mercoledì 20 maggio 2015

La marchesa del Grillo

A volte capita che telefoni per chiamare un ufficio e quindi usi un tono distaccato e gentile. A volte capita che invece di rispondere la solita segretaria che senti tutte le volte, ti risponda una voce maschile, che ti sembra proprio uguale sputata a quella della persona con cui vuoi parlare. A volte capita di continuare il gioco e domandare il nome della persona con cui vuoi parlare, sapendo in cuor tuo che la persona è proprio quella che ti sta rispondendo e che in quel momento ha voglia di prenderti in giro. A volte capita che la persona che ti sta rispondendo con la voce della persona con cui vuoi parlare , ti dica che invece quella persona al momento non c'è. A volte capita, che sentendoti improvvisamente in sintonia con 'Amici miei' tu risponda che non importa e se per cortesia può dire alla persona interessata che ha chiamato la marchesa Del Grillo e che richiamerà più tardi. A volte però capita anche di sentire dall'altra parte del filo un 'va bene, riferirò sicurmente' detto con un tono un pò stupito, ma anche un pò deferente, e allora capita anche di cominciare a capire che la persona con cui hai parlato scherzosamente, non sia quella che hai creduto tu fino a quel momento, ma semplicemente un collega della persona con la quale credevi di parlare. Allora capita di poter avere due reaziono completamente diverse. La prima, quella più doverosa, è quella di sentirti un idiota  e di dirti che faresti bene a richiamare per scusarti. La seconda è quella di metterti a ridere,ma proprio a ridere e pensare che la vita è bella anche per questi piccoli equivoci, che danno a una giornata uguale a tutte le altre un pizzico di sano umorismo. A me capita di avere la seconda reazione che perdura anche ora che sto srivendo.

lunedì 18 maggio 2015

La vecchia signora

Erano stati veri compagni di viaggio. Lui, un giovanotto pieno di aspettative e con pochi soldi, lei una vecchia automobile, che di strada ne aveva fatta ormai tanta. Ma si erano scelti e insieme avevano affrontato la strada, ogni tipo di strada, in discesa, in salita, piena di curve... insieme avevano vissuto la vita e le sue sfide. Lei, silenziosamente aveva raccolto le confidenze, gli sfoghi, i malumori e le soddisfazioni del giovane uomo, quelle che vengono fatte solo tra sé e sé......lui aveva ascoltato i primi inconfondibili rumori di cedimento della sua auto ormai logora, ma il sodalizio tra di loro era continuato come sempre mentre via via che il tempo passava cambiavano anche tante situazioni. Lui ormai era diventato un uomo davanti alle scelte del suo domani, lei una vecchia signora piena di acciacchi e di rughe, ma nessuno dei due faceva caso ai cambiamenti dell'altro, perché loro erano rimasti sempre gli stessi compagni di viaggio, pieni di di sogni, di ideali, di voglia di conquiste.
Poi arrivò il giorno tanto atteso, un giorno da vivere per il domani e per i giorni futuri.
Lui guardò la vecchia automobile e non disse niente. Lei guardò il giovanotto diventato uomo e non disse niente, ma entrambi seppero subito che la lunga strada che separava l'oggi dal domani l'avrebbero fatta insieme. Erano più di milleottocento chilometri da percorrere ed entrambi lo sapevano, come sapevano che sarebbe stata una grande impresa portarlo a termine, ma nessuno dei due si tirò indietro.
"Se la vecchia signora mi porterà fino là, vorrà dire che è un segno del destino che io ci debba rimanere, come del resto ho sempre desiderato" si disse  il giovane, mentre tirava a lucido la sua automobile, per farle fare bella figura nel posto dove sarebbero andati.
"Se riuscirò a portare il mio amico fino a destinazione,per me sarà come avere avuto il premio più importante della mia vita" si disse la vecchia signora mentre si beava della sua ritrovata lucentezza.
Partirono in una tiepida mattinata di maggio e strano a dirsi, il viaggio fu ottimo, ciascuno impegnato a dare il meglio di sé e giunsero a destinazione tranquillamente, senza grandi scosse, senza incertezze. Se avessero potuto si sarebbero dati la mano per congratularsi reciprocamente, ma entrambi sentirono che era come se l'avessero fatto e che con quella stretta di mano si fossero salutati, proprio come due vecchi amici che hanno condiviso un sogno e sanno di aver raggiunto l'obiettivo che si erano prefissi.
E così la vecchia signora salutò il giovane uomo, sapendo in cuor suo che sarebbe stata sempre ricordata con affetto e gratitudine. Il giovane uomo sentì quel saluto e mentalmente le disse che sicuramente l'avrebbe sempre ricordata, per cui quando provò a riaccendere il motore e questo non  dette segno di vita non ne fu neanche stupito, e si limitò ad accarezzare piano piano il volante con la gratitudine di chi sa di avere avuto una vera amica.

sabato 16 maggio 2015

Stasera

Stasera riunione per parlare dell'Infiorata.Ma si può ancora parlare di infiorata? Oggi se dovessi dare un nome al lavoro che andremo a fare tra una ventina di giorni, non saprei più come chiamarlo.Eppure, fino ad oggi, nonostane le difficoltà, nonostante il poco che ci siamo ritrovati tra le mani per lavorare, abbiamo sempre realizzato qualcosa di bello. Via i colori, via la segatura, che ci permetteva di realizzare disegni importanti e veramente d'impatto, sono rimasti tappini, bottiglie di plastica, fondi di caffè, carta di giornale e carta stagnola. E io ho preparato un disegno, che non è neanche un disegno, nel quale poco opportunamente, molto pomposamente e con una dose altissima di incoscienza e una ancora più grande di indifferenza ho voluto parlare di Creazione. Creazione vista come ciascuno la vuole vedere e interpretare e tutta riassunta in quelle due parole che danno il via al tutto :IN PRINCIPIO. Oggi, avvicinandosi il fatidico giorno della messa in opera, con conseguenti critiche di ogni genere, mi tirerei tanti scappellotti in testa per aver pensato un tema simile, ma non c'è stato niente da fare, quello mi è venuto e quello è rimasto, a dispetto di me stessa, degli altri, di chi ci vuole vedere solo un messaggio religioso, e di chi invece ce lo vuole trovare solo matematico. Ognuno faccia ciò che crede, a me non me ne potrebbe fregare di meno, perché io ci vedo e continuo a vederci solo quello che pare a me e che anche quest'anno, nonostante mi sia costata una fatica psicologica grandissima, ciò che ci ho visto e continuo a vederci mi ha fatto assemblare 140 mq. di carta, sulla quale mi sono sfogata con questo disegno che dovrà essere riempito del niente che abbiamo e della nostra fantasia e più che altro dell'improvvisazione, che quest'anno giocherà un ruolo importante, visto che non c'è stata nemmeno quella regia che invece non è mai mancata negli anni precedenti. 
L'unica cosa che è pronta è la spiegazione di questa Creazione, che mi piace di anticipare, tanto non tolgo niente a nessuno, visto che è stata scritta dalla mia amica Kind Butterfly che mi ha detto di farne ciò che credo.
In principio fu la luce
e dalla luce nacque ogni vita.
"E' tutto tuo - disse all'uomo
 la voce che correva insieme al vento -
coltiva il mio  giardino  e i buoni frutti
fai crescere i fiori che ti ho dato,
non li abbandonare, amali 
e proteggili dal male".
L'uomo ascoltava e i suoi occhi
si riempivano di quello
 che pareva meraviglia
e invece era solo bramosia
"Ora la Terra è mia - e miei
saranno il sole e il firmamento
e metterò in catene anche quel vento
che mi ha parlato e che mi ha fatto Re.
In principio, fu allora
ed è anche ora e sempre
e il vento lo dice all'uomo ad ogni istante
con la pazienza dell'eternità
" Trova la  strada vera e il tuo vero domani,
 e solo allora capirai e poi vivrai
per quella luce che non tramonta mai.".
Ma la mia amica è troppo buona e  dopo aver letto ciò che invece avevo scritto io, ha scritto queste parole che edulcorano le mie, dicendomi, che non potevo dire che proprio non riesco a sopportare coloro che hanno ricevuto fiori e frutti da far sbocciare e maturare e invece li lasciano morire per mancanza d'acqua.
Chi fa questo non ci ha capito proprio una cippalippa della Creazione, che si rigenera continuamente solo se ciascuno continuerà a far fruttare ciò che è arrivato a lui, mettendoci anche del suo per lascirlo nelle mani di chi poi verrà e continuerà a dare di sé, senza protagonismi, ma solo con la consapevolezza di stare facendo un lavoro iniversale che non serve per la sua gloria,ma per conservare il difficile equilibrio di questo benedetto creato che non riusciamo a mantenere bello come ci è stato dato. E forse è meglio che mi fermi e non aggiunga una parola in più, sennò va a finire che  mi arrabbio davvero e finirei per dire cose che è bene rimangano con me!!

lunedì 11 maggio 2015

Dalla Rupe di Vignoni


Non è roba di ora. L'ho scritta nel 1998  e allora ho creduto ad ogni parola che ho detto. Oggi riscriverei le stesse cose? Rispondo senza esitazione e dico che sì, dentro di me sento sempre gli stessi sentimenti e le stesse emozioni di allora, perché sono in'idealista, una che non rinuncia alle illusioni neanche su se stessa,  ma con l'onestà che nasce dall'esperienza devo dire che sono belle parole e bei sentimenti, che nella praticità della vita hanno perso molto del loro smalto.


Qualche volta mi capita anche di pensare!
 Mi è successo proprio sabato scorso quando siamo partiti per un'ucita di Co.Ca (Comunità Capi).
Pensavo che fosse un'uscita come tutte le altre, finché non mi sono ritrovata a sedere  insieme agli altri in un prato verde sotto un albero che cominciava timidamente a rinascere anuova vita, ma per quello che mi riguarda mi sono dovuta ricredere subito, quando il nostro Capogruppo ha distribuito dei foglietti sui quali ho cominciato a leggere: "Mi sono svegliato questa mattina e mi sono ricordato un sogno. Ero sulla cima di una rupe e guardavo davanti a me, lontano, e quello che vedevo era il mio passato, i miei anni trascorsi insieme a tutti gli altri scout, agli altri ragazzi. Ho rivisto le uscite, le serate in Sede, le tradizioni, i momenti solenni. Ho visto sovrapposti il bene e il male, ciò che funziona e ciò che non funziona, ciò che mi è servito e ciò che mi è mancato....."

La cosa mi ha colpito tanto,perché molte volte mi sono  immaginata di essere su una rupe e guardare la mai vita.
Ciò che mi è servito in questi anni? La vicinanza di tante persone che come me, amano il confronto, sentono il desiderio di condividere esperienze e da queste trarre nuovi insegnamenti, la solidarietà di una mano tesa nel momento di bisogno, la gioia di poter dare qualcosa di me stessa agli altri, e poi tante e tante altre cose che  non si possono riassumere in due righe.
Ciò che mi è mancato? La coerenza di vivere pienamente ciò in cui credo con tutto il cuore, la capacità di diventare semplice come un bambino, il coraggio di testimoniare sempre e nonostante tutto la mia fede nelle parole e nella vita di Gesù.
Su quella rupe vedo la mia vita e se guardo lontano posso intravedere i fiori e i colori del perduto Eden, oppure un profondo rosso senza fine.
Sta a me scegliere perché solo io sono l'artefice della mia vita. L'alternativa è la mediocrità che tuttavia è sempre un baratro.
Cercherò di seguire la strada stretta e faticosa che porta a quel guiardino, confidando sempre nell'aiuto che viene dall'alto e da coloro che come me sono in cammino.


Di una cosa però sono sicura oggi come allora. Odio la mediocrità.

domenica 10 maggio 2015

Improvvisamente stamani

Nove e mezzo!
 Ne sono sicura, perché stavo facendo ritorno dalla mia passeggiata, dopo aver fatto una sosta a gustare un bel bombolone e un caffè come si deve. Mi ero attardata a parlare un pò del lago di Montepulciano col proprietario del bar, appassionato di pesca, ma molto di più della natura e di quel ciliegio allegorico, del quale ho parlato abbondantemente in un altro post, per cui camminavo con passo spedito, per rientrare a casa, ed è proprio allora che ho dato una sbirciata all'orologio per vedere l'ora. Ma che c'entra l'ora? proprio un bel niente! E' solo per fermare un pensiero in uno spazio temporale, perché quel pensiero mi è venuto proprio alle nove e mezzo. 
Dunque! Camminavo e guardavo la natura trionfante che era intorno a me. Lungo la strada gli alberi di acacia erano tutti fioriti e sembravano trine preziose, i fiorellini gialli, detti anche bottoncini d'oro erano un tripudio di colore e io stavo proprio bene, sentendomi fiore anch'io, appassito se volete, ma sempre contento di stare in questo giardino che è la vita. Poi ho alzato gli occhi e il mio sguado si è tuffato in una fetta di cielo, che limitato, proprio dai fiori degli alberi, mi è sembrato un sipario  diafano che mi invitava a entrare. Bellissimo e misterioso, affascinante e pauroso, così mi è apparso quello spicchio di cielo che mi ha fatto provare sensazioni strane e nuove curiosità. Poi, dopo due o tre passi, un altro scenario ha preso il posto di quell'unicità e ho visto alla mia sinistra il sole abbacinante e alla mia destra una pallida luna bianca e lattiginosa. Ho sentito che quella era ancora la mia dimensione , quella in cui volevo ancora rimanere, quella che mi dava la tranquillità del mio stato, e ho cercato di farne una metafora. Ho paragonato il sole alla mia voglia di essere e sperimentare sempre nuove cose, nuove sensazioni, la luna invece allo scrigno dove sono riposte tutte le esperienze della mia vita, che hanno costruito la persona che sono oggi, bella o brutta non importa, ma vera. E quel cielo? Cos'era quel cielo stamanise non le domande senza risposta, lo stato onirico e sognante della mia mente sempre alla rierca dell'infinito, la paura del vuoto e del buio che c'è oltre quel cielo, la domanda del senso della vita, del chi sono, del dove vado, del perché vado?........E cosa c'era dietro quel cielo, che stamani pareva volermi abbracciare e tirare dentro di sé? La Speranza, sempre la Speranza, solo la Speranza.

venerdì 8 maggio 2015

Dieci anni di garanzia

E così oggi hai novant'anni! Non ci credevi vero di arrivarci?. Da che ti conosco io, cara mamma, e ormai è un bel pò di tempo, ti ho sempre sentito ripetere il solito ritornello: "Camperò tre giorni se sto al sole!" E invece!!..........e quanta strada, quante vicende, quante gioie, quanti dolori, quante attese, quanti incontri, quanti saluti,.............e quante, quante speranze in questi anni che sono rotolati via, come fa il pallone sul prato verde del campo da gioco. 
Il tuo campo da gioco è sempre stato la tua famiglia alla quale hai dato tutto il tuo interesse, elargito a piene mani sia in generosità che in ceffoni.
Quanti ne ho presi io! Che ancora me li ricordo e col ricordo arriva anche il bruciore e molte volte la vergogna per ciò che avevo combinato, ma andando avanti anche i tuoi nipoti non si possono lamentare delle loro dosi e quando ti accorgesti che non ce la facevi più a prenderli per punirli delle loro birbonate, mica ti arrendesti! macché! Ti facesti aiutare egregiamente da frutta e verdura, e mai ho visto arancie e mele fiondare fuori dalla porta di casa con una mira così precisa, come quando cercavi di colpire le natiche dei birbanti che se la davano a gambe. Anche oggi, nonostante tutti i tuoi acciacchu ti ci proveresti volentieri anche con i piccoli di casa, si vede sai..... e quando ti arrabbi con noi e con loro il tuo proverbiale "Accidenti a Pio IX" echeggia ancora per casa col solito intercalare romagnolo. E noi così ti vogliamo, sempre battagliera, col tuo sguardo pungente e arguto che parla più di mille parole e se per avere questo ti dovremo stuzzicare, punzecchiare, far arrabbiare, lo faremo con tutto il cuore, perché vogliamo che tu continui ad essere la persona vitale che sei sempre stata e la memoria delle radici della nostra famiglia.Vogliamo sentire ancora per tanti tanti anni, gli aneddoti che riportano ai tuoi nonni fino ad arrivare a Garibaldi, vogliamo ancora sentirti raccontare le vicende della guerra e della Linea Gotica e di quel soldato che tornato dalla prigionia in Germania, anche se era giallo come un fungo malefico (non dire di no, perché ce l'hai sempre detto!), ti prese il cuore e ha fatto sì che oggi ci fossimo anche noi, gente dal cuore toscoromagnolo, che è proprio un bel cuore.

Insomma per noi sei ancora in garanzia ....almeno per altri dieci anni!

Buon compleanno mamma e spero che tra queste righe un pò irridenti tu riesca a leggere tutto l'affetto che ho per te e che la parte montanara delle mie origini, tiene sempre ben serrato dentro di sé

Giuly

martedì 5 maggio 2015

Mezz'etto di libertà

"Ogni libertà ha il suo prezzo. Quello della mia libertà, io lo sto pagando a rate"
da Piccoli Pensieri di Kind Butterfly



E meno male! Così diluito negli anni, mi sembra che possa essere un prezzo sostenibile. Il problema sono le 'varie ed eventuali'. Ogni volta che credo di essere riuscita a raggiungere quella che io intendo "libertà", ce n'è sempre una, come capita in tutte le riunioni, che pare debbano filare lisce fino a quando non si arriva a trattare della varie ed eventuali....e allora si rimette tutto in gioco e palla al centro. Nè queste appendici che molte volte non si sa da dove provengano, (ce le ritroviamo nella nostra vita quasi per caso)sono gratis. Macché! Ciascuna ha il suo prezzo e qualcuna pure salato, per cui se vogliamo continuare ad essere liberi, bisogna aggiungere anche il costo di queste app, fino a che dopo aver fatto tutti i conti si decide di rateizzare, un pò come capita con le tasse.
E pensare che per me 'Libertà' non è neanche fare come mi pare, è solo avere diritto di pensare e di scegliere. E questo non dovrebbe avere nemmeno un prezzo, dovrebbe essere come l'aria che si respira, che è di tutti e non è di nessuno, almeno per ora.E invece no! La libertà non esiste neanche nelle democrazie più pure e ce ne rendiamo conto giorno dopo giorno e ce ne è concessa sempre di meno, perché siamo spiati ovunque, incatenati a catene che hanno le maglie sempre più strette, forniti di una tessera annonaria come in tempo di guerra, che ci vede tutti in fila a reclamare la libertà a cui abbiamo diritto, fino al punto di farci gridare, non si sa se  scandalizzati o felici: " Ragazzi oggi me ne sono toccati tre etti!" Io, pagando a rate, me ne posso permettere al massimo mezz'etto.