sabato 30 maggio 2026

Oggi


Ricordo che una canzone di diversi anni fa a un certo punto diceva " prendi ciò  che vuoi senza dare mai".

Come mi sembravano ingiuste quelle parole. Perché  non si dovrebbe dare mai? A me è  sempre piaciuto dare agli altri quel poco o molto di quello che ho imparato dalla vita.

Ma ancora più  ingiusto mi sembravano quelle parole "prendi ciò  che vuoi".

Perché  prendere ciò  che si vuole, senza curarsi degli altri, senza neanche informare le persone che sono cresciute con cose che per loro sono diventate 'casa'? Qualcosa che trasforma un ambiente estraneo in un luogo familiare, nel quale piace stare?

Può  essere qualsiasi cosa, che ne so, un libro particolare, un vaso di fiori, un quadro appeso alla parete davanti alla quale si passa tutti i giorni.

Per noi Scout sono stati un biliardo, che non era un biliardo normale, ma era diventato un grande tavolo, intorno al quale si materializavano i nostri programmi, prendevano forma i nostri progetti,   e un piccolo palcoscenico che è stato calpestato da grandi e piccoli, per fare recite, che a noi sembravano opere teatrali, per attendere Natale ed Epifania, per fare festa a Carnevale, per ospitare anche persone che venivano a parlarci di cose serie e interessanti. Quanta vita c'è  stata in quel  bliardo e in quel palcoscenico nei tanti anni che sono stati con noi. Quante risate, quanti discorsi seri, quante attese, quanti ritorni, vissuti insieme a loro. Quanta Vita!

Ieri c'erano e oggi non ci sono più.  Così  semplicemente. Qualcuno li ha presi magari per non farsene niente, magari per regalarli a qualcun altro, perché  la 'roba' è  sua e ci fa quel che gli pare.

È  vero, niente rimane come è, nello scorrere degli anni,  se non nei ricordi, ma che punta di amarezza in quegli attimi di transizione!  Almeno per me. Ad altri magari non importa niente.

"Cammino, e la vita  cammina con me".

Le ho scritte io queste parole, forse senza neanche sapere fino in fondo perché.  Ora, in questo momento le sto vivendo. Gli anni passano, i tempi cambiano e improvvisamente mi accorgo di quanto ho camminato nella vita, con la vita che da e prende senza curarsi del male che può  fare.

Alzo le spalle due o tre volte, per scacciare quel piccolo dispiacere. Però  rimane il fastidio e la consapevolezza che continuerò  a camminare e la vita camminera'  con me , ma sempre più  lontano da un luogo nel quale non trovo più  nient'altro che fredde stanze, nelle quali non sono rimasti neanche i ricordi .

Quelli ormai sono solo miei.

Chissà perché quelle parole "prendi ciò che vuoi senza dare mai", mi hanno seguito per tutta la camminata che ho fatto per tornare a casa. Già, chissà perché! 


Oggi il sole tramonta su un giorno particolare. Domani è un altro giorno.







domenica 10 maggio 2026

28000 giorni

 Chissà  perché  in questa uggiosissima domenica che non aveva nient'altro  da offrire se non pioggia e nebbia, guardando il cielo grigio dal vetro bagnato della finestra, si era ritrovata a dire : "È  solo uno stupido giorno come tutti gli altri!", ma quella parola.....giorno.....le era rimasta dentro, e improvvisamente aveva pensato ai giorni che c'erano  in un anno, e poi era venuto tutto da sé, e dopo un calcolo approssimativo (non era mai stata brava in matematica) aveva scoperto  con stupore che i giorni della sua vita fino a quel momento erano ventottomila. E lei non ci aveva mai pensato. 28000 albe e 28000


tramonti erano passati sulla sua testa senza che lei se ne fosse mai realmente accorta. E si ritrovò  dispiaciuta di non aver capito l'importanza di ogni alba nuova e di ogni nuovo tramonto, perché  non si era resa conto di quanto fosse stata fortunata ad averli nella sua vita e di essere nella loro.

Già  la sua vita!  Perché  la vita fino a quel momento l'aveva pensata in anni. Che errore aveva fatto! Che cosa sono  gli anni, se non brevi momenti  che si festeggiano con una torta e le candeline? Non sono la vita. Sono solo un  computo che uno dopo l'altro va a incasellarsi in un archivio del Tempo, qualcosa che non ci appartiene più e che non ci rappresenta. No, non gli anni, ma i giorni avevano fatto di lei quello che era al momento. Ogni giorno le aveva dato qualcosa, qualsiasi cosa....una gioia, un dolore, un incontro, un distacco, una speranza, una rinuncia, una rabbia, e tutte queste cose l'avevano forgiata, plasmata e infine resa ciò  che era oggi, dopo ventottomila giorni.  Si accorse di stare sorridendo, perché  improvvisamente si era resa conto di non sapere che cosa era diventata, ma cosa molto ma molto più importante, di sapere invece che non aveva nessuna importanza il saperlo. L'unico rimpianto  era quello di non aver saputo vedere quell'arco temporale che comincia con l'alba e termina nel tramonto, come un dono e non come un caso. Ma improvvisamente ora lo sapeva.

"Cammino, e la vita cammina con me" era un piccolo pensiero che le era sempre piaciuto, anche  se dentro di sé  sapeva che mancava di qualcosa per essere completo.

"Cammino in ogni giorno, e la vita cammina con me" KB

Ecco! Così  andava bene. Troppo tardi? 28000 giorni  certo non erano  pochi, ed erano già passati,  è  vero, ma sempre meglio accorgersi  anche tardi,che ogni giorno va accolto come un'opportunità di crescita interiore, piuttosto che non capirlo mai.

sabato 2 maggio 2026

Profumo di crema

 




Profumo di crema al limone,che oggi vola leggero in cucina e porta un ricordo e una presenza