giovedì 22 agosto 2013

C'era una volta*****


A proposito di Animali!!!!
Stamani sono stata svegliata dal telefono. Erano quasi le sei e dormivo tanto bene!!!!!.
"Pronto dottoressa? Mi scusi per l'ora ma......." Stavo quasi per dire "Guardi che ha sbagliato numero", quando dall'ovatta del mio cervello è uscito un ricordo che in maniera molto maleducata ma efficace mi ha detto: "Ohhhh! Che fai dormi?  Non ti ricordi che tua  figlia è dottoressa? Proprio vero che bisogna dirti sempre tutto!".
Allora,  ho cercato di fare al meglio il mio dovere e cioè:
1) Sono andato a svegliare la 'dottoressa'
2) Già che c'ero ho preparato anche il caffé visto che mi è sembrato che anche la dottoressa avesse abbastanza sonno
3) Ho fatto il pensiero di tornare a letto
4) Ho rimandato indietro il pensiero di tornare a letto, perché nel frattempo l'allegra brigata di bestioline della nostra fattoria si era svegliata e miagolando ciascuno a modo suo, ma facendo chiaramente capire che avevano fame, mi hanno mostrato la carta dei diritti felini e hanno cominciato a sfilarmi tra i piedi
5) Li ho guardati con cipiglio uno per uno per far capire chi comanda qui dentro!
6) Ho capito chi comanda.........per cui ho preparato la prima pappa del mattino.
7) Mi sono messa a scrivere per augurare a tutti 'buona giornata'






Capitolo quinto


Tornati sulla montagna ricominciò la vita di sempre. La mattina sveglia all'alba: ma non erano albe comuni. Insieme al sole sorgeva la gioia; gioia di ritrovarsi, di vivere insieme un nuovo giorno, di condividere le esperienze anche le più semplici e di avere anche momenti di beata solitudine con gli sguardi persi nel cielo e la mente affinata da quell'aria pulita e priva dei rumori della civiltà.
Eh sì! E' proprio un bel posto quassù! - disse Poffy – mi sembra di essere stato via anche troppo tempo.
A chi lo dici! - rispose Toky – quassù è tutta un'altra cosa! L'aria è più saporita!
Oh! Questa è bella!! Non avevo mai sentito dire che l'aria avesse sapore.
In quel momento Moab fece capolino dalla sua tana e si stiracchiò bene bene.
Ehi! Ragazzi, siete ancora qui? Si batte la fiacca oggi! Forza! Ognuno di noi al proprio lavoro. Ci rivedremo all'ora di pranzo – e fece per incamminarsi, ma si fermò e guardò all'orizzonte. Qualcuno stava arrivando in gran fretta e senza alcun dubbio non era uno di loro.
Nuovi guai in vista ragazzi, nuovi guai!
Speriamo di no! Sospirò Otello, che sopraggiungeva in quel momento.
Ma quello...quello....ma no! Ma sì invece! È proprio lui, è Wolf – e Strong si precipitò incontro al vecchio amico con tutta l'agilità che gli riuscì di trovare.
Caro vecchio Wolf....che piacere vederti. Qual buon vento ti porta?
Carissimo Strong, anch'io sono molto lieto di ritrovarti. Non sono solo, con me è venuto anche Mr. Pride – disse l'alano-
Dov'è? Non lo vedo – e Strong allungò il collo. Intanto anche gli altri animali erano arrivati a far festa al bell'alano e fu prioprio mentre lo circondavano che Mr. Pride fece il suo ingresso.
Ma non sembra neanche più lo stesso! - esclamò Carolina – E' giovane adesso e guardate come ride.-
Mister Dandie era veramente ringiovanito; più atletico, più colorito, con lo sguardo ridente.
Ragazzi, avevo bisogno di venire da voi per confrontarmi ancora con i miei amici – disse – la mia vita è cambiata radicalmente da quando vi ho incontrato e ora capisco che per essere felici non occorre avere tanto, ma le sole cose essenziali, e....gli amici sono tra queste!-
E tu ora hai amici? - chiese Otello
Sì – rispose Mister Dandie – ho tanti amici e ho tanto lavoro da fare per cercare di riparare al male che ho fatto a suo tempo.
Tuttavia hai sentito la necessità di venire quassù! Chiese Ariel – perché?
Cara Ariel, nonostante io ce la stia mettendo tutta e la mia vita sia completamente cambiata, tuttavia sono circondato dai mostri sacri della civiltà: successo, arrivismo, potere. Le tentazioni non mancano davvero e certe volte è molto difficile resistere. Allora ho pensato di venire da voi per trovare quella serenità, quella saggezza che voi avete e che spero un giorno di poter ottenere anch'io. Rispose l'uomo.
Istintivamente tutte le facce si voltarono verso Moab, che assorto in se stesso aveva ascoltato tutto senza tuttavia dire una parola.
Nobile Moab - disse Wolf -tu che sei il più saggio tra i saggi, aiuta ancora il mio amico e io te ne sarò per sempre grato-.
Ebbene amici, io credo che Mr. Pride dovrà fare una piccola escursione con qualcuno di voi. Con te per esempio Red che sei un giovane leone che conosce bene tutta la montagna...e te Uga, che sei una tartaruga e quindi non farai affrettare i tempi, e anche te Toby che sei un ciuchino che te la sai cavare in ogni circostanza .......e poi ci vuole anche un pò di allegria. Andrai tu Camilla, degna rappresentante delle papere! Non ti manca certo la parola. Fanne buon uso – Moab aveva detto tutto questo lentamente e dopo aver ponderato bene la scelta.
La papera dimenò la coda tutta contenta! Era da tanto tempo che non faceva un'escursione in cima alla montagna!
Allora – continuò Moab – partirete domattina alle prime luci dell'alba e resterete lassù il tempo necessario a Dandie per capire bene se stesso. Qui le cose andranno avanti alla stessa maniera e noi aspetteremo il vostro rientro. Ma oggi abbiamo un amico....anzi due amici in mezzo a noi ed è giusto far festa.....quindi datevi da fare e preparate quelle squisite insalate che coltivate con tanto amore........e che il latte sia abbondante!
La giornata passò così in serenità e allegria e la sera si riunirono tutti intorno al fuoco scoppiettante per salutare quelli che alle prime luci dell'alba sarebbero partiti per raggiungere la vetta del monte. Mister Dandie non sapeva perché dovesse andare fino lassù, ma intuiva che Moab non aveva scelto a caso il posto e che una volta arrivato avrebbe dovuto sostenere delle prove, quali non sapeva, ma si fidava ciecamente dei suoi amici.

continua o segue, mi viene un pò in un modo e un pò nell'altro.........

mercoledì 21 agosto 2013

C'era una volta ****

 Oibò.....oggi sarà una giornata infausta. Le nostre due vetture, quella mia e quella di mia figlia, hanno deciso di rompersi entrambe e cosa peggiore...... insieme.........per me è un complotto..........sicuramente un complotto per il mio portafoglio.... sentiremo i responsi del meccanico!Mi sa tanto che anch'io farò bene a rivolgermi alla fattoria degli Animali




Mettersi in contatto con gli Acchiappafantasmi non fu uno scherzo. Le linee erano sempre superintasate, perché da un pò di tempo spuntavano fantasmi da tutte le parti. Aprivi un cassetto e chi usciva? Un fantasma. Chiamavi l'ascensore e dentro chi c'era? Un fantasma. Se poi uno si azzardava a pensare al passato chi arrivava? Un fantasma dal passato che qualche volta si portava dietro un cugino, uno o due amici, così tanto per compagnia! Allora provavi a pensare al futuro! Macché non funzinava....venivano fuori anche dal futuro, magari piccolini come formiche, che ti veniva voglia di schiacciarli, ma insomma c'erano e giravano dappertutto e dove passavano facevano guai.
Finalmente dopo tanti infruttuosi tentativi, qualcuno rispose al telefono.
Qui gli Acchiappafantasmi! Buonasera!  Diteci tutti i vostri problemi e noi e li risolveremo. Se non sarete soddisfatti garantiamo un rimborso comprensivo di fantasmino omaggio.
Meno male! Disse Appi. Allora ascolti.....è una storia un pò lunga!
E cominciò a parlare e a spiegare tutta la situazione.
La cosa è seria davvero – rispose la voce preoccupata dall'altra parte del filo – ma non vi preoccupate. Ci daremo subito da fare e appena avremo qualche notizia vi richiameremo.
Passarono due lunghi giorni ed erano proprio lunghi davvero. Non avevano mai fine. Il sole non tramontava, la gente non sapeva più a che ora doveva andare a dormire né tantomeno quando doveva alzarsi. I treni erano sempre in ritardo, anche se questa non era una novità, gli spazzini non spazzavano più, i giornali non arrivavano,le mucche non facevano più latte e non funzionava neanche più il proverbio che diceva : il buon giorno si vede dal mattino! Insomma era un bel parapiglia. Ma la cosa peggiore era che non si vedevano quasi più ombre! Non si poteva cercare refrigerio all'ombra di un lbero, perché gli alberi ne erano ormai quasi del tutto privi, e per andare a rinfrescarsi a quelle rimaste, bisognava mettersi in lista d'attesa e pagare il biglietto; neanche gli ombrelloni dei bar proiettavano più la loro ombra e chi prendeva l'aperitivo se lo gustava in pieno sole, ma la cosa peggiore era vedere l'Arco di Trionfo! Faceva proprio pena. Pareva nudo e sembrava si vergognasse e fosse rattrappito su se stesso. Più che di trionfo si poteva parlare di disfatta! Anche gli Animali della fattoria ogni tanto si guardavano alle spalle! Non si sa mai! Ma fortunatamente le loro ombre erano lì, ben attaccate ai loro piedi! Poi finalmente il telefono squillò! Era l'Acchiappafantasmi.
Ragazzi, ho una bella notizia per voi. Abbiamo localizzato l'Ombra di Peter Pan vicino a Versailles insieme a tutte le altre Ombre, quindi se volete potete venire qui. Fate più in fretta che potete perché non so quanto tempo resteranno ferme.
Gli Animali della fattoria non se lo fecero ripetere due volte e in men che non si dica si ritrovarono davanti alla reggia e videro un tipo buffo alto quasi due metri con i capelli tuti arruffati e lo sguardo stravolto, dietro un paio d'occhiali messi di sghimbescio. Accanto a sè aveva una grossissima e sofisticatata attrezzatura di microfoni, rilevatori geiger, apparecchi ad ultrasuoni ed altrettante diavolerie che non sapevano davvero con che nome chiamare. Era insomma l'Acchiappafantasmi in tutta la sua gloria.
Salve ragazzi e ben arrivati – disse la pertica con un sorriso simpatico.
Salve – rispose Poffy per tutti – che ci dici di nuovo?
Ben poco! Le Ombre sono tutte nei giardini e non riesco a capire che cosa facciano. Sono lì, ferme e mute, e sembra che aspettino qualcosa, ma non saprei che – rispose l'Acchiappafantasmi – la cosa peggiore però è che tra loro non c'è l'Ombra del Sole e questo mi preoccupa non poco.
Figurati noi! Eora dove la cerchiamo? - chiese Toky
Sentite...io direi di andare a parlare con quelle Ombre che sono là. Non mi sembra di vederle molto scalpitanti. Forse anche loro hanno qualche problema! - disse l'Acchiappafantasmi.
Questa mi sembra un'ottima idea – miagolò Appi – andiamo subito da loro.
In fretta e furia attraversarono i magnifici giardini che erano stati calpestati dallo splendore del re Sole e si trovarono davanti a un enorme gruppo di Ombre che parevano.....no! Che erano....sì! Che erano decisamente infelici.
Salve a tutte – disse Gina che non sapeva da che parte cominciare – bella giornata vero? Siamo un pò giù di corda ragazze....o mi sbaglio?
No, non ti sbagli davvero – rispose una di loro che pareva non aspettarse altro che potersi sfogare – Io sono Nat Retep, ma gli amici mi chiamano Nappina. Sono l'Ombra di Peter Pan.
Oh finalmente! E' da tanto che ti cerchiamo! Volevamo parlare con te e cercare di farti capire che stai sbagliando comportandoti in questo modo. Abbiamo lasciato Peter che piangeva perché si sentiva solo senza di te e si chiedeva in che avesse sbagliato, per farti fuggire così!
Non lo so, sinceramente ragazzi, anche se so che questo mio modo di essere lo devo a Malefica che si è arabbiata con Peter Pan, perché rimane sempre l'eterno ragazzo. A un certo momento mi è saltato in testa che dovevo pensare solo a me stessa, a stare bene io, senza preoccuparmi di lui! Invece ora non sono contenta per niente e mi rendo conto che da lui ho ricevuto tante cose buone, anche se io gliene ho date altrettante – rispose mestamente Nappina
Allora capisci che stai sbagliando vero? A dimostrarti così egoista! - chiese Appi
Sì, ho capito di avere sbagliato e lo stavo dicendo anche a loro – e Nappina additò le altre Ombre – cerco di rimediare convincendole a tornare accanto ai loro amici perché così, credetemi ci si sente proprio sperduti; ma la cosa peggiore è che non riusciamo più a trovare l'Ombra del Sole e da tre giorni non abbiamo un attimo di riposo. Siamo destinate a vagare senza un attimo di respiro.
Sentite, noi vi aiuteremo volentieri a cercare l'Ombra del Sole e cercheremo anche di sbrigarci , in modo che tutto possa tornare alla normalità nel minor tempo possibile, senza provocare grossi guai – disse Toky
Si misero d'accordo e si diviseero i vari settori del giardino per poterlo perlustrare. Frugarono tra i fiori, tra i cespugli, dentro il pozzo, nella vasca dei pesci rossi,dentro gli incavi degli alberi, ma dell'Ombra....nemmeno l'ombra.
Non ci rimane che guardare all'interno della Reggia e speriamo di avere più fortuna – disse Poffy.
Si aggirarono per tutti i saloni, frugando sotto i divani, dentro i lampadari, sotto i tappeti, ma niente di niente.
L'ombra del Sole èra proprio sparita. Dalle pareti, ritratti di nobili in parrucca guardavano ironicamente i nostri amici detectives che cercavano
E pensare che qui la Francia ha avuto il suo splendore più grande – disse l'Acchiappafantasmi.
Già, proprio così – rispose Appi
Basta pensare al re Sole! - sospirò Gina
E' vero! - ribattèToky – come diceva quella frase che è diventata celebre? .....nel mio regno non è mai notte?
No....no!.....Gina rizzò la splendida coda – non è così la frase: Nel mio regno non tramonta mai il sole! E' vero, è vero, forse ci siamo! Dai ragazi....cerchiamo un ritratto del re Sole.
Finalmnte arrivarono in un enorme scintillante salone e nel fondo videro un quadro gigantesco che immortalava Luigi XIV in tutto il suo splendore. Ma dell'Ombra....neanche l'ombra. Per un pò rimasero delusi, poi dissero insieme: non ci arrenderemo.
In men che non si dica si slanciarono verso il quadro, lo staccarono e lo girarono. Lì dietro, l'Ombra del Sole appiattita, chiedeva solo di tornare alla luce.
Cara Ombra – disse Nappina – finalmente ti abbiamo trovato. Avevo fatto un errore grandissimo rubandoti, ma l'errore più grande l'avevo fatto lasciando Peter Pan per pensare egoisticamente solo a me. Con questo modo di agire ho rischiato di sciupare la mia vita e quella di tanti altri.
Cara Nappina – disse Appi – tutto è bene quello che finisce bene. Affrettiamoci a riportare l'Ombra della Sera al sole in modo che lui possa tramontare e la vita possa riprendere il suo ritmo normale.
Arrivederci Acchiappafantasmi e grazie della tua collaborazione – disse TokyàArrivederci amici. Se sulla terra ci fossero più animali come voi il mondo andrebbe meglio – rispose sorridendo l'Acchiappafantasmi.
Ci sono...ci sono animali come noi amico caro, .....hanno solo bisogno di scoprirlo risposero Appi e Gina

continua se sopravviverò alla diagnosi e al conto del meccanico.........................



martedì 20 agosto 2013

C'era una volta ***

  Et voila .... je me sens beaucoup mieux. Je suis en mesure d'exprimer à nouveau dans les mains décentes puis en écrivant je me prépare à voler ensemble à Lucilla d'aller à Paris ........... mais comment aise le traducteur s'il dit la vérité ...... !





Capitolo quarto





Moab stava facendo la siesta quano Lucilla arrivò. Una dormitina dopo pranzo era la cosa ieale e in quel momento stava sognando e nel sogno si vedeva dentro la grande stalla ricavata in una grotta lì vicino......e in quella stalla si era accesa una forte luce che non era solo la luce del fuoco, che pure ardeva poco lontano. Nel sogno vedeva confusamente muoversi sagome più o meno indistinte, ma i suoi sensi captavano il respiro caldo-umido di un bue e l'odore inconfondibile di un asinello, e poi poco dopo anche il quieto belare di qualche pecorella. Che bel sogno! Non sapeva perché, ma era proprio qualcosa che gli scaldava il cuore, specialmente ora che gli sembrava anche di sentire il dolce pianto di un neonato e poco dopo gli parve che il suono di qualcosa simile a una musica gli accarezzasse le orecchie e gli sendesse dentro, dandogli una serenità grandissima. Come dormiva bene e che sogno strano, ma bello, talmente bello che la sua temibile bocca si spianò in quello che sembrava un sorriso.

E fu così che lo trovò Lucilla quando arrivò alla Fattoria degli Animali. Si fermò a guardarlo, indecisa se svegliarlo o no. Le dispiaceva interrompere quell'attimo di pace, ma l'urgenza era tale che si decise e con gentilezza sfiorò con il becco il muso di Moab che aprì un occhio, lo richiuse e poi li apri tutti e due.

Ciao Lucilla – disse sbadigliando – scommetto che ci porti qualche altro guaio.

Proprio così nobile Moab-

E Lucilla, senza perdere tempo raccontò al saggio re quello che stava succedendo.

Avrei preferito che noi avessimo potuto vivere tranquilli quassù, cara Lucilla, perché sarebbe stato segno che tutto andava nel migliore dei modi tra gli uomini, ma così non è purtroppo e quando c'è bisogno di noi, dobbiamo essere pronti a partire......e così faremo anche questa volta.-

Chi manderai ora Moab? - domandò Lucilla

Questa volta penso che dovranno partire Appi, il gatto che è un abile osservatore, Toky, la scimmia che è molto agile, Gina, la volpe furba e arguta e Poffy, il formichiere che impedirà agli altri di fare quei colpi di testa, che potrebbero verificarsi, dato il loro carattere.

Come sempre la tua scelta mi pare ottima mi pare, caro Moab. Speriamo che tutto vada per il meglio-

Speriamo Lucilla.....ma ora vai a riposarti un pò perché poi dovrai fare da guida ai miei amici....come al solito del resto. A proposito! Non mi hai detto dove si è diretta l'Ombra di Peter Pan – aggiunse Moab-

E' vero nobile Moab! Comunque l'ho localizzata poco prima di venire qui e si stava dirigendo verso Parigi.



Quando Appi, Toky, Gina e Poffy partirono, il clima era decisamente teso. 
Da quello che via via aveva riferito Lucilla, pareva che l'Ombra di Peter Pan fosse decisamente impazzita. Durante la sua fuga aveva incontrato altre ombre più o meno scontente delle persone o degli animali o delle cose a cui erano legate, e le aveva convinte ad andare con lei.

"Sono stanca di vivere la mia vita come una pezza da piedi, continuamente calpestata" era lo slogan che si cominciava a sentire nei rioni dei paesi e nelle piazze delle grandi città. Aveva fatto scalpore la fuga di un grande produttore di automobili da corsa, che ora incitava le ombre delle fuoriserie ad andarsene perché rischiavano troppo durante le gare nei circuiti.

La lunga colonna si stava dirigendo verso Parigi, senza un programma preciso e questa era la cosa che faceva più paura.

Speriamo di fare in tempo ad arrivare là prima che l'Ombra e le altre abbiano combinato qualcosa di irreparabile – disse Toky

Che ti devo dire Toky! Penso che la cosa sia andata un pò troppo oltre perché noi poveri e semplici animali possiamo risolverla – rispose Poffy.

Coraggio ragazzi....non vi abbattete! - disse Gina lisciandosi la sua splendida coda – vedrete che con un pò di fortuna e un pò di astuzia, ce la faremo-

E' vero, Gina ha ragione – intervenne Appi che la pensava quasi sempre alla stessa maniera, solo che ci arrivava sempre un pò più tardi – non bisogna essere pessimisti...Anzi! Dobbiamo sempre dirci che l'importante è mettere tutta la buona volontà nelle cose che andiamo a intraprendere -

Così parlando i nostri amici arrivarono a Parigi e quando furono giunti in prossimità della Tour Eiffel si accorsero che c'era un gran fermento e tanta gente accorreva da tutte le parti e i cani abbaiavano baù baù alla francese e gli uomini uscivano in tante esclamazioni francesi sul tipo di olalà!

Che sta succedendo? - chiese Poffy allarmato

Non so proprio – rispose Gina – proviamo a sentire qualcuno

Ehi! Ragazzo? Ragazzo? Chiamò Appi con quanto fiato aveva in gola, ma non ottenne risposta

Olà garçon – riprese Gina.....e il ragazzo che correva si fermò di botto con gli occhi spalancati all'inverosimile, quando si accorse che a chiamarlo era stata una volpe.

Oui mademoiselle? - rispose sbigottito

Senti un pò ragazzo ci sai dire che cosa sta succedendo qui?

Certo signorina. E' da troi jours....volevo dire che è da tre giorni che è arrivata ici, ....sì insomma qui, l'Ombra di Peter Pan, insieme a tante altre come lei e ha cominciato a parlare chiamando tutte le nostre ombre ad unirsi a lei. Molte l'hanno fatto.....la mia no, parce-que....perché la mia mi è molto affezionata. Io l'ho sempre trattata con i dovuti riguardi, prima di sedermi faccio posto a lei, e tutte le sere prima di spengere la luce le domando se ha bisogno di qualcosa. Stasera però è diverso dalle altre volte.....sta succedendo qualcosa di incredibile! - terminò il ragazzo

Ma che cosa alla fin fine – si spazientì Toky

Eh bien mademoiselle – riprese il ragazzo continuando a rivolgersi a Gina – l'Ombra di Peter Pan ha deciso di convincere l'Ombra della Sera ad unirsi a loro.

Ma che cosa ci dici mai!! - esclamarono Gina e Appi

Eh bien sì è proprio così! Ma come si fa, dico ma come si fa a toglier l'Ombra al tramonto del Sole? E' quello il momento degli innamorati, l'ispirazione dei poeti , il colore preferito dei pittori......L'Ombra della sere è sempre stata esaltata da tutti, anche dagli Etruschi, che ne fecero un capolavoro e ora ...voilà L'Ombre de la soire ...non c'è più! Bien....excusez moi ma ora devo proprio andare-

E ora che succederà? - chiese Appi

Non saprei proprio. L'unica cosa che so è che comincio ad avere un certo languorino....anzi a proposito, che ore sono? - chiese Toky

Oh parbleau! Ma sono le undici di sera! Continuò Toky

Ora cominci anche tu a parlare in maniera strana? - apostrofò Poffy, ma non aveva ancora finito di parlare che sgranò gli occhi a dismisura - Le undici? Le undici di sera? Ma stiamo scherzando? E' giorno pieno, come mai?-

Come mai? Ho capito io perché! L'Ombra di Peter Pan ha rubato l'Ombra della Sera e il sole non può più tramontare – disse Gina.

Mamma mia, e ora che succederà? Non ci sarà più la notte e i galli la mattina non canteranno più, non uscirà più il giornale del mattino e i fornai, che lavorano di notte per farci quelle chilometriche baguette, non le faranno più, e.....-Poffi era proprio costernato mentre diceva ciò.

Oooooooohhh! Ma la vuoi finire?- miagolò Appi – invece di starti a lamentare di queste sciocchezze, pensa che non vedremo più la luna e le stelle...e gli alberi piano piano si seccheranno e i fiumi evaporeranno e....

Ma perdindirindina, cosa devono sentire le mie orecchie? Di scemenze ne ho sentite tante, ma mai così grosse – brontolò Toky e subito dopo aggiunse – invece di stare qui a non far niente, cerchiamo di renderci utili e proviamo a scovare quest'Ombra impazzita sì....ma anche molto furba e cerchiamo di farla ragionare.

Hai ragione Toky e scusaci se per un attimo ci siamo persi di coraggio – disse Appi

Ma...vediamo....come si fa a trovare un'Ombra che si nasconde in mezzo a Parigi? E' un compito immane!

Stettero un pò a pensare, ma neanche tanto veramente, perché dopo un pò si sentì un gridolino di eccitazione...

Ho trovato ragazzi!! Mi è venuta un'idea bellissima! Chi potrebbe aiutarci se non ....gli Acchiappafantasmi? Ombre e fantasmi sanno mimetizzarsi alla stessa maniera......o no?! - gongolò Gina tutta contenta di avere avuto quella strepitosa idea.

Lo sai Gina che qualche volta sei davvero intelligente? - la canzonò Poffy

Beh! Che ci volete fare ragazzi E' un dono di famiglia! Ma non perdiamo tempo! Diamoci da fare -disse Gina.

segue......spero domani




















lunedì 19 agosto 2013

E fu sera e fu mattina......

e fu sera e fu mattina
L'arte di smartellare con scarpello e mazzolo, evidentemente non mi appartiene........tutt'al più riesco a tenere decentemente in mano pennelli e spatole. Ed è per questo motivo,che ierisera , dopo che mi sono calata nel personaggio del manovale,  sono tornata a casa con le mani doloranti e piene di vesciche, per cui non posso continuare il racconto , come avevo detto, perché non riesco a scrivere..................domani andrà meglio!
In questi due giorni comunque ho capito che Dio di lavoro fa il muratore,  perchè in questi  giorni in cui ho mangiato polvere e aiutato a distruggere chili e chili di intonaco, duro incancherito........il tempo è letteralmente volato tanto che posando il mazzolo per prepararmi al meritato riposo non ho potuto fare a meno di dire a mio figlio: " e fu sera e fu mattina; primo giorno!" anche se per me prima era stata mattina e poi sera. Chissà se Dio dopo è andato a mangiare una pizza come abbiamo fatto noi!!

sabato 17 agosto 2013

C'era una volta**


Devo spicciarmi!
 Anche stamani parto per andare a fare il manovale con scalpello, mazzolo e diti acciaccati .....ma l'avventura continua....................................



 
Capitolo terzo


Erano passati solo pochi giorni, quanti non so. Del resto chi si ricorda di contare i giorni alla fattoria degli Animali? Lassù la vita scorre così serena che non importa se è lunedì o giovedì, se è marzo o giugno. Comunque era passato poco tempo quando Lucilla fece nuovamente la sua apparizione sulla montagna.

Qual buon vento ti porta Lucilla? Le domandò Moab che usciva in quelmomento dalla stalla.

Nessun buon vento, caro Moab, anzi direi proprio aria di tempesta-.

Cosa c'è che non va?

Ti ricordi tutti i topolini salvati nel grattacielo? Sì? Ti ricorderai anche che molti di loro sono qui, ma altri sono rimasti laggiù. Ebbene, questi girovagando, hanno cercato lavoro e sono entrati in una Compagnia cinematografica di Cartoons. Qui hanno stretto amicizia con quei topini del cartone animato di Cenerentola, mi pare che si chiamino Gas-gas e l'altro....non ricordo. Comunque l'allarme è stato lanciato da loro. Sembra che alcuni produttori di Cartoni vogliano dare un altro finale a Cenerentola, almeno venderanno più compact del film. Dicono che così è troppo ovvio, troppo scontato, troppo stucchevole insomma. Molto meglio se le sorellastre hanno la meglio su Cenerentola, che rimarrà per sempre a spazzare nella cenere e a sognare invano il suo Principe Azzurro. - terminò Lucilla tutto d'un fiato.

Oh perbacco! Questo non lo permetterò davvero – disse Moab veramente arrabbiato – Cenerentola è una delle favole più belle del mondo e non è ammissibile che , per colpa di due zitelle invidiose e di qualche Produttore arrivista, debba finire in un'altra maniera. Riunirò subito il Consiglio e decideremo immediatamente il da farsi..

Per questo genere di operazione, nobile Moab, ci vogliono animali un pò particolari – disse Lucilla.

Lo so, cara Lucilla. Infatti sto pensando di mandare Otello che è un toro col fuoco nella vene, ma è anche sensibile; Lucy la coniglietta, che apparentemente è timida, ma riesce dove altri non ce la fanno; Ghertrud la pantera, che brontola sempre di tutto, ma sprona gli altri a non arrendersi; Lilly la giraffa, che vede le cose un pò al di sopra di tutti e Huc che è un cavallo tranquillo ma forte e ragionevole – disse Moab dopo aver pensato bene bene.

Mi sembra che la tua sia una scelta saggia caro Moab. Quando sarete pronti avvertitemi e io mi metterò a vostra disposizione per guidarvi fino a Dysneiland, il paese dei cartoni – rispose Lucilla.

Vi arrivarono diversi giorni dopo. Il sole tramontava ma non era un tramonto come quelli che vedevano sulla loro montagna dove il sole sfumava in mille tonalità e scendeva giù piano piano. Qui il cielo aveva uno strano colore viola e le nuvole andavano avanti e indietro alternandosi, ora gialle, ora rosse, ora blu. Il sole poi era appeso a una grossa molla che andava in su e in giù.

Ghertrud si aggirava tra le case che non erano case e tra alberi che non erano alberi e, con piccoli ruggiti, dichiarava tutta la sua disapprovazione. Gli altri si guardavano intorno interdetti e non proprio a loro agio.

Non fateci caso – sorrise Lucilla -qui tutto è finto ....dalle case al cappuccino col bombolone. Basta farci l'abitudine!

Io non ce la farò mai – sbuffò Otello che pensava ai prati verdi della sua fattoria – non vedo l'ora di riandarmene da questo posto così falso.

Vedi Otello -disse Huc – questo posto non è poi così brutto come sembra. Prima Lucilla ci diceva che qui vengono fatti tanti film.

Cosa sono i film? - chiese Lucy incuriosita

I film sono delle immagini stampate – rispose Huc

Stampate? E che vuol dire? - e Lucy rincarò la dose.

Stampate vuol dire....insomma, come se fossero dipinte...e ...insomma queste immagini vengono proiettate......

Proiettate? E che vuol dire? - continuò imperterrita Lucy.

Insomma Lucy, sei proprio noiosa! Vuol dire che vengono fatte vedere una dietro l'altra e danno l'idea del movimento – Huc terminò tutto d'un fiato per non essere più interrotto. Era proprio noiosa questa Lucy, curiosa come tutte le femmine.

Queste cose sembra che piacciano molto ai bambini – disse Lilly dall'alto del suo collo – peché li fa volare nella fantasia, ma anche nella fantasia è giusto che trionfino i buoni sentimenti ed è proprio per questo che siamo qui. Piuttosto, cara Lucilla, chi ci darà una mano per entrare in questo regno delle favole?

I topini che mi hanno parlato della cosa brutta che sta per essere fatta, arriveranno tra pochi minuti. Saranno loro a dirci che cosa dovremo fare. Intanto mentre aspettiamo, vi piacerebbe vedere un film di Tom & Jerry? - disse Lucilla.



Poco dopo Gas-gas e l'altrodicuinonricordoilnome, arrivarono trafelati insieme agli altri topini. Erano un pò diversi dai topi in carne ed ossa, le loro espressioni erano più buffe e a camminare ondeggiavano in qua e in là perchè in fin dei conti erano solo in due dimensioni, però erano proprio carini.

Ciao ragazzi, ciao a tutti – disero i nuovi arrivati – e benvenuti a Dysneiland. Avremmo avuto piacere di ricevervi con più allegria, ma siamo molto tristi e preoccupati per Cenerentola. La poverina piange come una fontana perché non vogliono più farle sposare il suo Principe e le sorellastre la prendono in giro continuamente e la trattano peggio di prima.

Sentite gente – disse Ghertrud – io credo che dobbiamo trovare a tambur battente due Principi anche per le sorelline tanto care. Il problema è: come facciamo? I Principi mica si stampano come i francobolli?

Si stampano......sì.....ecco propio così.....si stampano!! Che idea ragazzi! In fin dei conti dobbiamo solo disegnare due Principi e poi animarli no!? - Otello era così entusiasta che gli usciva il fumo dalle narici.

Sì, ma chi li disegnerà? - Ghertrud si guardò la bella zampa nera, poi scosse la testa.

Io credo – disse Lilly – che la più indicata sia Lucy.

Le stanze da disegno erano stupende. . Tavoli da tutte le parti e luci che provenivano da ogni direzione. Pennelli morbidissimi e matite dalle tonalità più sorprendenti e tubi di colore dalle più incantevoli sfumature e tele....tele...tante tele che si rincorrevano dal soffitto al pavimento e fogli da disegno di grana finissima.

C'è da perderci la testa – disse Lucy sgranando gli occhi – non ce la farò mai a fare nemmeno uno scarabocchio, altro che un Principe. Tutta questa roba mi mette soggezione.

Fatti in là che ci provo io! - disse Otello.

Tu?! - Lilly e Ghertrud si misero a ridere sonoramente – non hai certo l'aspetto di un pittore!

Ma Otello aveva già cominciato a disegnare e gli altri lo guardavano con stupore sempre crescente. Non era male davvero! Ma lui scuotendo le grosse corna, scartava tutti i disegni, uno dopo l'altro dicendo: questo è troppo grosso, quest'altro è troppo alto, questo è troppo magro, e quello è troppo.......

Uffa Otello! - ruggì Ghertrud – possibile che non te ne vada bene uno? A me sembrano tutti Principi bellissimi, specialmente questo con i capelli neri e gli occhi verdi.

A me non dispiace neanche questo qui! - e Lilly indicò un giovanetto dai capelli castani e un caldo sguardo dorato.

Bene! E ora per animarli come si fa? - interloquì Lucy che si era appena ripresa dallo stupore.

Beh! Per quello possiamo aiutarvi noi! - disse Gas-gas – in fin dei conti ci siamo passati anche noi per tutta la trafila di sovrimpressioni.

Ci volle un bel pò di tempo, ma alla fine il risultato fu soddisfacente. E' vero che il Principe Verde aveva movimenti un pò lenti, ma questo lo rendeva più regale. E il Principe Dorato saltava un pò come una cavalletta, ma sembrava un atleta appena uscito dalla palestra.

Sicuramente sono molto più belli del Principe Azzurro – sentenziò Otello e gli altri annuirono.

Ora bisogna presentarli alle sorelline – disse Ghertrud – e speriamo che questa storia finisca bene.

Che cosa vuoi dire? - chiese Lilly – mi sembri molto preoccupata

E se Cenerentola vedendo uno di questi principi se ne innamorasse? E se addirittura si innamorasse di tutti e due? E se.....

Vuoi stare zitta Ghertrud? - interloquì Lucy – ai problemi ci penseremo dopo.

Bene ragazzi voi nascondetevi dietro quel murello e noi penseremo a fare le presentazioni – dissero Gas-gas e l'altrodicuinonricordoilnome.

Gli Animali della fattoria si nascosero dietro il muro con grande fatica di Lilly alla quale spuntava sempre il collo.

Stai giù....stai giù – le dissero gli altri e la poverina allargò le sue zampe a più non posso per potersi accovacciare e allo stesso tempo seguire anche lei la scena che tra poco si sarebbe presentata ai loro occhi.Dopo un pò arrivarono i topini con i Principi e Gas-gas mettendosi sotto il balcone del Palazzo reale cominciò a chiamare: Principessine, principessine, affacciatevi per piacere!-

Dopo pochi istanti una finestra si aprì e due ragazze si affacciarono un pò imbarazzate, ma appena videro i bei giovanotti che da sotto le guardavano, cominciarono a sbattere gli occhi con fare civettuolo e a darsi delle piccole spinte.

Sorella hai visto come sono belli?- disse la più grande

Sì,sì, sorella, li ho visti...specialmente quello con i capelli neri.

L'altro è molto più carino – rincarò la prima – è proprio il mio tipo!

Sai che sono molto più belli del Principe Azzurro?

Sì e anche più alti!-

Principesse – disse un Principe – verreste con noi stasera a ballare? C'è un nuovo gruppo che suona.-

Sarebbe magnifico – risposero all'unisono le sorellastre. E poi una aggiunse: che ne diresti sorella, se invitassimo anche Cenerentola e il suo Principe?

Ma sì poverina! Devo ammettere che non siamo state molto buone con lei, ma ....come dice quel proverbio: in amore e in guerra tutto è permesso!

Sì, è vero – rispose la minore che era un pò più dolce di carattere -ma qualche volta l'abbiamo fatta piangere. Siamo state un pò invidiose del suo Principe e mi chiedo perché!

Cenerentola! Cenerentola! - chiamarono le sorelle, e poco dopo un'incantevole fanciulla si unì a loro.

Mi avete chiamato sorelle? Disse una voce dolcissima

Sì, vogliamo sapere se stasera vuoi venire a ballare con noi. Se credi io ti presterò il mio vestito azzurro – disse la sorella maggiore.

E io il mio cappellino bianco con i nastri di raso – aggiunse la seconda- le scarpette ce l'hai no?! Quelle di cristallo che ti regalò la fata.....

A ballare? Chiese Cenerentola stupita – e perché mai? Non sono dello spirito giusto sorelle e non capisco come mai voi due che mi avete sempre detestato e invidiato ora volete che venga a divertirmi con voi.

Cenerentola – sisse un pò vergognosa la sorella maggiore – ci siamo rese conto di aver sbagliato nei tuoi confronti, ma oggi abbiamo conosciuto due principi meravigliosi e ci siamo veramente innamorate. Quando li vedrai ti renderai conto che non diciamo bugie, e in ogni caso ti aiuteremo con tutte le nostre forze, perché nessuno possa cambiare la fine della nostra favola.

Ah ragazze! - sorrise cenerentola – Neanche se fossero stupendi potrebbero prendere il posto del mio Principe. Io non sono innamorata della sua bellezza, ma del suo modo di essere: così dolce, così caro, così altruista. Ma è proprio vero che non vi interessa più?

Certamente! E ti assicuriamo che impediremo di cambiare la fine di questa novella – assicurarono con forza le due sorelle.

Sapete che vi dico? Che se non dovessi finire di spazzare la cenere del camino, stasera verrei con voi a ballare – disse con un sorriso Cenerentola.

Beh! Sai che facciamo? Ti diamo una mano noi e così possiamo andare tutte insieme con i nostri tre principi.

Gas-gas e l'altrodicuinonricordoilnome guardavano sbigottiti!

E gli Animali della fattoria ridacchiavano dal loro nascondiglio, ma erano emozionati

Ragazzi – disse Gas-gas – non so come ringraziarvi. Avete restituito il sorriso a Cenerentola e questo per noi è tutto.-

Ci siamo divertiti e basta. E' stata un'esperienza piacevole – ammise Ghertrud – e poi abbiamo scoperto che Otello è un vero pittore.

Già – disse Lilly – quando torneremo alla Fattoria gli faremo dipingere la sala del Consiglio.

Dai ragazzi....gambe in spalla e partiamo! Abbiamo un sacco di cose da fare alla fattoria – Otello non vedeva l'ora di ritrovare i suoi spazi liberi e pieni di sole.....magari anche di pioggia....ma veri! Gli animali della Fattoria partirono e la quiete tornò a Dysneiland. Gas-gas e l'altrodicuinonricordoilnome, vollero a tutti i costi offrire a Lucuilla un the con pasticcini prima che la colomba riprendesse la strada.

Andiamo a prenderlo a casa del Cappellaio matto, tanto a quest'ora ci va sempre anche il Coniglietto bisestile e la Regina di cuori. Qualche volta quando decide di fare un tuffo nella fantasia, arriva anche Alice e allora immancabilmente vengono anche lo Stregatto e il Brucaliffo – disse Gas-gas-

Si erano appena avviati per una strada blu, tappezzata di fiori di carta con tanto di occhi, naso e bocca dipinta di rosso, quando un urlo terribile dilagò dappertutto e Paperino, seguito da Qui, Quo, Qua, arrivò agitatissimo, gracchiando a perdifiato: Aiuto! Presto! Venite tutti, è successa una cosa terribile.

Ci fu un parapiglia generale. Tazze che si rovesciavano, the che usciva dalle teiere, crema che si spandeva da tutte le parti, mentre da ogni dove arrivavano i Cartoni....agitatissimi.

Che succede? Che succede? -chiesero all'unisono Pinocchio e il Lupo Ezechiele. Anche la Sirenetta e i Tritoni erano corsi lasciando i magnifici fondali del loro regno e gli animali  di quell'isola sperduta di Pomi d'ottone e Manici di scopa avevano interrotto la loro partita di calcio per raccogliere l's.o.s.

E' successo un fatto terribile – continuò Paperino

Ma cosa? Cooooosa? Ti vuoi decidere alla fine! Urlò Maga Magò e dall'agitazione si tramutò in drago viola.

L'ombra di Peter Pan è fuggita sotto l'effetto di un incantesimo fatto dalla Strega più potente che abbiamo – disse Paperino

E chi sarebbe? - chiesero Cip e Ciop



E' la strega che ha fatto dormire la principessa Aurora per più di cento anni....è Malefica! - disse Magò

Proprio così. Nessuno ha i poteri che ha lei e si diverte a usarli per fare del male, solo per il gusto di farlo. L'Ombra di Peter Pan è stata incaricata di portare lo scompiglio tra gli uomini e di sobillare le loro ombre favcendole entrare in sciopero. - finì Paperino tutto d'un fiato

E ora che facciamo? Chiese Capitan Uncino, che in fondo in fondo, voleva bene a Peter Pan. Noi siamo solo dei Cartoni....

Lucilla, solo tu puoi fare qualcosa e stavolta non per noi, ma per tutta la gente che là fuori non si immagina nemmeno cosa le si sta preparando – esordì Crudelia de Moon.....e per dirlo lei!?!?

Penso che dovrò tornare alla fattoria degli Animali e chiedere rinforzi. Speriamo bene! E Lucilla sospirò rassegnata.

Che mestiere duro era quello della colomba!

continua...............se non ce la faccio domani, sicuramente lunedì................................












venerdì 16 agosto 2013

Voglia di cielo

Ieri abbiamo liberato Rondò, il nostro giovane rondone che aveva una gran voglia di imparare a volare e che ogni giorno ce la metteva tutta per provare ad evadere, col grosso rischio di finire in bocca  a qualcuno dei nostri gattoni.
Ieri mattina con mia figlia e Rondò siamo salite sul poggio, e abbiamo eseguito alla lettera le istruzioni di volo che avevo letto in internet. E tutto ha funzionato a meraviglia.
Ci siamo messe in modo tale che sotto di noi ci fosse un ampio declivio, col vento che risultasse favorevole a Rondò e poi tenendolo sul palmo della mano alzata verso l'alto, abbiamo aspettato pazientemente quei cinque dieci minuti che erano stati preventivati affinché il bel rondone prendesse confidenza con l'aria, con l'ambiente e cominciasse a gestire l'inevitabile paura dell'ignoto. 
A Rondò sono bastati forse quattro minuti per decidere che era arrivato il momento di tuffarsi nella vita......ha aperto le ali......ha vibrato in tutto il suo essere e poi se ne è andato, sicuro, libero, felice. Dopo pochi istanti era già un puntolino nella valle. 
Che bel momento di intima soddisfazione è stato anche per noi! Avere salvato un animale e averlo restituito al suo cielo,  per un attimo, un lungo attimo..... è stata una gioia profonda, un'emozione che impediva di parlare.
Buon viaggio anche a te Rondò, come già l'anno scorso dicemmo a Ronni-pu. Non ci dimenticheremo di te che per un pò di tempo hai fatto parte della nostra vita. Mi resteranno impressi i tuoi occhi vividi, misteriosi, e la tua grande voglia di libertà e di cielo..................

C'era una volta *

Ieri accennavo al fatto che con le ragazze cominciavamo a divertirci così tanto, fino al punto dipartecipare anche a piccole rappresentazioni teatrali, scritte e interpretate da noi.  Una volta andammo fino a Siena, con un copione che parlava di un ragazzo e una ragazza innamorati, ma che alla fine si erano lasciati perché lui aveva avuto la vocazione.......la cosidetta chiamata.  Alla fine, quando tutti ormai ce ne stavamo andando,  si avvicinò una signora che rivolgendosi alla ragazza che aveva interpretato la parte di quella che era rimasta con le pive nel sacco,   le disse : cerca di non pensarci troppo mia cara. Poi passa te lo assicuro. Il mondo è pieno di bei ragazzi........a me è capitata proprio la stessa cosa!-  
Quanto ridemmo e quanto fummo soddisfatte. Questa manifestazione di solidarietà tutta femminile voleva dire che  eravamo state brave nella nostra performance, che addirittura era stata scambiata per qualcosa di realmente accaduto.





Il Sentiero della fantasia


Arrivarono a Hong-kong dopo due mesi di dure peripezie, seguendo una strada che via via veniva indicata dalla fedele Lucilla e......rimasero a bocca aperta!
Venendo giù dal loro monte si erano aspettati di tutto ma non certo di trovarsi davanti a una foresta così strana!  Alberi drittissimi che sembravano a tratti illuminarsi e spengersi, e fra tutti uno che li sovrastava, alto, massiccio, imponente, di un colore grgio piombo, che pareva toccare il cielo.
Mi fa quasi paura! Disse Ariel con un belato.
Falla finita! - la zittì Leo – qualunque cosa sia, niente può intimorire un elefante.
Cosìè quello strano segno che è in cima a quell'albero?- chiese Strong a Lucilla.
Non è uno strano segno, è una lettera dell'alfabeto degli umani, è una gicantesca P....e quello non è un albero, ma un grattacielo all'interno del quale vivono migliaia di uomini e di animali. E' lì dentro che si stascatenando il pericolo, non solo per noi animali, ma anche per tutti gli uomini e tutto a causa dell'orgoglio smisurato del suo proprietario: Mr. Pride.
Egli ha deciso di gettare nel caos più completo gli uomini, riducendoli a vivere come in una torre di Babele. Ma di questo vi parletrà più dettagliatamente Wolf, l'alano di Mr. Pride.
Quando possiamo vedere questo Wolf? - chiese Carolina.
Oggi stesso, tra pochi minuti,se avrete la pazienza di aspettare – rispose Lucilla.
Non possiamo andare noi a trovarlo? - domandò strong.
No! Non vi farebbero mai entrare in questo luogo. Gli unici animali ammessi sono le scimmie, i topi, le rane e i cani ...e purtroppo fanno tutti una brutta fine. E' meglio che Wolf venga da voi.
Mezz'ora dopo la colomba era di ritorno seguita da un bellissimo alano che teneva in bocca qualcosa.

Ragazzi questo è Wolf – e Lucilla presentò i suoi amici.
Piacere gente! Ribatté Wolf – vengo subito al dunque. Questa che vedete èuna fotografia del mio padrone, Mr. Dandie Pride! Ora lo chiamo padrone, ma prima lo chiamavo amico. Facevamo lunghe passeggiate insieme e giocavamo sulla riva del mare. Lui era sempre con la testa un pò sulle nuvole, sempre dietro alle sue ricerche mediche, con le quali, diceva, avrebbe curato tutta l'umanità sofferente. Poi, non so come mai, ma un giorno è cambiato. Ha cominciato a contare migliaia e migliaia di banconote, quei pezzi di carta che rendono tanto felici gli uomini, e ha cominciato a parlare di sonniferi e roba del genere. Intanto arrivavano centinaia e centinaia di topi, rane, scimmie....e tutti venivani chiusi nelle gabbie e dopo un pò non si vedevano più e al loro posto ne arrivavano altri. Mr. Dandie parlava ancora con me ma ora solo per dirmi che avrebbe comprato e questo e quello e che sarebbe diventato potentissimo. Il suo orgoglio è diventato smisurato e sembra che niente ormai possa più trattenerlo.
Scese un grande silenzio. Nessuno riusciva a parlare perché tutti erano esterrefatti da quello che avevano appena udito.
Infine Leo si scosse e guardando gli altri disse: che cosa possiamo fare ragazzi?
Potremmo provare a parlare con questo Mr. Pride e se non va bene dargli quattro zampate sul muso – grugì Strong agitatissimo.
Ma dai Strong! Con la violenza non si ottiene niente – belò Ariel e Strong la fulminò con uno sguardo, ma non reagì.
Io credo...-intervenne Leo – io credo che la cosa migliore sia quella di fare un atto di forza e andare a liberare quei poveri disgraziati...ma (e con la proboscide indicò l'alano) qui ci vuoi tu, Wolf,: ci devi dare una mano.
Disponete pure di me – annuì Wolf – farò del mio meglio per aiutrvi, perché non posso più pensare che ogni volta che mangio la mia zuppa calda e profumata questa sia il frutto di un guadagno disonesto fatto sulla vita di tanti nostri sfortunati fratelli.
Organizziamoci – disse Carolina – da che parte si comincia? Prima di tutto bisogna trovare il modo di entrare dentro senza essere visti.
Questo è facile – replicò Wolf – di notte potete passare dalle porte di servizio. Io vi aprirò e poi vi condurrò ai laboratori dove sono rinchiusi tutti gli animali. Il grosso problema è che non so come aprire la grossa porta che impedisce l'accesso.
Se permetti, a quella ci penso io – disse leo – modestamente la forza non mi manca.....però (e qui diventò rosso) anch'io ho un mio piccolo problema!
E sarebbe?! Chiese Strong
Beh! Lo sapete....i topi....sì.....insomma.....noi elefanti.......
Uffa quante storie.....(Strong era proprio di cattivo umore) Basta che ti giri dall'altra parte. Figurati se i topi avranno voglia di vedere te.
Rimasero d'accordo di trovarsi verso mezzanotte davanti alla porta di servizio.
E così fu.
L'orologio suonava l'ultimo rintocco e si sentì un 'craaaac' lento lento che fece rabbrividire tutti.
Ragazzi – bisbigliò una voce che sembrava più quella di un bassotto che di un alano – da questa parte ....presto!
Non se lo fecero ripetere due volte ed entrarono nel grattacielo. Ora che sarebbe successo? Era immenso!Stanze a non finire e scale a non finire.
Come faremo ad arrivare fino al laboratorio? - chiese Carolina già allarmata
Niente paura, c'è l'ascensore – rispose Wolf
L'ascensore? E che è? - chiese Strong
E' una cosa....sì ....un affare....insomma .....è un aggeggio che serve per andare in su e in giù – rispose Wolf spazientito. Possibile che non si rendesse conto quello Strong che il tempo passava e loro dovevano fare in fretta?
E' vero che Leo faticò non poco per entrare e pareva proprio che si fosse incastrato, ma Ariel lo aiutò come meglio poteva e alla fine ci riuscì dandogli un morso nella coda che lo tolse da tutti gli indugi.
Sfondare la porta del laboratorio non era semplice, ma per Leo fu un giochetto e in due minuti si trovarono dentro uno stanzone pieno di provette, di alambicchi, di boccette e serpentine e di ......gabbie.
C'erano gabbie da tutte le parti e dentro poverei animali dagli sguardi rassegnati e senza speranza. Non si stupirono neanche più di tanto vedendo entrare di tutta forza un elefante.



Ma come rimasero gli animali della fattoria nel vedere la scena che si presentò ai loro occhi! Erano abituati agli ampi spazi e alla luce, al suono del vento e al calore del sole sulla pelle. Vedere quegli infelici che li guardavano in silenzio smosse dentro di loro qualcosa di molto simile alla furia e senza perdere tempo, senza neanche consultarsi con gli altri, Leo con la sua possente proboscide cominciò ad aprire le gabbie, mentre gli altri si precipitarono a liberare quelle povere bestiole pedr aiutarle a riconquistare la libertà. Solo una rimase in gabbia: una piccola scimmia che non aveva più la forza di alzarsi.
Coraggio piccolina – disse Ariel – ora ti aiutiamo noi, non aver paura.
Leo con la sua proboscide, che fino a poco prima era stata uno strumento di distruzione, prese la piccola scimmia con una delicatezza infinita e la strinse a sé.
Ecco ora possiamo andare - disse Wolf guardingo – mi raccomando facciamo piano.
In quel momento la porta si aprì con fragore e Mr. Pride si stagliò sulla soglia. Wolf si fermò impaurito e tutti gli altri fecero altrettanto.
Wolf, brutta bestiaccia, cos'hai combinato? - ringhiò l'uomo – ti credevo un cane fedele e invece sei solo un venduto-.
Non mi fai più paura padrone! E qui Wolf si fermò stupito e pensò: Ma io sto parlando con un uomo e so che lui capisce quello che gli dico. Com'è possibile?-Ma subito riprese: Non mi fai più paura e ora so che ti devo combattere, so che devo combattere iltuo orgoglio smisurato che ha portato al sacrificio tante piccole creature innocenti......Credimi, prima di fare loro altro male dovrai passare sopra il mio cadavere!- e si mise ben piazzato sulle quattro zampe, pronto a combattere.
Mr. Pride si fermò allibito. Aveva sentito distintamente il suo cane parlare, ma c'era di peggio: ora gli stava parlando anche quel grosso maiale che vedeva lì accanto.
Mr. Pride non ci costringa a usare la forza. Noi siamo pacifici e vogliamo solo che la pace e il rispetto per tutte le creature torni in questo posto-. Strong ad un tratto era molto tranquillo, non sapeva neanche lui erché.
Caro Mr. Pride – aggiunse Carolina – lei non ha le allucinazioni. Lei ci sente veramente parlare è ciò è un dono che noi abbiamo per la nostra semplicità e per il nostro desiderio di fare del bene e di vivere in pace con tutti. Wolf non ha potuto farlo per tanto tempo ma ora può perché che ha capito e si è reso conto che l'unica maniera giusta di vivere è quella di rispettare gli altri, perché tutti siamo fratelli in questa terra. Ecco ora se vuole può parlare anche lei la lingua universale dell'amore. Del resto questa non è una rarità. Ha mai sentito parlare di un tale Francesco che parlava con gli animali? Comunque ora si sposti e ci lasci uscire di qui. Questa scimmietta ha immediato bisogno di cure e noi dobbiamo dargliele. Guardi.....questo è il risultato dell'opera sua.
Mentre loro parlavano Mr. Pride li guardava sbigottito, poi attonito, poi....centomila sentimenti passarono dentro i suoi occhi che infine si riempirono di lacrime.
Dio mio che cosa ho fatto? Possibile che non mi sia reso conto del male he facevo? E come fare per rimediare a ciò che il mio smisurato orgoglio mi ha indotto a fare?
Ci lasci passare e ci lasci andare via – disse Ariel che fino a quel momento era stata zitta.
E dove andrete? - chiese Mr. Pride
Alla Fattoria degli Animali....naturalmente. Lì tutte queste creature ritroveranno la gioia di vivere.
E non potrei venire anch'io con tutti voi? Non lasciatemi solo, vi prego! - disse Mr. Pride
Lei potrà venire quando vorrà, ma un compito più importante l'aspetta qui-
E sarebbe? Che compito posso avere io che ho fatto tanto del male?
Proprio per questo lei deve rimanere, per impedire ad altri che facciano lo stesso errore-.
E sarò in grado di poterlo fare? - domandò Mr. Pride
Sì, se farà della semplicità il suo motto di vita – rispose Carolina.
Allora rimarrò completamente solo! L'onnipotente Mr. Pride in quel momento si sentiva debole come un bambino. Una grande tristezza scese in lui.
Anche tu Wolf te ne andrai, immagino? - disse rivolto al suo cane.
Una volta Mr. Pride la consideravo un amico....spero di poterlo fare ancora. Io resterò con lei- rispose il cane.
Bravo Wolf, sei un cane veramente in gamba – disse sSrong – sarò fiero se vorrai considerarmi un amico.
E anche noi- dissero gli altri.
Ebbene, amici miei, vi saluto e vi ringrazio del vostro aiuto. Senza di voi non ce l'avrei mai fatta. Tornate alla vostra fattoria e appena potremo io e Mr. Pride vi raggiungeremo. Addio-.
No Wolf non addio! I veri amici non si dicono mai addio, perché non possono perdersi e ovunque noi saremo ci sarai anche tu e viceversa. Diciamoci solo ciao.


segue domani.............