Ma quanto sarebbe bello se gli uomini, invece di impegnarsi tanto a tirarsi secchiate di liquami, per distruggersi vicendevolmente, provassero a tirarsi secchiate di nuove idee, che come acqua benefica scendesse su questa nostra povera terra inaridita dall'egoisno e dalla lotta per il potere, in modo da poter vedere nascere nuovamente almeno un fiore di speranza per i giorni che verranno??!!
Finché non si imparerà a pensare e lavorare insieme per il bene comune, a parlare un pò meno di Io e un pò più di Noi, non riusciremo a costruire nient'altro che questo deserto, al cui confronto quello del Sahara, sembrerà un'oasi lussureggiante, perché questo non è un deserto di sabbia, ma un deserto dove anche le poche idee che riescono ancora a volare, vengono sistematicamente uccise.
Come sarebbe bello se...........................
giovedì 8 novembre 2018
martedì 6 novembre 2018
Vento d'autunno
E' così che ho sempre sentito il vento d'autunno. Preludio di aria più fredda, ma ancora lontana, che si infila tra i gialli fiori un pò margherite, un pò girasoli, ultimo regalo dell'estate che se ne va in un tripudio di colore. Poi quel vento passerà tra le fronde degli alberi che si sono tinte di rosso e di giallo, staccherà le foglie e le porterà in una danza infinita a posarsi su terre lontane.E' l'autunno delle nebbie il mio autunno e del mosto e delle castagne cotte nei primi fuochi dei camini. E' l'autunno della pioggia che bagna nuovamente la terra riarsa dal calore dell'estate e la vivifica , la prepara, la nutre , la fa pronta per una nuova semina. Questo è il mio autunno, quello al quale sono abituata io fin da bambina E' dolce il mio autunno, è sonnolento e prepara al riposo dell'inverno che stenderà il suo manto di gelo sulla natura, che attende il suo arrivo. E' rrassicurante il mio autunno, anno dopo anno, senza niente di nuovo......
Ma l'autunno che stiamo vivendo ora non ha niente di gentile e il vento non è più quello che ho sempre conosciuto io, è un vento diverso, minaccioso, devastatore, che sciupa e ferisce ululando in un grido di guerra. E dove passa semina paura e morte tra fiori e alberi,tra animali e uomini. E' la tempesta che si abbatte sul mondo di ogni giorno, di ogni dove, senza un perché. E in mezzo alla tempesta i fiori per non spezzarsi si piegano, mentre gli alberi oppongono la loro fiera resistenza, dono di forti e profonde radici, ma spesso invano, mentre animali e uomini cercano rifugi sicuri, o che almeno credono tali.
E viene spontaneo pensare alla vita, che molte volte mentre si trova in balia di altre tempeste, di altri venti dal potere distruttore, cerca essa stessa un rifugio per trovare riparo e conforto alla paura. Ma dove va a rifugiarsi la vita se non nella speranza? Tornerà la quiete e la vita si incamminerà verso il domani e si rinnoverà, uguale perché sempre vita e diversa per le nuove consapevolezze nate nella tempesta. E mai più sarà la stessa, magari anche migliore, magari più forte, più temprata, cambiata. E mentre penso a queste cose mi viene spontaneo un pensiero: "Non è l'immutato, ma è il cambiamento che apre le porte al nuovo domani".
Ma l'autunno che stiamo vivendo ora non ha niente di gentile e il vento non è più quello che ho sempre conosciuto io, è un vento diverso, minaccioso, devastatore, che sciupa e ferisce ululando in un grido di guerra. E dove passa semina paura e morte tra fiori e alberi,tra animali e uomini. E' la tempesta che si abbatte sul mondo di ogni giorno, di ogni dove, senza un perché. E in mezzo alla tempesta i fiori per non spezzarsi si piegano, mentre gli alberi oppongono la loro fiera resistenza, dono di forti e profonde radici, ma spesso invano, mentre animali e uomini cercano rifugi sicuri, o che almeno credono tali.
E viene spontaneo pensare alla vita, che molte volte mentre si trova in balia di altre tempeste, di altri venti dal potere distruttore, cerca essa stessa un rifugio per trovare riparo e conforto alla paura. Ma dove va a rifugiarsi la vita se non nella speranza? Tornerà la quiete e la vita si incamminerà verso il domani e si rinnoverà, uguale perché sempre vita e diversa per le nuove consapevolezze nate nella tempesta. E mai più sarà la stessa, magari anche migliore, magari più forte, più temprata, cambiata. E mentre penso a queste cose mi viene spontaneo un pensiero: "Non è l'immutato, ma è il cambiamento che apre le porte al nuovo domani".
giovedì 4 ottobre 2018
presenze
Ho letto recentemente un articolo pubblicato da una rivista di Scienze molto prestigiosa, in cui si parla di Archeologia Spaziale
Certamente non è la prima volta che si sente parlare di Archeologia Spaziale, ma per me, abituata ad essere derisa, quando cinquant'anni fa, mi entusiasmavo di questa cosa, con i libri di Peter Kolosimo, leggere a distanza di tanti anni, che non sarebbe male cominciare a studiare i vagabondi dello spazio che presentano orbite e aspetti anomali, e più che altro leggerlo in un giornale scientifico di altissimo livello, è stato motivo di grande soddisfazione.Non credo che un giornale scientifico di quella portata, se non ci fossero dietro studi seri e sospetti altrettanto seri di civiltà scomparse prima della nostra, magari solo per autodistruzione, avrebbe mai pubblicato un articolo del genere.C'è un bellissimo aforissma di Albert Einstei che dice:"La logica ti porta da a a b. L'immaginazione ti porta ovunque."
Sono felice di essere arrivata tanto tempo fa con l'immaginazione a pensare queste cose che ora trovo scritte con un'autorevolezza diversa, anche perché se avvessi dovuto arrivarci con la logica, da me non ci sarei mai riuscita.
martedì 2 ottobre 2018
L'Ipotesi di Riemann
Pare che ci sia una dimostrazione dell'ipotesi di Riemann, che da sempre mi ha affascinato, non senza essermene grandemente stupita. Ma come! Io che sono sempre stata una schiappa in matematica,mi interesso a queste cose? Ebbene sì! Mi sono ritrovata a leggere libri molto più grandi di me, e, usando al solito la mia fantasia, a proiettare davanti ai miei occhi le immagini che queste letture mi facevano vedere prima nella mente, e così, anche se non saprei dire una parola sulle formule che ho letto, l'ipotesi di Riemann, mi è passata davanti agli occhi, alla stessa maniera in cui mi passa un bel tramonto e io mi sono ritrovata sbalordita e affascinata a guardarla, proprio con lo stesso stato d'animo.
So che in passato ci sono stati altri tentativi di dimostrazione, che poi sono stati confutati. Magari questa è la volta buona, anche se dentro di me, in un angolino, resta il desiderio che questa ipotesi continui ancora a mantenere il suo mistero, un pò come mi capita pensando a Kriptos e al Codice Beale.
Forse che la congettura di Riemann mi piace così tanto perché è alla ricerca degli zeri non banali? Magari è proprio così, perché considerandomi io stessa uno zero, la mia speranza è almeno quella di essere anch'io uno zero non banale. E magari di avere all'interno del mio cerchio un disegno che parli di colore.
So che in passato ci sono stati altri tentativi di dimostrazione, che poi sono stati confutati. Magari questa è la volta buona, anche se dentro di me, in un angolino, resta il desiderio che questa ipotesi continui ancora a mantenere il suo mistero, un pò come mi capita pensando a Kriptos e al Codice Beale.
Forse che la congettura di Riemann mi piace così tanto perché è alla ricerca degli zeri non banali? Magari è proprio così, perché considerandomi io stessa uno zero, la mia speranza è almeno quella di essere anch'io uno zero non banale. E magari di avere all'interno del mio cerchio un disegno che parli di colore.
sabato 29 settembre 2018
Apollo^
Guardo la fotografia che ho appena scattato e mi fermo a bocca aperta davanti ai suoi colori.
No! Non sono una brava fotografa, neanche una fotografa passabile, ma sì diciamolo francamente, in questo campo sono una vera schiappa, ma questa fotografia mi piace, appaga i miei occhi e più che altro sollecita la mia fantasia. Infatti che rappresenta?
Il lampo di luce bianchissima arrivò fulmineo e del tutto inatteso. Ormai da mesi erano abituati al nero velluto che l'universo spandeva intorno a loro e quel flash per un attimo li lasciò interdetti....che poteva essere? Poi John premette il viso all'oblò della navicella e fu solo allora che si rese conto di assistere a qualcosa di magnifico, mai visto prima da nessun altro occhio umano.
"Ehi! Ted...vieni a vedere, guarda cosa sta succedendo!".
Anche Ted si avvicinò all'oblò e rimase a guardare ammutolito la scena che si presentava ai suoi occhi. "Ma, ma è fantastico!" furono le sue uniche parole e tornò a guardare lo spettacolo grandioso che si stava svolgendo davanti ai suoi occhi. Sotto di loro, la Terra nella sua rotonda azzurrità, era l'unica cosa che li teneva ancora tangibilmente legati alla realtà, perché tutto il resto di quello che stavano vedendo non poteva essere vero, nessuno aveva mai visto una cosa del genere, e loro sapevano che non poteva esistere. Eppure era lì e si manifestava in tutta la sua forza terribile in un tripudio di luce e di colori abbacinanti.
"Credi anche tu quello che penso io?" domandò con un filo di voce Ted. "Già!" rispose laconico John. In quel momento non sapeva cosa dire, perché se ciò che vedevano era vero, tutta le regole della fisica e dell'astronomia, dovevano essere riscritte. "Un withe hole" le parole uscirono quasi a fatica dalla bocca di John "Questo non può essere nient'altro che un withe hole, sei d'accordo con me?" "Sì! Sì Sì!" rispose con entusiasmo Ted, con la consapevolezza che ciò che avevano visto non solo era una cosa meravigliosa, non solo era una scoperta eccezionale, ma era la chiave per aprire la porta dell'eternità.
L'universo stava restituendo ciò che aveva divorato attraverso i tanti black hole che da tempo ormai erano stati scoperti e studiati dalle menti più prestigiose del genere umano.
"E ora che facciamo? Se lo comunichiamo, a Huston, ci prendono per matti!...E magari lo siamo davvero, o magari abbiamo avuto delle allucinazioni....può capitare quassù.....tu che ne pensi Ted?"
"Io penso che è un bel problema, ma è un problema che non dimenticherò mai....Comunque sia, nostro dovere è comunicare tutto ciò che è affidato a questa missione."
"Già! La penso esattamente come te!" e John accese lo spinotto per mettersi in comunicazione con la base.Lo schermo si accese subito e la voce arrivò di lì a poco chiara e limpida "Qui Huston ...che succede Apollo ^?" ........."Qui Apollo^... Huston, abbiamo un problema!!.................".
Torno con i piedi in terra e mi metto a ridere. Certo che la fantasia quando parte, galoppa forte! Però, mi dico scuotendo il capo, per un attimo quel Withe hole l'ho visto anch'io, e come era bello!
Guardo con gratitudine le tendine che ho appiccicato alla mia finestra per non farmi vedere da sguardi indiscreti e ringrazio quella luce che si è accesa all'esterno e che mi ha permesso di fare questa foto e un viaggio incredibile nello spazio.
No! Non sono una brava fotografa, neanche una fotografa passabile, ma sì diciamolo francamente, in questo campo sono una vera schiappa, ma questa fotografia mi piace, appaga i miei occhi e più che altro sollecita la mia fantasia. Infatti che rappresenta?
Il lampo di luce bianchissima arrivò fulmineo e del tutto inatteso. Ormai da mesi erano abituati al nero velluto che l'universo spandeva intorno a loro e quel flash per un attimo li lasciò interdetti....che poteva essere? Poi John premette il viso all'oblò della navicella e fu solo allora che si rese conto di assistere a qualcosa di magnifico, mai visto prima da nessun altro occhio umano.
"Ehi! Ted...vieni a vedere, guarda cosa sta succedendo!".
Anche Ted si avvicinò all'oblò e rimase a guardare ammutolito la scena che si presentava ai suoi occhi. "Ma, ma è fantastico!" furono le sue uniche parole e tornò a guardare lo spettacolo grandioso che si stava svolgendo davanti ai suoi occhi. Sotto di loro, la Terra nella sua rotonda azzurrità, era l'unica cosa che li teneva ancora tangibilmente legati alla realtà, perché tutto il resto di quello che stavano vedendo non poteva essere vero, nessuno aveva mai visto una cosa del genere, e loro sapevano che non poteva esistere. Eppure era lì e si manifestava in tutta la sua forza terribile in un tripudio di luce e di colori abbacinanti.
"Credi anche tu quello che penso io?" domandò con un filo di voce Ted. "Già!" rispose laconico John. In quel momento non sapeva cosa dire, perché se ciò che vedevano era vero, tutta le regole della fisica e dell'astronomia, dovevano essere riscritte. "Un withe hole" le parole uscirono quasi a fatica dalla bocca di John "Questo non può essere nient'altro che un withe hole, sei d'accordo con me?" "Sì! Sì Sì!" rispose con entusiasmo Ted, con la consapevolezza che ciò che avevano visto non solo era una cosa meravigliosa, non solo era una scoperta eccezionale, ma era la chiave per aprire la porta dell'eternità.
L'universo stava restituendo ciò che aveva divorato attraverso i tanti black hole che da tempo ormai erano stati scoperti e studiati dalle menti più prestigiose del genere umano.
"E ora che facciamo? Se lo comunichiamo, a Huston, ci prendono per matti!...E magari lo siamo davvero, o magari abbiamo avuto delle allucinazioni....può capitare quassù.....tu che ne pensi Ted?"
"Io penso che è un bel problema, ma è un problema che non dimenticherò mai....Comunque sia, nostro dovere è comunicare tutto ciò che è affidato a questa missione."
"Già! La penso esattamente come te!" e John accese lo spinotto per mettersi in comunicazione con la base.Lo schermo si accese subito e la voce arrivò di lì a poco chiara e limpida "Qui Huston ...che succede Apollo ^?" ........."Qui Apollo^... Huston, abbiamo un problema!!.................".
Torno con i piedi in terra e mi metto a ridere. Certo che la fantasia quando parte, galoppa forte! Però, mi dico scuotendo il capo, per un attimo quel Withe hole l'ho visto anch'io, e come era bello!
Guardo con gratitudine le tendine che ho appiccicato alla mia finestra per non farmi vedere da sguardi indiscreti e ringrazio quella luce che si è accesa all'esterno e che mi ha permesso di fare questa foto e un viaggio incredibile nello spazio.
domenica 23 settembre 2018
Reflex
Questa è un'immagine singolare di casa mia. Sembra invasa da piante cresciute nello scorrere del tempo e da fitte ragnatele, ma a ben guardare potrebbe anche sembrare la finestra della stessa stanza, che si affaccia su un giardino ricco di siepi, che rendono un po' di intimità al piccolo salottino del quale si intravede solo il tavolino. Sono due ambientazioni molto diverse tra loro ma altrettanto intriganti e ci si potrebbero costruire storie che parlano di mistero o di amore.
La stessa cosa è per la nostra vita, per l'immagine che diamo di noi stessi agli altri e anche a noi, a seconda se di noi viene guardata la parte esterna o quella interiore. E il più delle volte non sono veritiere né l'una né l'altra.
Proprio come questa immagine, venuta per caso fuori da uno scatto che ho fatto a una tela che ho dipinto qualche tempo fa. Un'illusione? Nossignori! Ciò che si vede è tutto reale, tangibilmente toccabile e in entrambi i casi riconducibile a casa mia. Ma è solo un riflesso! Magari un riflesso che nella maggior parte dei casi fa buttare via la fotografia, ma che ai tipi come me, invece parla alla fantasia. E se anche la vita che viviamo non fosse nient'altro che un riflesso di qualcosa di infinitamente diverso da quella che per noi è la nostra realtà? Non mi azzardo neanche a pensare a una risposta, non solo perché mi sono appena fatta la domanda ma più che altro perché non ho un'intelligenza tale da poter dare delle risposte. Ma la domanda, una volta posta, continua ad esistere e a correre sul venticello della curiosità. Magari un giorno qualcuno............
La stessa cosa è per la nostra vita, per l'immagine che diamo di noi stessi agli altri e anche a noi, a seconda se di noi viene guardata la parte esterna o quella interiore. E il più delle volte non sono veritiere né l'una né l'altra.
Proprio come questa immagine, venuta per caso fuori da uno scatto che ho fatto a una tela che ho dipinto qualche tempo fa. Un'illusione? Nossignori! Ciò che si vede è tutto reale, tangibilmente toccabile e in entrambi i casi riconducibile a casa mia. Ma è solo un riflesso! Magari un riflesso che nella maggior parte dei casi fa buttare via la fotografia, ma che ai tipi come me, invece parla alla fantasia. E se anche la vita che viviamo non fosse nient'altro che un riflesso di qualcosa di infinitamente diverso da quella che per noi è la nostra realtà? Non mi azzardo neanche a pensare a una risposta, non solo perché mi sono appena fatta la domanda ma più che altro perché non ho un'intelligenza tale da poter dare delle risposte. Ma la domanda, una volta posta, continua ad esistere e a correre sul venticello della curiosità. Magari un giorno qualcuno............
sabato 22 settembre 2018
La vita nello scaffale
Da un po' di giorni a questa parte, mi sono ritrovata spesso a guardare con occhi nuovi un semplice scaffale nella mia cucina, dove si allineano bricchi colorati, vasi di vetro, tazze particolari. E mi sono ritrovata a dirmi che mi piaceva proprio quella macchia di colore disordinato e pieno di sfumatura che vedevo davanti a me. E passavo oltre. Poi alla fine ho capito che dovevo fermarmi a rifletterci sopra, perché, ormai conoscendomi piuttosto bene, sapevo che quelle mute suppellettili, mi davano un messaggio, che logicamente era dentro di me, ma che ancora non avevo decrittato.
Non mi ci è voluto molto tempo per capire che cosa volessero dirmi, e questo non perché sia intelligente, ma perché la risposta era proprio a portata di mano, pronta per essere colta e accettata. Ciascuno di quei bricchi, di quei vasi potevo paragonarlo a un contenitore della mia vita e così, senza stare a pensarci due volte ho cominciato a sistemare le mie cose, e li ho riempiti delle mie gioie, dei miei dolori, degli sbagli che ho fatto, della speranza che non vuole mai abbandonarmi, delle attese, delle tante paure, delle cose che ho osato, degli affetti più cari e di quelli falsi e di tante altre piccole cose che fortunatamente trovano il posto nei contenitori più piccoli. Ho riempito anche una tazzina di Winny Pooh,
Alla fine è stato decisamente piacevole vedere la mia vita sistemata sullo scaffale della cucina e rendersi conto che è stata ed è tutt'ora una vita piena di colori di tante tonalità vivaci e tenui, che ne fanno qualcosa di unico e non ripetibile. E siccome, anche se non sono più giovane, la nmia vita è sempre proiettata al domani, spero di poter aggiungere anche qualche altro bricco, per poterlo riempire di nuovi sentimenti che ancora non ho sperimentato.
Non mi ci è voluto molto tempo per capire che cosa volessero dirmi, e questo non perché sia intelligente, ma perché la risposta era proprio a portata di mano, pronta per essere colta e accettata. Ciascuno di quei bricchi, di quei vasi potevo paragonarlo a un contenitore della mia vita e così, senza stare a pensarci due volte ho cominciato a sistemare le mie cose, e li ho riempiti delle mie gioie, dei miei dolori, degli sbagli che ho fatto, della speranza che non vuole mai abbandonarmi, delle attese, delle tante paure, delle cose che ho osato, degli affetti più cari e di quelli falsi e di tante altre piccole cose che fortunatamente trovano il posto nei contenitori più piccoli. Ho riempito anche una tazzina di Winny Pooh,Alla fine è stato decisamente piacevole vedere la mia vita sistemata sullo scaffale della cucina e rendersi conto che è stata ed è tutt'ora una vita piena di colori di tante tonalità vivaci e tenui, che ne fanno qualcosa di unico e non ripetibile. E siccome, anche se non sono più giovane, la nmia vita è sempre proiettata al domani, spero di poter aggiungere anche qualche altro bricco, per poterlo riempire di nuovi sentimenti che ancora non ho sperimentato.
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