"Sotto l'azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai: perché tutte le cose portano scritto:
«più in là»
Eugenio Montale
Queste parole me le scrisse diverso tempo fa una persona che conosco molto bene e oggi improvvisamente,mentre camminavo , mi sono tornate in mente.
Sì, perché io cammino, e anche molto in questo periodo, ora che l'inferno dell'estate è alle spalle, e mentre cammino, la vita cammina con me. Proprio così. Nelle mie passeggiate solitarie non sono mai sola, perché la vita o mi precede di qualche passo, o mi segue, o mi sta vicino con una mano sulle spalle, specialmente nei momenti in cui rivivo certi ricordi. E in quegli attimi, siano belli o meno belli, mentre passo dopo passo il paesaggio cambia e cambiano gli orizzonti, mi esorta a guardare lontano, a immergere lo sguardo nella natura che mi viene incontro, con lo splendore delle foglie negli alberi che hanno cambiato colore, a riempirmi gli occhi di quei colori dalle molteplici tonalità, per andare poi più in su, verso un cielo dalle mille sfumature, dove gli storni cominciano a chiamarsi per fare il loro voli acrobatici.
E così mentre cammino, mi chiedo quante cose ho imparato dalla vita e mi dico che sono tante, e quante altre devo ancora impararne, perché lei con il suo muto linguaggio mi esorta ad andare, a non contentarmi di quello che so, perché c'è tanto ancora da sapere, da conoscere, da vivere.
E' facile mentre cammino pensare ai passi che ho fatto camminando su questo mondo che è anche mio, passi veloci, passi cadenzati, passi più lenti, che hanno caratterizzato i miei anni, mentre il mondo cambiava velocemente, sempre più velocemente in un'evoluzione continua della quale a malapena ci rendiamo conto, o della quale io non mi rendo conto. Di una cosa sono sicura, ed è che dal momento in cui mi sono alzata su due gambette traballanti e ho mosso i primi passi, non mi sono mai fermata e ho continuato a camminare mentre la vita camminava con me. Quante cose abbiamo visto isieme, quante esperienze, quanti capitomboli ho fatto mentre lei mi diceva di rialzarmi, di non mollare mai, di continuare la mia strada anche quando era faticosa e densa di nuvole nere, di errori, di dolore, e quando invece era più leggera, più ampia più serena, più fiorita e io avrei quasi preferito fermarmi in quella serenità fatta di tanto e di niente destinata a essere fugace.Ma lei è sempre stata lì con me, a spronarmi, a sorreggermi, a farmi intravedere orizzonti che io non sapevo che esistessero, a farmi scrivere le mie emozioni, i miei pazzi racconti, a farmi dipingere padiglioni visibili solo a chi ha la chiave che apre la porta della fantasia, e una volte aperta quella porta ad andare più in là, oltre, non senza prima aver dato uno sguardo indietro, dove tutte le cose della mia vita portano scritto: più in là.
Più in là, e questo vale per tutti, attraverso le esperienze vissute, attraverso le cose buone che abbiamo fatto, attraverso i nostri errori che ci hanno fatto crescere, e più che altro attraverso l'inesprimibile curiosità che ci spinge ad andare oltre noi stessi, senza mai arrendersi, per farci ritrovare diversi e per questo sempre nuovi, alla ricerca continua di di chi siamo, e delle aspettative che cerchiamo di realizzare anche quando siamo stanchi di aspettare, perché ce lo dobbiamo, proprio per il nostro essere uomini e donne che non si arrendono mai e continuano ad andare più in là.






