lunedì 8 giugno 2026

Guardate lontano

 

L'idea dell'Infiorata che è stata realizzata quest'anno dal Gruppo Scout Montepulciano 1°, è nata dentro di me in un attimo, sulle parole di una frase di Baden Powell, che mi accompagna ormai da un pò di tempo.

 “...guardate lontano,
e anche quando credete di star guardando lontano,
guardate ancora più lontano!”.

Queste parole mi hanno portato immediatamente a visualizzare uno scout visto di spalle, mentre guarda davanti a sé l'orizzonte, e quando il suo sguardo non riesce ad andare oltre, volge gli occhi in alto, verso il cielo, verso il sole, verso il lontano, dove l'aria è più leggera e pulita, e dunque verso i suoi sogni.

Forse perché anche a me piace ancora sognare di poter respirare un'aria migliore di quella che in questo momento respiro intorno a me e in senso più ampio, intorno al mondo. Ho voglia di semplicità, di vedere il mondo nella sua genuina bellezza fatta di alberi e fili d'erba, di rocce dure, di strade campestri,di umanità, vera, ho bisogno di sentire il profumo del bosco bagnato da una pioggia recente e dei fiori che si aprono al sole che splende nel cielo, al di là di tutte le nefandezze e le bassezze umane che  tolgono la speranza dagli occhi e dal cuore e annichiliscono interi popoli . 

E così, senza più pensarci un attimo ho condiviso questa idea con la "pattuglia dell'infiorata" della quale anch'io faccio parte. L'idea non solo è piaciuta, ma è stata accolta con entusiasmo, è stata ampliata e perfezionata, il tutto nel giro di pochissimo tempo e da allora tutto è stato semplice e veloce. Attaccare i fogli, creare il grande telo binco sul quale fare il disegno è stato poco più che uno scherzo. Poi il disegno fatto in pochissimo tempo, perché era come se noi fossimo dentro quel foglio che si andava riempiendo di un paesaggio, in quel momento fatto solo a grandi linee, ma già così nostro ! Come procede tutto bene, quando si lavora insieme, stando bene insieme!

Anche San Francesco e il giovane scout, appena disegnati, sono diventati parte di noi, in quell'atmosfera della Verna che il Santo conosce così bene, tanto da portarci a riscoprirla in modo semplice, lineare, senza fronzoli, tenendo una mano protettiva sulla spalla del ragazzo. A quel punto è quasi sembrato che domenica, giorno del Corpus Domini, il colore si stendesse da solo sugli alberi appena abbozzati, sull'eremo, sulla chiesa, su quel sole diventato una particola splendente, sotto gli sguardi attenti di un Santo e un ragazzo, lo sguardo del Santo che è riuscito a guardare  più lontano e ancora più lontano,  e lo sguardo del ragazzo che comincia a guardare lontano. Una speranza per i giorni che verranno!

Se per un attimo, a opera ultimata, ci siamo sentiti soddisfatti, dopo lo siamo stati anche di più, perché il messaggio di fratellanza, di condivisione, di rispetto per la natura, di desiderio di semplicità, è passato in maniera forte, anche senza che noi ci fossimo accorti di aver dato un'impronta così chiara a un disegno che è nato solo dall'entusiasmo di tutti noi. Talmente forte che ci ha lasciato quasi sbalorditi. Bene così.