Crans Montana, oggi è conosciuta in tutto il mondo, ma che triste conquista!
Io non so se ci sono dei colpevoli per la grande tragedia che si è consumata a capodanno, per cui non mi sento di dire niente a questo proposito,anche se è normale che debba essere trovata la verità.
So soltanto che si sono create le condizioni, giunte da più parti, perché si sviluppasse il terribile incendio che ha causato la morte di tanti giovani.
Non ho parole per dire altro, perché al di là delle responsabilità oggettive, delle negligenze, delle superficialità, che lasciano attoniti, il mio pensiero oggi è solo quello di una mamma e di una nonna, che va ai miei nipoti, che sono nell'età in cui ci si apre alla vita e si cerca la gioia dello stare insieme anche semplicemente per festeggiare l'arrivo di un anno giovane come loro. Poi il mio pensiero passa a tutti i giovani che hanno attraversato la mia vita, nell'arco di tanti anni,permettendomi di conoscerli per cominciare a capire di che è fatta la gioventù,o meglio ancora l'adolescenza, perché quando ero giovane io non riuscivo a sapere che cosa fosse la mia gioventù. Sentivo solo tanta leggerezza che non aveva un nome.
Tra le altre cose la gioventù è anche quella che ci fa sentire invincibili mentre inconsapevoli del pericolo incombente , ci fa riprendere l'incendio che distrugge la vita.Si vive quel momento senza pensare ai materiali in cui è costruito il soffitto, senza sapere che non ci sono uscite di emergenza, senza rendersi conto che tante piccole fiaccole scintillanti, accese su tante bottiglie tenute alte come una fiamma olimpica in un momento di gioia comunitaria,che è un inno alla vita, possono diventare strumento di morte. E questo non per incoscienza o per temerarietà, no, ma semplicemente perché queste cose non rientrano nel mondo della gioventù. A queste cose da sempre ci pensano gli adulti.Ed è quello che da sempre dovrebbero fare nella maniera giusta gli adulti.
Chi è sopravvissuto, è improvvisamente diventato adulto, e l'età anagrafica non c'entra.
Bella la gioventù, che nessuno riesce mai a spiegare completamente. Non bastano le parole per descrivere la gioventù,quel momento ineffabile e stupendo, che sfugge ad ogni catalogazione, per cui quando non ci sono più parole, rimane solo il pensiero che va alle giovani vite che non ci sono più e al dolore di chi rimane.
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