Questo articolo è scritto da mia nipote che è venuta dall'estero per trascorrere con noi un po' di vacanze italiane
Nella nostra società moderna, sempre più tecnologica e sempre più scollegata dalla natura, non sorprende che lo scoutismo risulti sempre meno attraente per la persona comune. Al giorno d'oggi, la maggior parte delle persone non attribuisce alcun valore ad attività come campeggiare nei boschi, accendere un fuoco o imparare a orientarsi usando solo mappa e bussola. Tuttavia, nel tentativo di ricordare al nostro mondo l'importanza dello scoutismo, ho chiesto a tre scout cosa lo scoutismo abbia dato loro nella vita.
Il nostro primo relatore è G...., fondatore di un Gruppo Scout. Ha detto:
"Mi chiamo Gi e mi viene da sorridere quando qualcuno mi dice che ho fondato nuovamente il Gruppo Scout più di quarant'anni fa. Io non ho fondato proprio un bel niente, mi sono semplicemente lanciata insieme ad altri, in un'avventura per far vivere ai miei figli un'esperienza che desse loro momenti di vita da ricordare col sorriso. Poi col passare del tempo e vedendo che sempre nuovi ragazzi si aggiungevano per condividere la nostra strada, ho vissuto questa scelta in maniera più profonda, cercando di dare loro qualosa che rimanesse nella loro vita, come del resto tutti loro hanno fatto con me.
'Servizio' è una parola molto importante nello scoutismo e ho cercato di viverla nei modi che mi erano più congeniali, e anche ora , nonostante l'età molto matura, cerco di rendermi utile e di fare appunto Servizio. Da sei anni sono la Cambusiera del Branco, insieme ad altri, con mia grande soddisfazione.
Quello che mi ha dato lo Scoutismo? Tanto scambievole affetto che dura nel tempo, oggi cosa rara."
In seguito, ho intervistato Mel, un attuale scout che ha fatto 4 anni di lupetti e quasi 2 anni di reparto. La sua risposta è stata:
"Lo scout mi ha aiutato a crescere sopratutto a schierarmi con le persone, da quando frequento gli scout mi sono resa conto di essere un'altra persona, la piccola me é diventata più forte e ho fatto nuove conoscenze, ho avuto dei capi fantastici ai lupetti che mi hanno insegnato a come affrontare i problemi in questo primo anno di reparto ho capito quanto valga parlare o spiegare cose che non vanno bene con la propia squadrigla."
Poi ho chiesto a Boe cosa ne pensasse, e mi ha risposto:
" Sono stata negli scout per molto tempo. diciamo da quando ancora non ero in grado di camminare da sola fino a quando sono diventata un capo. poi le mie scelte di vita mi hanno portato a lasciare il gruppo. Ma una volta che si è scout si rimane scout per tutta la vita. Essere scout mi ha insegnato molte cose. due però sono gli insegnamenti dello scoutismo che piu di tutti porto con me. il primo è l' 'estote parati', ovvero il cercare di essere sempre pronti ad affrontare le sfide della quotidianità. L'altro è un motto di BP: 'il gioco riuscirà solo se ciascuno avrà fatto bene la sua parte'. Pertanto, in ogni cosa che faccio cerco sempre di dare il meglio di me, per fare il mio dovere al meglio delle mie possibilità."
Per concludere, vorrei condividere ciò che lo scoutismo mi ha dato nei mei tre anni di lupetti e due di reparto. Al di là degli aspetti più ovvi, come imparare a costruire un tavolo, accendere un fuoco o fare un nodo, mi ha insegnato a collaborare con gli altri, a divertirmi anche durante le gare, a perdonare e molto altro ancora. Lo scoutismo mi ha dato disciplina e confidenza, ma soprattutto mi ha dato una famiglia.
-Ponyboy
*Si noti che tutti i nomi indicati – sia quello dell'autore che quelli degli intervistati – sono di fantasia*






