domenica 4 agosto 2024

Il richiamo della foresta

Caldo.caldo, caldo.

E' l'alba di un nuovo giorno che spunta dietro la criniera frastagliata dei monti e in un attimo si spande come lama infuocata sul campo riarso in un crescendo di calore. E poi la sera, con una carezza di vento che scende nella schiena a portare sollievo, E infine la notte arriva, col suo manto nero e avvolge il bosco in una frescura piena di pace e di silenzio.

Un altro giorno si è concluso. L'ultimo giorno del Campo Estivo.

Seduta sul grande tronco coperto di muschio, appoggio accanto a me come ogni sera, il fazzolettone bianco e rosso che mi accompagna ormai da quasi quarant'anni. E' solo un pezzo di stoffa, ma per me è molto di più, è una Promessa che parla anche di servizio.

Alzo gli occhi veso il nero manto sopra di me, che si riempie sempre di più di stelle, mentre finalmente la mia mente si libera della fatica del giorno e si apre verso altri pensieri.La vita che si muove intorno a me mi viene incontro con il ronzio delle zanzare, il lamento dei caprioli, il fruscio dei cinghiali, l'ululato dei lupi.Poster Cucciolo di lupo in primavera – Compra poster e quadri online

Ripenso all'incontro che abbiamo fatto il giorno prima con i Carabinieri Forestali, che sono venuti da noi appena è sopraggiunta la notte e ci hanno insegnato il rispetto per la natura, per gli animali, per l'ambiente. Tredici branchi di lupi, sono qui con noi, in questa corolla di monti e come noi hanno vissuto la loro giornata.Chissà come è trascorsa la loro vita e di che è stata fatta? I nostri Lupetti hanno ascoltato affascinati il richiamo registrato del lupo che i giovani forestali  hanno mandato con l'amplificatore, verso i monti cicostanti, ed è stato emozionante sentire la risposta dei cuccioli di lupo, che proprio come i bambini non sono sospettosi di ciò che li circonda e rispondono ingenuamente, rivelando le loro dimore.

Da quel tronco sento l'armonia della vita, che esiste,che c'è, che parla,  nonostante la nostra arroganza umana. Penso a quello che do agli altri e soprattutto a quel tnanto, tantissimo, che anche inconsapevolmente gli altri danno a me e so che in questa settimana mi sono ricaricata proprio di quel tanto che gli altri mi hanno dato, dal più piccolo al più grande. So che ho ritrovato la voglia di pregare in maniera genuina e forse anche un po' panteista, ma ho ritrovata quella tensione a Dio che mi ha sempre accompagnato in tutta la mia vita, ma che in questi ultimi anni si era affievolita sempre di più fino quasi a scomparire nel Nulla. Sentivo la sua mancanza e l'ho cercata a lungo nelle parole dei sapienti, senza trovarla, senza poter mai immaginare che invece l'avrei ritrovata nel piccolo ululato di un cucciolo di lupo.

Seduta su quel tronco immerso nella notte trapunta di stelle, ho pensato ai mille problemi che mi sono posta prima di partire per questa nuova avventura, per la quale credevo di non avere più l'età. E' stata una scelta molto combattuta quest'anno, e avevo quasi deciso di rinunciare, ma tanti ricordi mi venivano incontro e con loro il profumo acre del fuoco, l'aria della notte, la paura del buio, il fascino delle stelle, il canto dei ragazzi durante il bivacco, il mistero del bosco....e più li rimandavo indietro, più questi tornavano e sono stata contenta di essermi arresa a loro. Forse questo che ho appena vissuto sarà il mio ultimo campo? L'anagrafe direbbe di sì....ma chi può dirlo?

 

Non nego che in me persiste la soddisfazione di aver deciso di entrare in questa nuova avventura appena conclusa, perché il richiano della foresta è stato così grande da vincere tutti i miei dubbi e spazzare via con un vento rigenerante ogni riserva, perché aveva ancora qualcosa da insegnarmi e da regalarmi.


domenica 21 luglio 2024

Il labirinto

 

 

 

"La vita è un labirinto nel quale ci muoviamo facendo di tutto per non trovare l'uscita " 

 da Piccoli Pensieri di KB

 

A me i labirinti sono sempre piaciuti e quindi anche quello della vita mi affascina,anche se sfida la legge di tutti i labirinti, che possono essere vinti soltanto trovando la via per uscire. Uomini illustri, architetti, fantasisti, ne hanno progettato e costruito sempre di nuovi, riempiendoli di tranelli e di sfide, e chi ci si è avventurato, l'ha fatto con l'intento di trovare la via di fuga il prima possibile, a dimostrazione della propria intelligenza.


il labirinto della vita è stato progettato in modo apparentemente uguale dal suo artefice, riempiendolo come ogni labirinto che si rispetti di trabocchetti, pietre di inciampo, illusioni ottiche e sensoriali, specchietti per le allodole, e persino di montagne da scalare.

Una fatica ragazzi muoversi in questo labirinto! Ma chissà perché ci piace anche mentre ci lamentiamo del cammino difficoltoso e pieno di ostacoli, ci piace a tal punto che quando cominciamo a intravedere il percorso che ci porta sicuramente all'uscita, facciamo di tutto per evitarlo, a costo anche di ripasssare per gli ardui sentierei che ci hanno sfinito o di affrontare quelli che avevamo scartato perché ci sembravano troppo difficili, adirittura impossibili.

Già! Chissà perché? 

 

Esiste un metodo infallibile per uscire da un labirinto ...



mercoledì 17 luglio 2024

Questa piccola parte della mia vita si può chiamare "conto fino a 18"

Ora in questa piccola parte della mia vita mi ritrovo a contare fino a 18 molto spesso e sono grata a questo piccolo numero che mi viene in soccorso ogni volta che ho bisogno di lui,, anche se vorrei non avere più bisogno di lui. Number 18 - Free shapes and symbols icons

 In effetti non è solo una piccola parte della mia vita, perché per me contare fino a 18 è cominciato tanto, ma tanto tempo fa.

Avevo 10 anni e stavo viaggiando per arrivare a quello che sarebbe diventato il mio nuovo paese. Nuova casa, nuova scuola, nuovi amici, nuove abitudini, nuovi incontri.

Non parlavo e mentre stringevo a me il mio gatto Titto, dal sedile posteriore della macchiana guardavo allontanarsi il paesaggio che mi era familiare per entrare in un mondo che ancora non conoscevo, e sentivo un groppo in gola che aumentava sempre di più e che rischiava di deflagrare in un gran pianto. Fu allora che dentro di me cominciai a contare e via via che lo facevo, sentii allentarsi la tensione, che sparì mentre dicevo 18.

Da allora nei vari momenti di crisi della mia vita ho sempre contato fino a 18 e ha sempre funzionato.

Questo trucchetto, che mi accompagna fin dall'infanzia, fa sì che apparentemente io sembri una persona forte, mentre invece sono sempre quella bambina che stringe a sé il suo gatto, guardando di volta in volta, con occhi pieni di meraviglia, di gioia, di dolore, di paura la vita che scorre sempre in un nuovo paesaggio sconosciuto.

Questa piccola parte della mia vita si muove in un paesaggio pieno di incognite e così conto fino a 18 e forte di una forza non vera vado a combattere contro i miei mulini a vento.


mercoledì 26 giugno 2024

Uno per tutti tutti per Uno

 Già si intuiva dai primi preparativi, che erano cominciati un mese prima, che il 23 giugno sarebbe stata una giornata particolare, una di quelle giornate  "sui generis", come tutte quelle che hanno sempre caratterizzato la persona che andavamo a festeggiare.

C'eravamo sentiti su Waths app e sul cellulare, in maniera sempre più continuativa, per fare del nostro meglio  affinché questa giornata fosse bella e da ricordare, e durante tutti questi incontri vocali ed epistolari, si era creata tra noi un'armonia non cercata, ma nata da sè, spontaneamente, semplicemente, che ci ha fatto sentire da subito parte dello stesso progetto.


Senza usare paroloni  di amicizia, visto che con alcuni neanche ci si conosce, e con altri, nell'arco di trent'anni ci saremo incontrati sì e no dieci volte, bisogna saper usare altre parole. Se non è amicizia, che cos'è stata quella sensazione che tutti abbiamo provato, di sentirci immediatamente sulla stessa linea di pensiero, rinunciando a essere protagonisti individuali, per diventare un'unica entità, che di punto in bianco ci ha reso tutti ragazzi?

Poi abbiamo capito! E' stata proprio la parola 'ragazzi' ad aprirci la mente, perché è bastato pronunciarla la prima volta e il tempo, i luoghi, la vita che è stata vissuta da ciascuno di noi  in maniera diversa,....tutto, tutto è sparito e ci siamo ritrovati tutti ragazzi. 

I suoi ragazzi.

I ragazzi che hanno festeggiato il 23 di giugno quell'amico comune, che è stato il nostro catalizzatore.

E' bello fare festa, e la nostra festa è andata anche oltre tutte le aspettative, perché nell'arco di una giornata non è mancato proprio niente. 

Emozione, commozione, lacrime, risate, musica, canti, divertimento, pranzo condiviso con allegria, ricordi, immagini venute da lontano, speranze, progetti, c'è entrato tutto in questa giornata.....e voglia di continuare ad esserci, di non farci disperdere dalla vita, di non spezzare quel filo invisibile che ci ha fatto dire "UNO per tutti, tutti per UNO".

Grazie per tutto ciò che è stato, per le esperienze vissute e per quelle che saranno da vivere. La vita va da sé. è vero, ma qualche volta creare l'alchimia per un nuovo incontro, dipende da ciascuno di noi.


giovedì 2 maggio 2024

Solo per ricordare

Può sembrare strano che un piccolo oggetto senza alcun valore, possa ricordare tanto intensamente la persona che l'ha posseduto, più di altre cose  più belle, più importanti, maggiormente significative.

Eppure è così! 

Ho sempre capito che questo piccolo oggetto avesse per quella persona un significato particolare, un significato affettivo legato a lei e alla persona che gliel'aveva regalato, anche se non mi è stato mai rivelato.

 Un significato talmente importante che l'ha indotta a tenerlo sempre con sé.

E io, per rispetto e per affetto continuo a tenerlo vicino a me.

Oggi, che è un giorno particolare, per ricordare, perché ricordare è importante,  saluto questa persona con la sua immagine


mercoledì 24 aprile 2024

Immagina

 Immagina

se in ogni anno della tua vita 

un cipresso fosse stato piantato

nel sentiero che ti porta

chissà dove non si sa

che viale alberato sarebbe 

già ricco dei tuoi anni

pochi o molti che importa ma tuoi.


Immagina

se da ogni seme che hai piantato 

nel tuo andare verso il domani

fosse sbocciato un fiore 

nel giardino della tua vita

 una inestinguibile primavera 

sarebbe scesa in te


Immagina

di vedere i tuoi giorni futuri

finalmente leggeri sgravati

dal peso che il  mondo 

ti carica  sulle spalle

rendendo pesante il cammino

cambiando colori e suoni intorno a te


Immagina

la felicità sì la felicità

che non riesci più a provare

ma c'è ti è sempre rimasta vicino

e la puoi ritrovare se solo

cercherai  di non voler sempre dare

un senso alla tua vita


Immagina

di camminare nel tuo viale di cipressi

e nell'aria il profumo dei tuoi fiori

ti farà capire che la vita

non è solo pietra d'inciampo al tuo andare

ma è anche forza e leggerezza

 

come l'acqua di una cascata

che scende cantando la sua canzone

da un alto dirupo roccioso


Immagina

Immagina

Immagina

e non smettere mai



martedì 12 marzo 2024

UNA GITA FUORI PORTA

 Avete presente una domenica uggiosa, quando il tempo piove, e c'è nebbia e poi esce un raggio di sole e poi giù, di nuovo acqua?

Questa, se ho reso l'idea è stata la domenica qui da noi a Montepulciano, tant'è che veniva voglia solo di stare in casa e dopo aver pranzato, andarsi a fare una bella dormitina.


Invece siamo andati a votare per le primarie dell'elezione del nuovo sindaco di Montepulciano e dopo ci siamo chiesti: "E ora che si fa?"

E così è nata l'idea di andare a San Quirico, uno dei paesi fuori porta vicini a Motepulciano, che tra l'alttro avevo visto di sfuggita solo passandogli accanto anni fa, mentre sfrecciavo con la mia mitica Punto, che già allora reggeva l'anima con i denti.

 

TURISTI PER CASO

 

Ed è stata proprio una felice idea, perché San Quirico è proprio bello e si adorna di  Chiese stupende, di fattura Romanica, che mi hanno subito conquistato e mi hanno immediatamente catapultato nel passato, come del resto ha fatto una strada, stretta, decisamente medioevale che porta a certe torri tuttora abitate.

Proprio accanto alla prima chiesa che si trova entrando in paese c'è Palazzo Chigi, il cugino più povero del palazzo Chigi di Roma, ma massiccio e imponente, specialmente in un luogo piccolo come San Quirico. Sembra quasi che sia capitato lì per caso, ma così non è, perché san Quirico nei tempi andati è stato un luogo ricco e pieno di potere. In ogni caso a me la Collegiata, che si adorna nel portale , di due coccodrilli, e di sepenti che avvolgono le colonne di arenaria e che custodisce anche la tomba di un certo conte, del quale non ricordo il nome, ma che è rappresentato in una lapide di pietra come un cavaliere con la spada, che mi ha fatto pensare ai Templari,  mi ha decisamente affascinato più del palazzo, ma questo dipende dai miei gusti.

La seconda chiesa, molto più piccola, e ancora più antica, infatti risale all'XI secolo, mi ha letteralmente conquistato con la sua semplicità e i motivi allegorici del suo portale, che richiamano quelli della maestosa Abbazia di Sant'Antimo a Montalcino, ed è lì che ho cercato di proiettare la mia fantasia, cercando di materializzare la gente di allora e il modo che avevano di vivere, di lavorare, di pregare, di aspettare giorno dopo giorno il domani che nasceva nella stupenda val d'Orcia. E ci sono riuscita.

 

L'AVVENTURA

 

Forse è proprio per questo motivo che quando uscendo dalla chiesina, ho visto che subito dietro c'era un archetto, piccolo, gentile, che portava la scritta 'Giardino delle rose', ho chiesto se potevamo andare anche lì, e piena di curiosità sono entrata. 

Ma il giardino delle rose è niente in confronto a quello che ci si è presentato davanti poco dopo.horti leonini san quirico d'orcia Un grande giardino all'italiana, che  con le  sue siepi, tagliate con una precisione millimetrica mi ha  fatto rimanere a bocca aperta . Erano gli 'Horti Leonini', così denominati perché sono stati progettati da Diomede Leoni (ma questo l'ho scoperto quando sono tornata a casa). Cominciava a imbrunire, i colori del cielo, un po' plumbei, un po' rossastri, erano splendidi, dentro eravamo soli, non si sentiva il benché minimo rumore, e ci siamo lasciati avvolgere da quell'atmosfera di pace, di serenità, di sensazione di essere fuori del tempo (e in effetti poco dopo ce ne siamo dovuti accorgere). L'abbiamo girato in lungo e in largo, soffermandoci anche a guardare i resti dell'antica torre, fatta brillare dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. La torre non c'è più, ma il suo fascino se possibile ne è stato accresciuto e trasmette  un forte  monito, udibile solo da chi è capace di ascoltare.

Infine, contenti di quel che avevamo visto,  ci siamo avviati all'uscita, e con stupore ci siamo accorti che il cancello era chiuso con il lucchetto. Siamo tornati con calma verso il 'Giardino delle rose' e anche lì abbiamo dovuto constatare che il cancello era stato chiuso.

Eravamo imprigionati dentro un giardino e il crepuscolo avanzava e con lui il freddo. E ora che si fa?

Mi sono affacciata al muro  di cinta, ma ho dovuto subito rendermi conto che era un pò troppo periglioso, per la mia veneranda età, calarmi dall'altra parte. Mi sono avvicinata al cancello, ma non è passata neanche una persona.

Mio figlio,molto più pratico di me ha chiamato i Carabinieri con i quali ha scambiato una conversazione scherzosa, chiedendo se dovevamo passare lì la notte. Gli è stato risposto se avevamo una tenda per accamparci. Purtroppo non ce l'avevamo, ma avevamo già dato un'occhiata a una specie di antro che era lì nelle vicinanze. Il tutto ridendo e scherzando.

Dopo venti minuti i nostri soccorritori ci hanno fatto uscire da quella magnifica prigione, quasi regale, e abbiamo continuato la nostra escursione per guardare le ultime cose, ma quando siamo entrati in una porta che si affaccia sulle mura, , io sono rimasta all'ingresso. Hai visto mai che venissero a chiudere anche quella?

E così la domenica appena trascorsa e cominciata con un senso di noia si è trasformata in qualcosa che non solo ha allentato  le tensioni del vivere quotidiano, ma ci ha regalato anche qualcosa di bello da ricordare.


Ps - Ho sempre considerato Montepulciano, bello come un brillante, ma i paesi che sono intorno più o meno vicini, sono altrettanti brillanti che danno luce alla nostra bella Terra.