Chissà perché in questa uggiosissima domenica che non aveva nient'altro da offrire se non pioggia e nebbia, guardando il cielo grigio dal vetro bagnato della finestra, si era ritrovata a dire : "È solo uno stupido giorno come tutti gli altri!", ma quella parola.....giorno.....le era rimasta dentro, e improvvisamente aveva pensato ai giorni che c'erano in un anno, e poi era venuto tutto da sé, e dopo un calcolo approssimativo (non era mai stata brava in matematica) aveva scoperto con stupore che i giorni della sua vita fino a quel momento erano ventottomila. E lei non ci aveva mai pensato. 28000 albe e 28000
tramonti erano passati sulla sua testa senza che lei se ne fosse mai realmente accorta. E si ritrovò dispiaciuta di non aver capito l'importanza di ogni alba nuova e di ogni nuovo tramonto, perché non si era resa conto di quanto fosse stata fortunata ad averli nella sua vita e di essere nella loro.
Già la sua vita! Perché la vita fino a quel momento l'aveva pensata in anni. Che errore aveva fatto! Che cosa sono gli anni, se non brevi momenti che si festeggiano con una torta e le candeline? Non sono la vita. Sono solo un computo che uno dopo l'altro va a incasellarsi in un archivio del Tempo, qualcosa che non ci appartiene più e che non ci rappresenta. No, non gli anni, ma i giorni avevano fatto di lei quello che era al momento. Ogni giorno le aveva dato qualcosa, qualsiasi cosa....una gioia, un dolore, un incontro, un distacco, una speranza, una rinuncia, una rabbia, e tutte queste cose l'avevano forgiata, plasmata e infine resa ciò che era oggi, dopo ventottomila giorni. Si accorse di stare sorridendo, perché improvvisamente si era resa conto di non sapere che cosa era diventata, ma cosa molto ma molto più importante, di sapere invece che non aveva nessuna importanza il saperlo. L'unico rimpianto era quello di non aver saputo vedere quell'arco temporale che comincia con l'alba e termina nel tramonto, come un dono e non come un caso. Ma improvvisamente ora lo sapeva.
"Cammino, e la vita cammina con me" era un piccolo pensiero che le era sempre piaciuto, anche se dentro di sé sapeva che mancava di qualcosa per essere completo.
"Cammino in ogni giorno, e la vita cammina con me" KB
Ecco! Così andava bene. Troppo tardi? 28000 giorni certo non erano pochi, ed erano già passati, è vero, ma sempre meglio accorgersi anche tardi,che ogni giorno va accolto come un'opportunità di crescita interiore, piuttosto che non capirlo mai.

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