Ricordo che una canzone di diversi anni fa a un certo punto diceva " prendi ciò che vuoi senza dare mai".
Come mi sembravano ingiuste quelle parole. Perché non si dovrebbe dare mai? A me è sempre piaciuto dare agli altri quel poco o molto di quello che ho imparato dalla vita.
Ma ancora più ingiusto mi sembravano quelle parole "prendi ciò che vuoi".
Perché prendere ciò che si vuole, senza curarsi degli altri, senza neanche informare le persone che sono cresciute con cose che per loro sono diventate 'casa'? Qualcosa che trasforma un ambiente estraneo in un luogo familiare, nel quale piace stare?
Può essere qualsiasi cosa, che ne so, un libro particolare, un vaso di fiori, un quadro appeso alla parete davanti alla quale si passa tutti i giorni.
Per noi Scout sono stati un biliardo, che non era un biliardo normale, ma era diventato un grande tavolo, intorno al quale si materializavano i nostri programmi, prendevano forma i nostri progetti, e un piccolo palcoscenico che è stato calpestato da grandi e piccoli, per fare recite, che a noi sembravano opere teatrali, per attendere Natale ed Epifania, per fare festa a Carnevale, per ospitare anche persone che venivano a parlarci di cose serie e interessanti. Quanta vita c'è stata in quel bliardo e in quel palcoscenico nei tanti anni che sono stati con noi. Quante risate, quanti discorsi seri, quante attese, quanti ritorni, vissuti insieme a loro. Quanta Vita!
Ieri c'erano e oggi non ci sono più. Così semplicemente. Qualcuno li ha presi magari per non farsene niente, magari per regalarli a qualcun altro, perché la 'roba' è sua e ci fa quel che gli pare.
È vero, niente rimane come è, nello scorrere degli anni, se non nei ricordi, ma che punta di amarezza in quegli attimi di transizione! Almeno per me. Ad altri magari non importa niente.
"Cammino, e la vita cammina con me".
Le ho scritte io queste parole, forse senza neanche sapere fino in fondo perché. Ora, in questo momento le sto vivendo. Gli anni passano, i tempi cambiano e improvvisamente mi accorgo di quanto ho camminato nella vita, con la vita che da e prende senza curarsi del male che può fare.
Alzo le spalle due o tre volte, per scacciare quel piccolo dispiacere. Però rimane il fastidio e la consapevolezza che continuerò a camminare e la vita camminera' con me , ma sempre più lontano da un luogo nel quale non trovo più nient'altro che fredde stanze, nelle quali non sono rimasti neanche i ricordi .
Quelli ormai sono solo miei.
Chissà perché quelle parole "prendi ciò che vuoi senza dare mai", mi hanno seguito per tutta la camminata che ho fatto per tornare a casa. Già, chissà perché!

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