domenica 9 agosto 2026

L'importanza Dello Scoutismo In Una Vita Moderna

 

Questo articolo è scritto da mia nipote che è venuta dall'estero per trascorrere con noi un po' di vacanze italiane 

 

Nella nostra società moderna, sempre più tecnologica e sempre più scollegata dalla natura, non sorprende che lo scoutismo risulti sempre meno attraente per la persona comune. Al giorno d'oggi, la maggior parte delle persone non attribuisce alcun valore ad attività come campeggiare nei boschi, accendere un fuoco o imparare a orientarsi usando solo mappa e bussola. Tuttavia, nel tentativo di ricordare al nostro mondo l'importanza dello scoutismo, ho chiesto a tre scout cosa lo scoutismo abbia dato loro nella vita.

Il nostro primo relatore è G...., fondatore di un Gruppo Scout. Ha detto:

 

  "Mi chiamo Gi e mi viene da sorridere quando qualcuno mi dice che ho fondato nuovamente il Gruppo Scout più di quarant'anni fa. Io non ho fondato proprio un bel niente, mi sono semplicemente lanciata insieme ad altri,  in un'avventura per far vivere ai miei figli un'esperienza che desse loro momenti di vita da ricordare col sorriso. Poi col passare del tempo e vedendo che sempre nuovi ragazzi si aggiungevano per condividere la nostra strada, ho vissuto questa scelta in maniera più profonda, cercando di dare loro qualosa che rimanesse nella loro vita, come del resto tutti loro hanno fatto con me.

'Servizio' è una parola molto importante nello scoutismo e ho cercato di viverla nei modi che mi erano più congeniali, e anche ora , nonostante l'età molto matura, cerco di rendermi utile e di fare appunto Servizio. Da sei anni sono la Cambusiera del Branco, insieme ad altri, con mia grande soddisfazione.

Quello che mi ha dato lo Scoutismo? Tanto scambievole affetto che dura nel tempo, oggi cosa rara."

 

In seguito, ho intervistato Mel, un attuale scout che ha fatto 4 anni di lupetti e quasi 2 anni di reparto. La sua risposta è stata:

 

"Lo scout mi ha aiutato a crescere sopratutto a schierarmi con le persone, da quando frequento gli scout mi sono resa conto di essere un'altra persona, la piccola me é diventata più forte e ho fatto nuove conoscenze, ho avuto dei capi fantastici ai lupetti che mi hanno insegnato a come affrontare i problemi in questo primo anno di reparto ho capito quanto valga parlare o spiegare cose che non vanno bene con la propia squadrigla."

  

Poi ho chiesto a Boe cosa ne pensasse, e mi ha risposto:


" Sono stata negli scout per molto tempo. diciamo da quando ancora non ero in grado di camminare da sola fino a quando sono diventata un capo. poi le mie scelte di vita mi hanno portato a lasciare il gruppo. Ma una volta che si è scout si rimane scout per tutta la vita. Essere scout mi ha insegnato molte cose.  due però sono gli insegnamenti dello scoutismo che piu di tutti porto con me. il primo è l' 'estote parati', ovvero il cercare di essere sempre pronti ad affrontare le sfide della quotidianità.  L'altro è un motto di BP: 'il gioco riuscirà solo se ciascuno  avrà fatto bene la sua parte'. Pertanto, in ogni cosa che faccio cerco sempre di dare il meglio di me, per fare il mio dovere al meglio delle mie possibilità."

 


Per concludere, vorrei condividere ciò che lo scoutismo mi ha dato nei mei tre anni di lupetti e due di reparto. Al di là degli aspetti più ovvi, come imparare a costruire un tavolo, accendere un fuoco o fare un nodo, mi ha insegnato a collaborare con gli altri, a divertirmi anche durante le gare, a perdonare e molto altro ancora. Lo scoutismo mi ha dato disciplina e confidenza, ma soprattutto mi ha dato una famiglia.

 -Ponyboy

 




*Si noti che tutti i nomi indicati – sia quello dell'autore che quelli degli intervistati – sono di fantasia*

 

 

 

mercoledì 17 giugno 2026

Senza perdere il sorriso

" Le lacrime che in tanti anni non sono mai state versate, sono dentro di noi come un oceano che infrange le sue onde violente contro il  duro scoglio del nostro cuore"

da Piccoli Pensieri di KB 

 

"E non va bene per niente!",ho aggiunto io, "ma così è". 

Poi, girandomi verso  Pinocchio , mio abituale interlocutore, gli ho chiesto a bruciapelo : "Ma dimmi un pò, chi te lo ha fatto fare di diventare un ragazzino in carne, ossa e.... cuore?"

"Volevo sapere che cos'è la vita" mi ha risposto subito senza perdere il sorriso "in altro modo non l'avrei mai saputo".

 

Già!! 'Senza perdere il sorriso', sono parole difficili, ma così vere!

lunedì 8 giugno 2026

Guardate lontano

 

L'idea dell'Infiorata che è stata realizzata quest'anno dal Gruppo Scout Montepulciano 1°, è nata dentro di me in un attimo, sulle parole di una frase di Baden Powell, che mi accompagna ormai da un pò di tempo.

 “...guardate lontano,
e anche quando credete di star guardando lontano,
guardate ancora più lontano!”.

Queste parole mi hanno portato immediatamente a visualizzare uno scout visto di spalle, mentre guarda davanti a sé l'orizzonte, e quando il suo sguardo non riesce ad andare oltre, volge gli occhi in alto, verso il cielo, verso il sole, verso il lontano, dove l'aria è più leggera e pulita, e dunque verso i suoi sogni.

Forse perché anche a me piace ancora sognare di poter respirare un'aria migliore di quella che in questo momento respiro intorno a me e in senso più ampio, intorno al mondo. Ho voglia di semplicità, di vedere il mondo nella sua genuina bellezza fatta di alberi e fili d'erba, di rocce dure, di strade campestri,di umanità, vera, ho bisogno di sentire il profumo del bosco bagnato da una pioggia recente e dei fiori che si aprono al sole che splende nel cielo, al di là di tutte le nefandezze e le bassezze umane che  tolgono la speranza dagli occhi e dal cuore e annichiliscono interi popoli . 

E così, senza più pensarci un attimo ho condiviso questa idea con la "pattuglia dell'infiorata" della quale anch'io faccio parte. L'idea non solo è piaciuta, ma è stata accolta con entusiasmo, è stata ampliata e perfezionata, il tutto nel giro di pochissimo tempo e da allora tutto è stato semplice e veloce. Attaccare i fogli, creare il grande telo binco sul quale fare il disegno è stato poco più che uno scherzo. Poi il disegno fatto in pochissimo tempo, perché era come se noi fossimo dentro quel foglio che si andava riempiendo di un paesaggio, in quel momento fatto solo a grandi linee, ma già così nostro ! Come procede tutto bene, quando si lavora insieme, stando bene insieme!

Anche San Francesco e il giovane scout, appena disegnati, sono diventati parte di noi, in quell'atmosfera della Verna che il Santo conosce così bene, tanto da portarci a riscoprirla in modo semplice, lineare, senza fronzoli, tenendo una mano protettiva sulla spalla del ragazzo. A quel punto è quasi sembrato che domenica, giorno del Corpus Domini, il colore si stendesse da solo sugli alberi appena abbozzati, sull'eremo, sulla chiesa, su quel sole diventato una particola splendente, sotto gli sguardi attenti di un Santo e un ragazzo, lo sguardo del Santo che è riuscito a guardare  più lontano e ancora più lontano,  e lo sguardo del ragazzo che comincia a guardare lontano. Una speranza per i giorni che verranno!

Se per un attimo, a opera ultimata, ci siamo sentiti soddisfatti, dopo lo siamo stati anche di più, perché il messaggio di fratellanza, di condivisione, di rispetto per la natura, di desiderio di semplicità, è passato in maniera forte, anche senza che noi ci fossimo accorti di aver dato un'impronta così chiara a un disegno che è nato solo dall'entusiasmo di tutti noi. Talmente forte che ci ha lasciato quasi sbalorditi. Bene così.

 


sabato 30 maggio 2026

Oggi


Ricordo che una canzone di diversi anni fa a un certo punto diceva " prendi ciò  che vuoi senza dare mai".

Come mi sembravano ingiuste quelle parole. Perché  non si dovrebbe dare mai? A me è  sempre piaciuto dare agli altri quel poco o molto di quello che ho imparato dalla vita.

Ma ancora più  ingiusto mi sembravano quelle parole "prendi ciò  che vuoi".

Perché  prendere ciò  che si vuole, senza curarsi degli altri, senza neanche informare le persone che sono cresciute con cose che per loro sono diventate 'casa'? Qualcosa che trasforma un ambiente estraneo in un luogo familiare, nel quale piace stare?

Può  essere qualsiasi cosa, che ne so, un libro particolare, un vaso di fiori, un quadro appeso alla parete davanti alla quale si passa tutti i giorni.

Per noi Scout sono stati un biliardo, che non era un biliardo normale, ma era diventato un grande tavolo, intorno al quale si materializavano i nostri programmi, prendevano forma i nostri progetti,   e un piccolo palcoscenico che è stato calpestato da grandi e piccoli, per fare recite, che a noi sembravano opere teatrali, per attendere Natale ed Epifania, per fare festa a Carnevale, per ospitare anche persone che venivano a parlarci di cose serie e interessanti. Quanta vita c'è  stata in quel  bliardo e in quel palcoscenico nei tanti anni che sono stati con noi. Quante risate, quanti discorsi seri, quante attese, quanti ritorni, vissuti insieme a loro. Quanta Vita!

Ieri c'erano e oggi non ci sono più.  Così  semplicemente. Qualcuno li ha presi magari per non farsene niente, magari per regalarli a qualcun altro, perché  la 'roba' è  sua e ci fa quel che gli pare.

È  vero, niente rimane come è, nello scorrere degli anni,  se non nei ricordi, ma che punta di amarezza in quegli attimi di transizione!  Almeno per me. Ad altri magari non importa niente.

"Cammino, e la vita  cammina con me".

Le ho scritte io queste parole, forse senza neanche sapere fino in fondo perché.  Ora, in questo momento le sto vivendo. Gli anni passano, i tempi cambiano e improvvisamente mi accorgo di quanto ho camminato nella vita, con la vita che da e prende senza curarsi del male che può  fare.

Alzo le spalle due o tre volte, per scacciare quel piccolo dispiacere. Però  rimane il fastidio e la consapevolezza che continuerò  a camminare e la vita camminera'  con me , ma sempre più  lontano da un luogo nel quale non trovo più  nient'altro che fredde stanze, nelle quali non sono rimasti neanche i ricordi .

Quelli ormai sono solo miei.

Chissà perché quelle parole "prendi ciò che vuoi senza dare mai", mi hanno seguito per tutta la camminata che ho fatto per tornare a casa. Già, chissà perché! 


Oggi il sole tramonta su un giorno particolare. Domani è un altro giorno.







domenica 10 maggio 2026

28000 giorni

 Chissà  perché  in questa uggiosissima domenica che non aveva nient'altro  da offrire se non pioggia e nebbia, guardando il cielo grigio dal vetro bagnato della finestra, si era ritrovata a dire : "È  solo uno stupido giorno come tutti gli altri!", ma quella parola.....giorno.....le era rimasta dentro, e improvvisamente aveva pensato ai giorni che c'erano  in un anno, e poi era venuto tutto da sé, e dopo un calcolo approssimativo (non era mai stata brava in matematica) aveva scoperto  con stupore che i giorni della sua vita fino a quel momento erano ventottomila. E lei non ci aveva mai pensato. 28000 albe e 28000


tramonti erano passati sulla sua testa senza che lei se ne fosse mai realmente accorta. E si ritrovò  dispiaciuta di non aver capito l'importanza di ogni alba nuova e di ogni nuovo tramonto, perché  non si era resa conto di quanto fosse stata fortunata ad averli nella sua vita e di essere nella loro.

Già  la sua vita!  Perché  la vita fino a quel momento l'aveva pensata in anni. Che errore aveva fatto! Che cosa sono  gli anni, se non brevi momenti  che si festeggiano con una torta e le candeline? Non sono la vita. Sono solo un  computo che uno dopo l'altro va a incasellarsi in un archivio del Tempo, qualcosa che non ci appartiene più e che non ci rappresenta. No, non gli anni, ma i giorni avevano fatto di lei quello che era al momento. Ogni giorno le aveva dato qualcosa, qualsiasi cosa....una gioia, un dolore, un incontro, un distacco, una speranza, una rinuncia, una rabbia, e tutte queste cose l'avevano forgiata, plasmata e infine resa ciò  che era oggi, dopo ventottomila giorni.  Si accorse di stare sorridendo, perché  improvvisamente si era resa conto di non sapere che cosa era diventata, ma cosa molto ma molto più importante, di sapere invece che non aveva nessuna importanza il saperlo. L'unico rimpianto  era quello di non aver saputo vedere quell'arco temporale che comincia con l'alba e termina nel tramonto, come un dono e non come un caso. Ma improvvisamente ora lo sapeva.

"Cammino, e la vita cammina con me" era un piccolo pensiero che le era sempre piaciuto, anche  se dentro di sé  sapeva che mancava di qualcosa per essere completo.

"Cammino in ogni giorno, e la vita cammina con me" KB

Ecco! Così  andava bene. Troppo tardi? 28000 giorni  certo non erano  pochi, ed erano già passati,  è  vero, ma sempre meglio accorgersi  anche tardi,che ogni giorno va accolto come un'opportunità di crescita interiore, piuttosto che non capirlo mai.

sabato 2 maggio 2026

Profumo di crema

 




Profumo di crema al limone,che oggi vola leggero in cucina e porta un ricordo e una presenza

domenica 29 marzo 2026

Un giorno in Biblioteca

 Ieri finalmente il grande giorno è  arrivato! Anche noi Scout ci siamo portati un po' nel futuro  con la nostra Capsula del Tempo.

Tutti dicono che è  stata un'idea mia, ma io sono felice che sia diventata un'idea nostra, perché  da soli non si va da nessuna parte.




E questo stato d'animo  l'abbiamo provato ieri, quando la Capsula è  passata dalle nostre mani in quelle della Direttrice della Biblioteca Comunale di Montepulciano, perché  in quel tubo di acciaio era rinchiusa tutta la nostra storia passata, fatta di legami che hanno costruito una solida amicizia nel tempo.

Passato che nel presente oggi si è incontrato con il futuro. È  stato  un passaggio ufficiale di avvicendamento da noi Vecchi Capi Scout che abbiamo consegnato il testimone ai nuovi Capi, in una cerimonia bella e piena di emozioni solo positive.

Per quello che mi riguarda la voglia di realizzare questa cosa  è stata  provocata da un desiderio e da un sogno.

Il desiderio era quello di poter fare ancora qualcosa di bello con i miei ragazzi, e così è stato; il sogno è quello di poter pensare che qualcosa di noi possa restare negli anni che passano e vanno verso un futuro che noi non possiamo neanche immaginare, e porti un messaggio di amicizia, di gioia, di speranza e di pace.

Posso solo sognare tutto questo, ma quanto è bello sognare!

Di questo giorno mi è rimasto tanto dentro e una cosa che mi è stata particolarmente cara è stata l'espressione negli occhi dei ragazzi del Reparto quando a cerimonia conclusa, mi sono rivolta a loro dicendo"E non crediate che la cosa finisca qui, perché voi potrete arrivare ad aprire questa Capsula, e dopo aver guardato ciò che c'è dentro potrete decidere di aggiungere il percorso della vostra vita e chiuderla nuovamente, per mandarla ai ragazzi del vostro futuro".

Stupore, gioia,e sogni, tanti sogni erano dentro quell'espressione. Questo mi è bastato per sentirmi contenta.