In questi giorni sto leggendo "Sull'eguaglianza di tutte le cose" di Carlo Rovelli.
Magari era meglio se dicevo che sto cercando di leggere il libro di Carlo Rovelli e di cercare di carpire qualcosa della teoria quantistica, che lui spiega con grande facilità, e si percepisce leggendolo, ma che io che sempre di più 'so di non sapere', come dice Aristotele, riesco solo in parte a trattenere dentro di me, grazie all'aiuto della mia forte immaginazione, che riesce a proiettare immagini davanti ai miei occhi, ma che non saprei mai spiegare a parole a nessuno. Neanche con parole mie.
Ho detto carpire e non capire, perché in effetti sto rubando parole che mi trasmettono sensazioni che poi diventano visive, e che mi fanno avanzare sempre un tantino di più nell'universo dei Quanti e delle loro leggi che in parte sono congruenti con ciò che a noi è stato insegnato fino ad oggi, in parte invece se ne vanno, partono per la tangente, e mi lasciano sperduta in mezzo allo Spazio, e molto lontana dal quel Tempo che ho sempre voluto raggiungere per spiegarmelo, senza mai riuscirci. Eppure, nonostante la mia ignoranza scientifica, non demordo, e là, dove questa si ferma nella totale incapacità di andare avanti, mi viene in soccorso la curiosità, che mi spinge sempre a continuare, a farmi domande e a cercare di capirci qualcosa. E mi sento felice.
Quando ho letto del Tesseract la prima volta, mi si è aperto un mondo nuovo, che mi è piaciuto tantissimo e che avrei voluto esplorare, anche se da subito sono stata consapevole di non avere i numeri per poterlo fare. Ma già il fatto che si apriva una porta nuova sul Tempo mi metteva di buon umore, perché io e il Tempo, o almeno il Tempo che cerco io da sempre, fin da quando ero bambina,
siamo cresciuti insieme e quando nel film Interstellar il Tesseract si è presentato magicamente ai miei occhi non ho esitato a entrarci dentro virtualmente, per vivere le sensazioni del protagonista. Da allora andare a spasso nel Tesseract con l'immaginazione è diventata una delle mie passeggiate preferite, dove il prima, l'ora, il poi vanno a braccetto insieme nei viali della vita, naturalmente con interpretazioni solo mie.
Ma è bello pensare, avere intuizioni che scompaiono l'attimo dopo, percepire cose che sentiamo verranno raggiunte, chissà quando, chissà come, chissà da chi, e sapere che l'Universo nel quale respiriamo, non è solo quello che viviamo attualmete, ma molto molto di più, e del quale ogni tanto scopriamo un tassello, che prima è fantascienza e poi diventa scienza. E poi?
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