lunedì 21 aprile 2025

I Rivoluzionari

 

Da San Francesco a Papa Francesco, da Papa Francesco a tutte le strade del mondo

 

 

 «Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimu, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui; et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle: in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi' Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli che 'l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali.

Beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi' Signore et ringratiate et serviateli cum grande humilitate.»


 

Questi sono i veri rivoluzionari, quelli che usano il bene, l'umiltà e la condivisione per cambiare le menti e i cuori dei popoli. Sono quelli che molte volte non vengono compresi dai contemporanei (fortunatamente non da tutti) e vengono riconosciuti grandi solo postumi. Il Vangelo insegna.

venerdì 11 aprile 2025

Geppetto e l'Idea

Quando devo riflettere su qualcosa di importante, sembrerà strano, ma le risposte le trovo quasi sempre nel libro di Pinocchio.


 Chi non conosce Pinocchio?

E gli altri fantastici personaggi che fanno parte della sua storia?

 Fantastci è vero, ma tutti molto concreti, oserei dire reali, se proviamo a trasferirli nella nostra vita. La Fata turchina chi altri è se non la mamma dolce e protettiva eppure severa quando occorre? il Gatto e La volpe, personaggi accattivanti, oserei dire affascinanti ,non sono forse le persone che molte volte entrano nella strada dei ragazzi e non solo, per spingerli verso cose errate? Lucignolo, l'amico con più esperienza, che trasmette il suo pensiero dominante verso i ragazzi più ingenui e li rende propri sudditi, non è forse l'idolo di molti adolescenti? Il Grillo parlante che è la coscienza inascoltata di chi è giovane e vuole scoprire la vita, non è sicuramente quella voce che non vogliamo ascoltare, specialmente quando siamo giovani?

 E poi ci sono tanti altri personaggi meno visibili, ma non per questo meno presenti nella vita di ciascuno di noi mentre si cresce, e non illudiamoci, anche quando siamo già cresciuti. 

Per arrivare infine alla Balena o al Pescecane, come ciascuno è abituato a conoscerlo, il mostro che alla fine ci inghiotte, ma dal quale ci si può salvare, se c'è coraggio e determinazione.

Ho saltato qualcuno? Ebbene sì, ma non perché me ne sia dimenticata, ma in quanto ho voluto tenerlo proprio per ultimo, dato che,  in definitiva il personaggio principale di questa storia per quanto mi riguara  è lui, proprio lui, Geppetto.

Già! Perché Pinocchio, senza Geppetto, non sarebbe mai stato pensato, non sarebbe mai stato realizzato, non sarebbe mai esistito. Potenza del Pensiero!

Perché si tratta di pensiero, e questo pensiero si può e si deve chiamare idea.

Pinocchio era solo un comune pezzo di legno, ma Geppetto cominciò a rigirarselo tra le mani e così facendo parlava tra se' e se', domandandosi cosa sarebbe potuto diventare quel pezzo di legno, e così ragionando alla fine scaturì l'idea. Guizzò fuori dalla sua testa come una scintilla luminosa e cominciò a prendere forma, a concretizzarsi, insomma a definirsi matereialmente, anche prima che le abili mani dell'uomo, lo piallassero, lo limassero e lo rendessero ciò che alla fine divenne: Pinocchio. 


Ma anche Geppetto , finito quel lavoro divenne qualcosa di più e di diverso. Pur restando ciò che era sempre stato,oltre che a essere uomo, divenne padre di un'idea, della sua idea.

Ci sono figli nati dall'unione di due persone, ai quali verrà dato un nome e che crescendo diventeranno parte di una società, ciascuno col proprio talento, e ci sono figli nati dalla mente, che inizialmente si chiamano idee e che un giorno avranno un nome e diventeranno parte piccola o grande del mondo, arricchendolo di loro stesse.

Pinocchio era figlio della mente di Geppetto e inizialmente fu un idea, finché Geppetto fu  solo un falegname, ma  divenne figlio, quando Geppetto lo chiamò per nome.

E così è per tutte le idee che scaturiscono dal pensiero dell'uomo, quando quest'ultimo decide di portarle avanti fino al punto di chiamarle per nome e diventarne padre.

E ogni padre, nel momento in cui lo diventa, sa che dovrà seguire la crescita dei propri figli, non solo quelli nati dall'amore, ma anche quelli scaturiti dal pensiero. E ogni padre sa, che dai propri figli avrà gioie e delusioni, dolcezza e amarezza, rifiuto e vicinanza,  e fino al momento che il figlio sarà cresciuto abbastanza da entrare a pieno diritto nel mondo, il padre non lo abbandonerà, lo seguirà, si sacrificherà, gioirà con lui e con lui piangerà, ma mai rifiuterà qualcosa che è nato dalla sua carne o dalla sua mente.

Pensate! Geppetto ha fatto tutto questo fin dall'inizio, fin da quando Pinocchio non ancora terminato gli rifilò un calcio negli stinchi e successivamente gli fece una pernacchia, e non contento lo fece arestare dalle guardie. E ha continuato a farlo sempre, con costanza, fiducia  e silenzio,  ricostruendogli i piedi bruciati,  restando digiuno per insegnare al suo rampollo presuntuoso l'arte di vivere attraverso i torsoli di tre pere, o vendendo la casacca per comprargli l'abbecedario, perché lui potesse imparare a leggere e scrivere, fino al sacrificio più estremo che fu quello di andare con una barchetta grande come un guscio di noce, in un mare tempestoso, per cercare nuovamente suo figlio e guadagnare una riva per continuare a credere che la scintilla che si era materializzata in un figlio, non ancora perfettamente compiuto, potesse avere il suo posto nel mondo.

Si sa! I figli imparano l'arte di crescere attraverso tante peripezie, non tutte giuste, e più che altro si muovono in qua e in là, senza regole fisse, perché ancora non sanno quale è la strada giusta. Tra l'altro si muovono in una società dove tutti cercano di primeggiare e di dirsi più bravi di altri, e un padre ha tanto lavoro da fare per proteggere il proprio figlio dalle trappole insidiose, tese dal protagonismo, dall'indifferenza e dal cinismo che avvolge il mondo. Ma sa che lo farà.     

 Geppetto diventò padre in un giorno imprecisato della sua vita, e infine in un giorno imprecisato della sua vita, Pinocchio diventò figlio.

Le idee sono doni, che non a tutti è dato avere. Ma è dalle idee,figlie del pensiero specialmente da tutte le idee volte al bene dell'umanità, che nasce il futuro.

 

lunedì 7 aprile 2025

Itaca

 Athena, secondo la mitologia, nacque dalla testa di Zeus. Oggi potremmo dire dalla sua mente e nacque già vestita di armatura, scudo e lancia. Fu chiamata dea della guerra, ma molto di più fu dea della Sapienza, e nacque armata, per poter difendere proprio la sapienza, (che l'uomo cerca, per conoscere il senso della vita oltre a  quello dell'esistenza), dagli attacchi delle invidie, delle gelosie, degli opportunismi e dell'indifferenza.

 E per questo la troviamo sempre vicino a Ulisse, quando lui cominciò il suo lungo viaggio verso Itaca, attraverso innumerevoli peripezie, donandogli la protezione e gli insegnamenti che avrebbero condotto lo stesso Odisseo oltre che alla conoscenza, verso la saggezza,

E' una metafora della vita,che questa splendida poesia, fa vivere in maniera individuale al pensiero di ciascuno

 

Itaca

Se ti metti in viaggio per Itaca
augurati che sia lunga la via,
piena di conoscenze e d’avventure.
Non temere Lestrigoni e Ciclopi
o Posidone incollerito:
nulla di questo troverai per via
se tieni alto il pensiero, se un’emozione
eletta ti tocca l’anima e il corpo.
Non incontrerai Lestrigoni e Ciclopi,
e neppure il feroce Posidone,
se non li porti dentro, in cuore,
se non è il cuore a alzarteli davanti.
Augurati che sia lunga la via.
Che siano molte le mattine estive
in cui felice e con soddisfazione
entri in porti mai visti prima;
fa’ scalo negli empori dei Fenici
e acquista belle mercanzie,
coralli e madreperle, ebani e ambre,
e ogni sorta d’aromi voluttuosi,
quanti più aromi voluttuosi puoi;
e va’ in molte città d’Egitto,
a imparare, imparare dai sapienti.
Tienila sempre in mente, Itaca.
La tua meta è approdare là.
Ma non far fretta al tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni;
e che ormai vecchio attracchi all’isola,
ricco di ciò che guadagnasti per la via,
senza aspettarti da Itaca ricchezze.
Itaca ti ha donato il bel viaggio.
Non saresti partito senza lei.
Nulla di più ha da darti.
E se la trovi povera, Itaca non ti ha illuso.
Sei diventato così esperto e saggio,
e avrai capito che vuol dire Itaca.

Konstantinos Kavafis

giovedì 27 marzo 2025

le 72 ore

 

 

 

Il kit UE per le 72 ore : 

documenti di identità in una confezione impermeabile, cibo liofilizzato,  una torcia, un coltellino svizzero, fiammiferi e accendino, medicine e cibo in scatola. E ovviamente del contante, perché nel mezzo di una crisi il cash è sovrano e la tua carta di credito può essere solo un pezzo di plastica, un mazzo di carte, un caricabatterie e una power bank per il cellulare, senza dimenticare gli occhiali da vista. "

Quando l'ho letto, da Scout mi sono sentita molto gratificata, perché mi sono detta:

"Ma questo è tutto l'occorrente che mettiamo nei nostri zaini, quando andiamo a fare l'Hike! Con l'aggiunta anche di qualcosa in più, tipo qualcosa per potabilizzare l'acqua, casomai si rimanesse senza, un po' di cordino, un rotolo di carta igienica, e altre cosette varie!"

Ma si sa, noi Scout abbiamo fatto esperienza da ormai tanti anni e il bisogno aguzza l'ingegno e siamo diventati esperti, magari aggiungendo anche una carta dei sentieri e una bussola, nel caso si smarrisca il percorso tracciato e ci si perda, cosa che comunque accade ogni tanto.

Che dire di più? Mi sono sentita in famiglia.

mercoledì 26 marzo 2025

Vorrei....

 

Vorrei tornare ad essere bambina

E se qualcuno proprio non mi va

Vorrei potergli dire “Tu fatti un po’ più in là”

(tratto da Vorrei tornare ad essere bambina di KB)

 

Vorrei, oh! come vorrei, poterlo fare con l'innocenza dei bambini, che non pensano al dopo, non si fanno scrupoli a dimostrare la loro antipatia, non esitano a manifestare la loro contrarietà e la loro condanna verso situazioni e atteggiamenti inqualificabili, semplicemente rifiutando se stessi a coloro che istintivamente vogliono allontanare.

 Dura poco quell'età, ma è da quell'età che l'uomo  dovrebbe apprendere gli insegnamenti che i bambini sanno dare, per trovare il coraggio di imparare a vivere. 

Ma vivere davvero, con tutto ciò che comporta questa parola che racchiude i valori più alti della nostra umanità.

E se dura poco quell'età, non è certo colpa del bambino, ma dell'adulto che gli insegna a coprire i propri sentimenti in nome del compromesso, potente scheletro della società.

Come mi manca oggi quella bambina!

 


domenica 16 marzo 2025

Il vento di Ventotene

 
Fu quando frequentavo la scuola media nel lontano 1964,  che cominciai a sentire parlare di Unione Europea. Improvvisamente opuscoli e libretti vari apparvero nelle nostre aule e ci furono consegnati senza tante spiegazioni da parte dei professori, se non quella di un progetto futuro, e con nessuna domanda da noi ragazzi. Ci contentammo di prendere i libretti. 

Ricordo che lessi qualcosa, senza capirci molto e l'unica cosa che mi rimase impressa allora, fu che ci sarebbe stata una lingua comune a tutti gli Stati europei partecipanti. Questa lingua si chiamava Esperanto e a dimostrazione di che cosa si trattasse, era riportata una frase, che mi è rimasta sempre impressa: la bona kato trinkas rapide, che si traduce, il bravo gatto beve rapidamente.

Quando la lessi, mi venne subito da ridere e la considerai una frase molto stupida, poi però pensai che a studenti più grandi forse era stato proposto una frase più incisiva, e non ci pensai più.

Non ci pensai più per tanto tempo, anche perché passarono mesi e mesi senza che si sapesse più niente dell'Unione Europea, o forse non lo sapevo io, che nel frattempo crescevo e vivevo la vita che mi si apriva davanti con tutti i problemi esistenziali legati solamente alla mia persona e alla mia verde età. Insomma il mondo girava intorno a me.

Io ero Italiana, e questo era un dato di fatto, ma anche da quel punto di vista, per un lungo periodo, tutto si limitava a questo. Per quanto mi riguardava mi contentavo di esistere, sospesa sui problemi e i cambiamenti del mondo che si avvicendavano sotto di me. 



Passò il   '68, passò il Vietnam, passarono tante cose. Passò anche la caduta del Muro di Berlino. Con quello passò anche la mia lunga gioventù, nel senso che ormai decisamente adulta e madre di tre figli, cominciai a guardare al futuro non per me ma per loro, per le loro prospettive e le loro aspettative. Insomma cominciai a tornare con i piedi per terra e a sperare in un mondo migliore di quello su cui stavo camminando. La vita con me in quegli anni e in quelli che avevano seguito, aveva fatto la sua parte e mi aveva insegnato tante cose, anche troppe in verità. In quel periodo l'Unione Europea apparve sempre più spesso nei dicorsi politici e non e anche nei miei.. 

A me sembrava ancora un bel sogno che speravo si traducesse in realtà. Se non potevo essere cittadina del mondo, sarei stata contenta di diventare cittadina europea e non solo italiana. L'Europa, mi rendevo conto, aveva un potenziale altissimo, fatto di cultura,di arte, di storia di tradizioni, di tecnologia, un potenziale che avrebbe potuto diventare una molla propulsiva che ci avrebbe messo sullo stesso piano delle grandi potenze mondiali.

 E finalmente l'Unione Europea fece il suo primo vagito e io mi resi conto che erano passati tanti anni da quando avevo sentito parlare di lei sui banchi di scuola e capii che proprio come un bambino avrebbe avuto bisogno di essere guidata, sorretta, fatta crescere, e infine lasciata camminare da sola, proprio come fa un bambino che si avvia su gambe dapprima incerte e poi sempre più sicure sulla strada che lo condurrà a diventare persona adulta. Passo dopo passo.

Oggi il bambino è diventato grande e si appresta a camminare per la strada che nacque nell'isola di Ventotene dal grande sogno di un uomo che si chiamava Altiero Spinelli. Ma può un sogno restare confinato sulle sponde di una picola isola? Il sogno volò sulle ali del vento e dilagò nell'Europa, che cercava una nuova dimensione e un nuovo futuro.

Oggi per la prima volta, anch'io ho sentito quel vento che non ha mai smesso di incitare a cercare ciò che unisce invece che ciò che divide. 

Forse oggi, in questi giorni strani che stiamo vivendo, nonostante le difficoltà, le incomprensioni, i diversi modi di pensare, le idee diverse dei vari popoli europei, è stato capito che è più bello camminare insieme, perché i passi dei tanti possano sincronizzarsi fino a diventare un unico passo di un Continente che vuole camminare nella Pace.

L'Esperanto non verrà adottato sicuramente, ma "la bona kato trinkas rapide", resterà dentro di me come il ricordo di un progetto cominciato tanti, tanti anni fa, e oggi forse arrivato a compimento.    

mercoledì 5 marzo 2025

Scritta in Latino

 Numquam est fideli cum potente societas: testatur haec fabella propositum meum.

Vacca et capella et patiens ovis iniuriae socii fuere cum leonis in saltibus.

Hi cum cepisset cervum vastis corporis, sic est locutus, partibus factis, leo: "ego primam tollo, nominor quoniam leo; secundam, quia sum socius, tribuetis mihi; tum, quia plus valeo, me sequetur tertia; malo afficietur si quis quartam tetigerit".

Sic totam praedam sola improbitas abstulit.

 

Esopo e successivamente Fedro

A dimostrazione che le Fabulae parlano di realtà sempre attuali e ciascuno  traduca questa come meglio crede, secondo il proprio pensiero