un delizioso aroma di caffè e di cornetti appena sfornati, che invogliava a uscire subito dal letto…cosa che feci immediatamente. In cucina c’era un gran fermento. La trovai affollata , di persone e di risate e improvvisamente mi ricordai. Quello era il giorno della mia prima comunione e i miei parenti erano venuti da lontano per festeggiarmi. Alcuni avevano dormito a casa mia e altri erano arrivati mentre io ero ancora nelle braccia di Morfeo. Li guardai e loro mi guardarono, mi abbracciarono, mi coccolarono. Sentivo che erano contenti per me, sentivo che quel giorno io ero una piccola principessa alla quale tutti si inchinavano. Quella fu la mia sensazione di bambina.
Quando la mamma mi aiutò ad indossare il mio semplice abito lungo di picchè, che un gesto di civetteria materna aveva arricchito di un ampio cerchio in fondo alla sua gonna, e le sue sapienti mani ebbero sistemato sulla mia testolina una cuffietta guarnita con un velo di tulle, guardandomi allo specchio sentii veramente di essere una principessa e seppi dentro di me che quello sarebbe stato uno dei giorni più importanti della mia vita. Non sapevo perché, ma capivo che era così. O meglio sapevo che quel giorno avrei fatto la conoscenza del mio migliore amico e che questo amico sarebbe rimasto con me tutta la vita, e se io fossi stata buona e brava lui sarebbe stato contento di me e ogni volta che io avessi avuto bisogno di lui , lui ci sarebbe stato. Il suo nome era Gesù e già ne avevo sentito parlare nelle mie preghierine di bimba piccola, ma oggi, oggi sarebbe stata una cosa molto diversa perché l’avrei incontrato dentro il mio cuore, così mi aveva detto il parroco quando mi aveva preparato insieme a tanti altri bambini a questo incontro. Non riuscivo a immaginare che cosa potesse dire essere amica di Gesù, di un amico invisibile, ma dentro di me sentivo una grande aspettativa e tanta gioia, e questa gioia la vedevo riflessa negli occhi dei miei genitori e anche in quelli dei parenti che mi erano venuti a trovare e questo bastava a fare di me una persona felice.
L’incontro col mio amico, fu pieno di emozione, perché non sapevo se sarei riuscita a fare le cose per bene, come mi avevano insegnato. Sarei riuscita ad aprire per bene la bocca, a non far cadere la particola, e deglutire senza masticare? Invece andò tutto benissimo e quando il sacerdote passò al bambino successivo, respirai di sollievo perché ero stata brava e ora il mio più grande amico nessuno avrebbe potuto togliermelo più. Mi girai a guardare il babbo e la mamma e mi accorsi che avevano una luce splendente dentro gli occhi e il loro sguardo posato su di me fu la cosa più bella che ricordo di quel giorno, perché sentivo quasi tangibilmente, epidermicamente, il loro bene che mi avvolgeva in un caldo abbraccio. Che momento bello fu quello e come mi fece sentire l’importanza di tutto quello che avevo appena vissuto! Tutto il resto, pranzo, dolci, regali, compreso l’anellino che tanti anni dopo sarebbe balzato alla mia mente dai recessi del ricordo, furono solo un contorno degno di quel giorno memorabile, che non doveva essere dimenticato per tutto il resto della vita.
Io non sapevo che cosa fosse Gesù per i miei genitori, ma sapevo che era amico anche di loro, perché anche loro, tanti anni prima avevano avuto un giorno come il mio, e tanto mi bastava. Non chiedevo altro che l’affetto dei miei e la sicurezza che loro mi davano, e in quel giorno così speciale sapere che da allora in poi avrei potuto contare per sempre anche su un amico del tutto particolare, che era anche amico del babbo e della mamma, per me fu una cosa bellissima.


A questo punto tutte le parole di accusa che avevo intenzione di rivolgere a quei poveri genitori che non hanno altra colpa che quella di vivere in un contesto sociale che ci vuole tutti proiettati verso un’idea dell’avere piuttosto che a quella dell’essere…cadevano miseramente, perché sapevo che anche loro avrebbero avuto la stessa splendida luce nei loro occhi quando avrebbero guardato il loro bambino vivere il giorno più importante della sua vita, proprio come li ho avuti io da madre, quando ho guardato i miei bambini vivere un giorno speciale e andare incontro all’amico invisibile che resterà sempre al fianco di ciascuno di noi, e anche nei momenti in cui noi non ci ricorderemo di lui, lui sarà lì, a sostenerci, a indicarci la strada, a ridarci la speranza .
Sono trascorsi tanti anni da quando ero piccola e tante cose sono cambiate nell’evolversi del tempo che ci fa conquistare nuovi traguardi e ci toglie vecchie usanze, ma un padre e una madre sono sempre un padre e una madre e anche nel materialismo in cui oggi ci dibattiamo non c’è genitore che non speri che suo figlio possa dare e ricevere bontà, possa elargire e avere in dono amore, possa sperare e dare speranza. Gesù oggi come ieri ci dice che questo è possibile se lo seguiremo nella sua strada, e che per ogni pecorella che si aggiunge al suo gregge è giusto fare festa.
Pranzi, regali, che prima erano semplici e ora sono diventati più dispendiosi, fanno parte di questo cambiamento di vita che attanaglia la nostra società, cambiamento del quale siamo tutti colpevoli e allo stesso tempo tutti innocenti, ma l’amico invisibile che entra nel cuore di ogni bambino che in un giorno speciale della sua vita si affida a lui, sorride di queste cose, perché il suo mondo non è il nostro mondo, e il suo tempo non è il nostro tempo. Lui resta in attesa che la Verità si faccia strada nel cuore di ciascuno di noi e intanto ci aiuta a crescere.



sabato 11 maggio 2013

Discarica legale

Da una settimana sto lavorando sodo a quella che chiamiamo la nostra 'infiorata'. Al momento ho passato ore e ore ad attaccare fogli di carta per quello che dovrà essere il nostro disegno di circa 140 mq. Ieri ho finito questa operazione noiosa e stamani comincerò a disegnare, sperando che la fortuna me la mandi buona e senza vento, anche perché se nel disegno a mano libera me la cavo abbastanza bene, quando si parla di geometrie e di precisione, sono proprio una schiappa. Non ho pazienza ecco! Non mi riesce di stare attenta al centimetro, tutto qui. E invece stavolta bisogna che vada dritta e dritta bene, perché il disegno che andiamo a fare è 'Metropolis'.
E' anche vero che di tutti i problemi che quest'anno darà  l'infiorata, questo è il minore. Infatti, come mi sembra di avere già scritto, quest'anno non realizzeremo il nostro capolavoro con la segatura colorata, ma solo con materiali di recupero, per via della crisi e bla bla bla bla..............
Ieri guardavo sconfortata quello che abbiamo raccolto e cioè: bottiglie di plastica, barattoli di fagioli, confezioni delle uova,  tappini delle bottiglie, contenitori dei lumini che vengono accesi in chiesa, che sono pochi, sempre per via della crisi e bla bla bla bla............, quotidiani, e fondi di caffé che hanno preso un colore abbastanza strano...........ah! dimenticavo il pezzo forte! Le carte argentate e colorate delle uova di pasqua!
E con questo ci vogliamo realizzare Metropolis? Bah! Sinceramente sono in preda allo sconforto anche perché ieri non ho resistito alla tentazione di assemblare un pò di materiale per fare una prova  per vedere  come verrà la cornice. L'idea che mi ha dato è quella di quando si rompe un sacchetto della spazzatura e tutto il contenuto si sparpaglia fuori.  E io che mi faccio tanti problemi per una riga dritta! Non si vedranno proprio le righe dritte ecco!
Ma ormai il dado è tratto, indietro non si torna e comunque andrà sarà un successo.
Perbacco in una riga ci ho infilato dentro tre aforismi. ....si vede che ho proprio bisogno di conforto!
Una cosa è certa ed è questa: con quante discariche abusive  ci sonoin Italia, il 2 giugno da noi ce ne sarà una autorizzata proprio nella piazza più in vista del paese!

venerdì 10 maggio 2013

Numero 14

IIl 14 è il mio numero preferito. Più del 7, anche se mi piace molto anche quello.  Il 14 mi è piaciuto  più degli altri fin da bambina, ma non so dire perché. Comunque i numeri, tutti i numeri giocano uno strano fascino sul mio pensiero, sulla mia giornata, sulle mie scelte. I numeri, nel loro rigore, parlano comunque di infinito e l'infinito narra di libertà. .......sono veramente grata a Fibonacci per i suoi numeri e la bellissima successione che immagino in fila, lunga, infinita.................ci salgo sopra alla successione di Fibonacci, fin da prima mattina e la vedo come una scala che mi porta lontano, dove no so,  qualcosa  di saldamente  razionale e rigidamente matematico, che tiene la mia fantasia al giusto posto e le permette comunque di continuare a salire, ad andare........di perdersi nell'assurdo, sapendo che comunque deve sempre tornare a casa passando per quegli scalini che sono una regola. Una regola sì, ma una regola affascinante e per niente noiosa, una regola che partendo da una conchiglia, attraverso il numero aureo, ti può portare fino a Dio. Forse i numeri sono il linguaggio che Dio usa per comunicare con noi? E se è così, quanto dobbiamo ancora scoprire di questi numeri, per poter arrivare a capire il suo pensiero?
A me per esempio Dio, la mattina mi dice "14..." ed è come  se mi dicesse:"Buon giorno...Hai dormito bene? Guarda che oggi è una bella giornata, vedi di non sciuparla con tutte le tue paturnie mentali....."
A un altro magari gli dirà "24" oppure "5",....che ne so? Questo lo sa lui.
Comunque  intanto io sono andata a vedere la simbologia del numero 14. Hai visto mai!


Il numero karmico Quattordici rappresenta la libertà, l’esplorazione e il costante cambiamento. L’energia del Quattro educa a vivere nel mondo materiale e sensuale senza smarrire il legame con le radici trascendentali e spirituali dell'essere. Le persone influenzate dal numero Quattordici hanno la grande occasione di apprendere l’uso del libero arbitrio con saggezza ed equilibrio.


Per imparare la “lezione” è richiesto all’individuo un gran lavoro sia fisico che psicologico e un alto senso di responsabilità per tener fede alle promesse senza avere l’insana illusione di sperperare tempo e risorse. In altre parole, si tratta semplicemente di valorizzare le qualità del numero Cinque, evitando gli eccessi e le fasi altalenanti in cui si imbatte il Quattordici: eccessi e squilibri dovuti a gravi limitazioni, subite o autoimposte in vite passate, della propria libertà. La capacità di indagare e di adattarsi proprie del numero Cinque non faranno altro, quindi, che portare giovamento al Quattordici che tenderà così a mantenere sempre chiari i propri obiettivi e a coltivare la saggia visione della natura spirituale dell'esistenza umana come fondamentale punto di riferimento. 


Lì per lì, mi sono chiesta: " Ma il 5 che c'entra? " Ma sì! il 5 non è altro che la somma dell'1 e del 4 che formano il mio numero prediletto. Dopo di che mi sono sentita quasi un'illuminata!! E comincerò a studiare la lingua di Dio, cosicché domani quando lui mi dirà : "14" io proverò a rispondergli "1". Chissà che succederà? Forse sarebbe meglio se gli dicessi "3"? Vedremo...la sua è una lingua difficile...........
Ovvia! Stamani avevo proprio la necessità impellente di cominciare la mia giornata dicendo qualche bischerata..............



giovedì 9 maggio 2013

Scrivere il futuro

Non sono mai stata una persona che desidera soldi, vestiti, oggetti di lusso, vacanze costose. I miei desideri immediati, sono sempre stati pochi, semplici e di facile realizzazione. Tutti fuorché uno. Anch'io ho sempre avuto un sogno nel cassetto, un desiderio grande, ambizioso e ben preciso.
Mi piacerebbe scrivere il futuro. Non leggere, ma scrivere e non scrivere per caso, come capita molte volte,ma proprio in virtù di un'intelligenza e di una creatività che ha qualcosa di nuovo da dire e da dare. La mia intelligenza.  Non è un sogno di ora....anzi! Ormai non è quasi più neanche più un sogno, perché purtroppo la mia vita è scorsa in maniera anonima e per lunghi periodi anche coercizzata..............ma insomma, nel profondo c'è...c'è ancora.
Fin da piccola mentre gli altri sognavano giocattoli e divertimenti io sognavo di poter scoprire qualcosa di nuovo o per lo meno inventare qualcosa di nuovo. Dice che anche il mio babbo fosse così, e a quello che so io, se ne è andato col suo sogno nel cassetto..............insomma nel mio caso pare che sia una questione ereditaria! Crescendo, i sogni dei miei coetanei diventavano di altro genere, ma io continuavo a desiderare di poter scrivere una pagina di futuro.  E così fino ad oggi e accorgersi che invece non sono stata capace neanche di inventare una salsa come la besciamella , che deve la sua notorietrà al marchese Louis de Bechamel, o forse viceversa, .....non è una cosa confortante per chi ha sempre aspirato a scrivere il futuro.
La questione è che anche se so fare diverse cosette, non ne so fare una in maniera completa.
Dipingo, è vero, ma solo abbastanza bene. Scrivo, è vero, ma solo in maniera passabile. Cucino ,è vero, ma in maniera sommaria e arbitraria, ho una buona dose di fantasia, è vero, ma insufficiente evidentemente per 
acchiappare il mio sogno e renderlo realtà. 
Insomma, sono proprio una frana! E mi sa tanto che dovrò contentarmi di leggere il futuro scritto dagli altri, che è una cosa bella ed entusiasmante anche quella, ma non proprio come farlo in prima persona. Però anche mentre scrivo questa rassegnata ammissione sento che dentro di me non demordo. Chissà! Forse domani..............

mercoledì 8 maggio 2013

Auguri mamma!

Oggi è il compleanno della mia mamma. 88 anni non sono pochi e lei comincia a sentirli tutti..............un bel fardello  di esperienze e di ricordi. Lei è quella mamma, che insieme al mio babbo, mi ha raccontato le favole della mia infanzia.........favole vere, favole che si sono svolte durante la seconda guerra mondiale, favole viste da postazioni diverse ed ugualmente drammatiche: lui dalla Grecia e poi da un campo di concentramento in Germania, lei dal suo paese, che per morfologia dei luoghi venne proprio a trovarsi sulla 'Linea Gotica'.  La sera, dopo cena, intorno al tavolo, mentre il fuoco scoppiettava nel camino, nascevano queste favole, che io ascoltavo incantata........e anche loro, perché si raccontavano l'uno all'altra le loro esperienze, vissute singolarmente e che anni dopo, mettevano in comune su quel tavolo , insieme al pane e al vino. Per me, che li guardavo e li ascoltavo a bocca aperta, quelli erano momenti meravigliosi e mai più dimenticati. Per tanto tempo ho pensato che fossero proprio favole e non la storia vera del mio Paese e quando, crescendo ho capito, il mio è diventato un interesse vero e proprio, che ho continuato a coltivare negli anni, scoprendo non senza sorpresa, che ogni volta c'è stato sempre qualcosa di nuovo da aggiungere a questa guerra, che alla fine mi è sembrata di vivere anche a me, anche se io non ero nata.
Questa è la mia mamma, quella che qualche anno fa fu chiamata dal nostro Comune, insieme ad  altre donne della sua età, per ricevere una medaglia commemorativa che veniva data alle 'ragazze' che avevano votato per la prima volta nel  '46.........cominciando il difficile cammino della parità dei diritti. Ogni tanto la guarda quella fotografia, dove si vedono quattro donne, tre delle quali ormai non ci sono più. Un sospiro e avanti! Perché la mia mamma è anche questa. Una persona che forse sarà stanca nel corpo, ma nella quale lo spirito ancora ha i suoi guizzi di vita, di ribellione, e di affermazione di sé.
Lei è quella mamma, che mi è stata sempre vicina e mi ha camminato accanto anche nei momenti difficili della mia vita, quella che continua a camminarmi accanto anche se ora lo fa con fatica e con l'aiuto di un bastone.Ma è qui, vicino a me.

ALLA MIA MAMMA

Quando ancora i miei occhi non vedevano
tu guardasti il mondo per me
E sognasti per me.
Quando i miei piedi mossero i primi passi
Tu mi tenesti per mano
E sognasti per me.
Quando mi mandasti incontro alla vita
Con i miei primi libri in mano
Tu sognasti per me.
Quando, passati gli anni, ti salutai
E me ne andai per la mia strada,
tu sognasti per me.
Quando la vita divenne dura e faticosa,
tu mi tendesti la mano
e sognasti per me.
Quanti sogni facesti per me!Sogni che per te, non avevi mai fatto
Ma che per me non furono mai troppo belli,
troppo grandi,troppo irraggiungibili.
Sogni che spesso non si avverarono mai.
Sogni che passarono dai tuoi occhi ai miei
E che io riversai sopra altre vite
Più importanti di me.
Grazie per i tuoi sogni!
Grazie di avermi insegnato a sognare!
Grazie dal profondo del cuore!
Grazie mamma.



 

martedì 7 maggio 2013

La sera, come tutte le sere.........



Ieri sera mi è ricapitato sotto gli occhi questa bellissima frase di Baricco, che trascrivo più sotto. L'ho letta  e  stavolta mi ha catturato l'anima. 
A me capita sempre così. Mi successe la stessa cosa una sera  di tanti anni fa quando  uno dei miei figlioli mandò in onda per l'ennesima volta 'E ti vengo a cercare'  di Battiato. Non so quante volte l'avevo sentita in quel periodo.......sentita sì, ma mai ascoltata. Quella volta l'ascoltai evidentemente, perché dopo mi sentii scorrere un lungo brivido lungo la schiena, per il messaggio che in pochi minuti mi aveva saputo dare.
Stessa cosa per 'Bohemian Rhapsody'  dei Queen...................... .................chissà se la 'folgorazione' che ebbe san. Paolo è dello stesso genere di quelle che ho avuto io! Fino a un attimo prima una cosa non la vedi e non la senti, o addiruittura non ti piace e la scarti e poi un giorno scatta un quid e...... là! Il tuo modo di concepire la vita cambia. 
Non c'è bisogno di darsi spiegazioni, di approfondire l'argomento, di sviscerare i testi, le parole, la visione. No! E' semplicemente un impatto con qualcosa che ti si spennella addosso e diventa parte di te, una seconda pelle, qualcosa che anche tu avresti voluto dire, ma che altri hanno detto  o scritto o visto  prima di te e ti hanno raccontato. Ti va bene così, lo fai tuo e da allora non sarai mai più la stessa persona di prima perché avrai qualcosa in più che prima non avevi. E ieri sera..................................




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La sera, come tutte le sere, venne la sera. Non c'è niente da fare: quella è una cosa che non guarda in faccia a nessuno. Succede e basta. Non importa che razza di giorno arriva a spegnere. Magari era stato un giorno eccezionale, ma non cambia nulla. Arriva e lo spegne. Amen
Alessandro Baricco



Che potrei aggiungere di mio? Niente, semplicemente perché non saprei cosa dire in più di quello che dicono le parole di Baricco. L'unica cosa che so è che leggere queste parole mi ha suscitato la stessa sensazione che provai una volta ad infilarmi un paio di guanti di raso: il guanto con la sua morbidezza era diventato  la mia mano e non lo sentivo come qualcosa di estraneo, ma qualcosa di mio e del mio modo di essere in quel momento.

lunedì 6 maggio 2013

Cittadina del mondo

Ieri è stata proprio una giornata particolare, una di quelle in cui mi sono sentita cittadina del mondo. Mi spiego! Ieri, per uno dei miei figli è stata una giornata importante, una di quelle che almeno, si spera, segnino qualcosa di positivo nella vita. Ieri aveva luogo la cosidetta 'graduation', che è il corrispettivo della nostra laurea, ma che negli States viene celebrata ed enfatizzata molto più che da noi.  Ospite di onore, candidato lui stesso a una 'Laurea honoris causa',  era addirittura Obama, il Presidente degli States.  Avrei voluto essere lì con mio figlio in quel momento, invece ero a casa e mi stavo chiedendo  se e come,  avrei potuto in qualche modo sentirmi partecipe di questo momento della sua vita. Alla fine, con tutta la mia inesperienza mi sono messa a frugare in internet e ho trovato un sito americano in cui avrebbero trasmesso la cerimonia, per cui ho atteso pazientemente che arrivasse l'ora dell'inizio e poi quando il tutto è cominciato erano già le diciotto e trenta ora nostra, per cui ho piazzato davanti al computer la mia mamma, dicendole che quando Obama finiva di parlare, mi doveva chiamare, perché nel frattempo io dovevo andare a preparare la pizza, perché a cena avevo gli altri miei figli, e anche i miei nipotini, compresa la mia nipotina americana, figlia proprio di quel figlio che in quel momento era l'interprete di una di quelle scene che tante volte si vedono nei film americani.
(Carolyn Kaster/ Associated Press ) - President Barack Obama arrives at the Ohio State University spring commencement in the Ohio Stadium, Sunday, May 5, 2013, in Columbus, Ohio. Obama is the third sitting president to give the commencement speech at Ohio State University. At left is Annie Leibovitz.La pizza non poteva attendere e così mi sono messa a prepararla, con uno spirito tutto particolare: mi sembrava di preparare una cena per festeggiare chi non sarebbe stato con noi fisicamente, ma con lo spirito senz'altro. Laurea e pizza vanno a braccetto insieme, specialmente se accanto c'è anche la coca cola e una nipoina che parla italiano, è vero, ma con un accento decisamente americano, mentre l'altro nipotino, appena più grande con la sua calata decisamente toscana, riequilibrava il tutto. Ero in Italia o ero negli Stati Uniti? Mi sembrava che fossero scomparsi tutti i confini e che il grande oceano fosse ridotto a una misera pozzanghera che potevo attraversare a mio piacimento, mentre facevo la spola dalla cucina al discorso di Obama, del quale non capivo un'acca, ma che comunque mi piaceva lo stesso.
A un certo punto mia madre mi ha chiamato: "Ha finito di parlare!" quello era il segnale che mi doveva dare....e invece anche in America sono come in Italia......fanno vedere i grandi e gli altri ce li dobbiamo immaginare, per cui siamo rimaste con un palmo di naso. Fortunatamente poi è arrivato un filmino, girato in proprio, naturalmente, dove ho potuto levarmi la soddisfazione di vedere  il mio figliolo toscano vestito con i colori degli States. 
La pizza era decisamente buona, per non parlare delle ciaccine fritte che abbiamo mangiato con stracchino e gorgonzola alla sua salute.........e anche a quella di Obama. Per non parlare della Sacher Torte, che essendo viennese non c'entra niente né con l'Italia né con gli USA, ma tanto io avevo già deciso che per quella sera sarei stata cittadina del mondo.........