domenica 10 maggio 2026

28000 giorni

 Chissà  perché  in questa uggiosissima domenica che non aveva nient'altro  da offrire se non pioggia e nebbia, guardando il cielo grigio dal vetro bagnato della finestra, si era ritrovata a dire : "È  solo uno stupido giorno come tutti gli altri!", ma quella parola.....giorno.....le era rimasta dentro, e improvvisamente aveva pensato ai giorni che c'erano  in un anno, e poi era venuto tutto da sé, e dopo un calcolo approssimativo (non era mai stata brava in matematica) aveva scoperto  con stupore che i giorni della sua vita fino a quel momento erano ventottomila. E lei non ci aveva mai pensato. 28000 albe e 28000


tramonti erano passati sulla sua testa senza che lei se ne fosse mai realmente accorta. E si ritrovò  dispiaciuta di non aver capito l'importanza di ogni alba nuova e di ogni nuovo tramonto, perché  non si era resa conto di quanto fosse stata fortunata ad averli nella sua vita e di essere nella loro.

Già  la sua vita!  Perché  la vita fino a quel momento l'aveva pensata in anni. Che errore aveva fatto! Che cosa sono  gli anni, se non brevi momenti  che si festeggiano con una torta e le candeline? Non sono la vita. Sono solo un  computo che uno dopo l'altro va a incasellarsi in un archivio del Tempo, qualcosa che non ci appartiene più e che non ci rappresenta. No, non gli anni, ma i giorni avevano fatto di lei quello che era al momento. Ogni giorno le aveva dato qualcosa, qualsiasi cosa....una gioia, un dolore, un incontro, un distacco, una speranza, una rinuncia, una rabbia, e tutte queste cose l'avevano forgiata, plasmata e infine resa ciò  che era oggi, dopo ventottomila giorni.  Si accorse di stare sorridendo, perché  improvvisamente si era resa conto di non sapere che cosa era diventata, ma cosa molto ma molto più importante, di sapere invece che non aveva nessuna importanza il saperlo. L'unico rimpianto  era quello di non aver saputo vedere quell'arco temporale che comincia con l'alba e termina nel tramonto, come un dono e non come un caso. Ma improvvisamente ora lo sapeva.

"Cammino, e la vita cammina con me" era un piccolo pensiero che le era sempre piaciuto, anche  se dentro di sé  sapeva che mancava di qualcosa per essere completo.

"Cammino in ogni giorno, e la vita cammina con me" KB

Ecco! Così  andava bene. Troppo tardi? 28000 giorni  certo non erano  pochi, ed erano già passati,  è  vero, ma sempre meglio accorgersi  anche tardi,che ogni giorno va accolto come un'opportunità di crescita interiore, piuttosto che non capirlo mai.

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