lunedì 15 aprile 2013

Il lago


c'è lago................
Quando ho riletto questa poesia di Rocco, ho visto davanti a me il mio piccolo lago, lassù . tra i monti lo specchio di acqua verde dei boschi e dei monti che si riflettono sulla sua superficie  insieme al campanile della chiesa. Non so perché ma mi ha sempre dato serenità quella visione suggestiva.......e pace!
Quante volte, sul calar della sera, appoggiata alla balaustra del ponte che lo attraversa, nel punto in cui diventa cascata, ho lasciato scorrere il mio sguardo sull'acqua e sul mio destino e poi in senso più ampio sul destino dell'uomo.........................................




Camminare sul lago (Garda)

Imbrunire di una sera
Di fine estate
Casolare isolato sul versante del lago
Tutto il lago è immoto
Grande silenzio
A un gufo lontano
Solo un altro risponde
Dal lato opposto
Nel secolare castagneto
Che si perde nella foresta
Dai prati ai monti
Arriva un parlottio
Sommesso
C’è ancora
Chi usa mettersi in strada
A lungo
Semplicemente
In amicizia
Di fronte ad una civiltà
Anchilosata che per prima
Riduce la capacità cerebrale degli individui
Tutti appesi al tifo sportivo
Al guru illusionista del momento
Magari ai viaggi
Che bruciano gli ormoni
E al dio denaro
Beninteso
Antichi sentieri
Con i segni della fatica del vivere
E del bisogno di credere
Per sfuggire alla morsa del banale
Dall’inquinamento del consumismo
................................e lago!
Per educare i giovani
Alla creatività
Silenzio
Che è l’ascolto della libertà
Guardiano del mistero
Porta di percezioni inaspettate
Capacità di evocazioni




domenica 14 aprile 2013

6666

Ma se è vero che 666 è il numero del diavolo, io, che ho appena visualizzato le visite nel mio blog e ci ho scoperto un 6666..........che cosa sono? Mi è venuto addosso un fortissimo senso di potere....potere......potere, proprio come diceva Giovanni il re fasullo di Inghilterra nel cartone animato di Robin Hood. E' vero che le donne ne sanno una più del diavolo, ma addirittura seimila........mi sembra un pò esagerato via!!!!!
Mi sa che è meglio tornare coi piedi in terra, per non prendere l'ennesima tramvata!!

Ci riprovo

Oggi! Bellissima giornata fatta di sole, di azzurro, di verde e di tepore. Il primo pensiero è quello di uscire. Ed è ciò che farò subito con la scusa di andare a prendere il mio solito bombolone. Ho bisogno di aria, di sole, di profumo della primavera. E chi non ne avrebbe bisogno dopo tutta l'acqua e la nebbia dei giorni scorsi? Ieri, passando per un viottolo l'ho visto tutto vestito a festa con migliai di fiori gialli e azzurri che sono nati nel giro di una notte. Da lì vedevo la valle sottostante coperta di un tenero verde che fa tenerezza solo a guardarlo. .....e il mio sguardo ha indugiato molto su quel colore, perché trovavo un riposo  repentino e provvidenziale ai mille pensieri che agitano sempre il mio cervellino continuamente in movimento. Che momento meraviglioso che è stato quello.....i pensieri sono usciti tutti in fila indiana e sono andati a posarsi sui fiori del viottolo e io finalmente libera dalla loro invadenza, sono rimasta lì, con le braccia appoggiate alla staccionata, e i piedi che improvvisavano una danza piccola ma intensa, godendo solo di quel paesaggio, vuota completamente vuota, per un pò. In effetti poco dopo che anche i miei piedi si erano fermati, per un semplice motivo:  avevo lasciato appoggiato allo steccato il mio corpo, tutto intero, cervello compreso o almeno  lo credevo, e io me la godevo libera fluttuando come una piuma  sopra la valle......ma mi illudevo perché il pensiero leggero più dell'aria mi aveva seguito, si era impadronito nuovamente di me e io anche in quella posizione di benessere stavo cercando comunque qualcosa............accidentaccio! Ma perché devo sempre cercare qualcosa?
Stamani ci riprovo.

sabato 13 aprile 2013

Profumo di inchiostro

Stanotte ho finito di leggere il libro 'L'inverno del mondo' di Ken Follett, naturalmente dopo aver letto 'La caduta dei giganti'. E il tutto a tempo di record. Duemila pagine in una settimana. Era da molto tempo che un libro non mi teneva sveglia fino alle quattro del mattino, anche se essendo una lettrice accanita, questo mi è capitato molte altre volte. L'ultima volta però mi era successo con 'Il codice da Vinci', quindi ormai diversi anni fa. 
In questi casi la sensazione è sempre stata di  forte appagamento, anche se in modi diversi, poiché le trame sono diverse, il modo di scrivere anche, le personalità degli autori pure. Ma il senso di partecipazione del lettore è forte e la sensazione, arrivati a un certo punto della lettura, di essere parte vivente della storia, anche!.......
Stamani mi sono svegliata assonnata, ma rilassata e contenta, come mi succede sempre quando leggo qualcosa che mi piace veramente! Speriamo che non debba aspettare anni, prima che ciò risucceda!

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto, io sono orgoglioso di quelle che ho letto, dice Jorge Luis Borges. Sono completamente d'accordo con lui e orgogliosa di avere letto tantissimo e di avvicinarmi alla lettura anche oggi con la stessa trepidazione di sempre. Avere un libro tra le mani ancora da scoprire, per me è sempre una forte emozione e ogni volta che esco dalla libreria dove compro tutti i miei libri, prima di leggerlo, lo accarezzo, me lo giro tra le mani, percepisco il lieve, e per me inebriante, profumo di inchiostro e di carta, che è sempre diverso da libro a libro e pregusto la gioia che ricaverò dalla sua lettura. Non sempre ciò accade, anzi! molte volte la delusione è forte, ma niente mi impedisce mai di pensare all'uomo o alla donna che hanno scritto, che si sono messi in gioco, che hanno fissato sulla carta sentimenti e opinioni, che si sono accalorati seguendo un'idea, che si sono sforzati di trovare sempre parole nuove e trame avvincenti. In ogni libro che un uomo legge c'è sempre la fatica di un altro uomo.
Forse è per questo che mi piace anche scrivere, non aver paura di esprimere me stessa, di mettermi in gioco anch'io nel mio piccolo....Come mi piacerebbe essere orgogliosa oltre delle pagine che ho letto, anche di quelle che ho scritto!!!!

venerdì 12 aprile 2013

La gioia

Ieri aspettavo una gioia e la gioia finalmente è arrivata. E' arrivata alle sette di sera su skype, dopo un giorno intero di attesa e di ansia, è arrivata attraverso le parole di mio figlio  e del raggiungimento di un sogno che è costato anni di duro lavoro e di fatica.
Che cos'è la gioia vera? Io non trovo le parole per descriverla, perché non è benessere, non è uno stato mentale, non è soddisfazione, che pure da lontano può anche somigliarle. No! La gioia è qualcosa di ineffabile, di non catalogabile, è un guizzo, una luce, un lampo che non riesci a catturare e neanche a trattenere. La gioia è libera. Viene, ti accarezza e se ne va. Poi rimane tutto il resto, la soddisfazione, come ho già detto,  il sorriso, il pensiero che va al domani, la voglia rinnovata di fare progetti.....e tutte queste sono sensazioni bellissime, ma non sono più la gioia. La gioia è corta come il suo nome e talmente intensa che se perdurasse potrebbe esserci fatale, perché evidentemente ancora non siamo fatti per comprenderla in pieno e vivere in essa. Bisogna contentarsi del suo brivido intenso che ci dilata l'anima e ci fa intravedere dimensioni sconosciute, e poi tornare nella realtà della nostra luce che prevede sempre l'ombra.
Ma quell'attimo è un regalo, è un talismano che  col suo ricordo ci accompagna lungo il cammino e che ci aiuta nel nostro andare, una fiammella inestinguibile che resterà sempre nella mente e nel cuore, insieme alle altre che abbiamo avuto la fortuna di provare nel tempo. Il ricordo di ogni gioia che abbiamo la fortuna di vivere rimane dentro di noi anche quando il sole va  a dormire e rinasce nel nuovo giorno perché è un regalo eterno. E' libera la gioia, per questo è bella. E' in ogni cosa ma è invisibile, la cerchi sempre ma la trovi solo per brevi attimi, non sai che forma ha...........però la conosci! Che sia quella farfalla che sta volando leggera di fiore in fiore?

giovedì 11 aprile 2013

Stamani

Stamani non posso fare a meno di rivedere un'immagine di me stessa davanti a uno dei più incredibili tramonti che mi ha regalato il cielo del mio paese.
https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRuMsJbubd8qBWAIZwQR2ucwKuL7z6c8HqdY35ofdH03nNyWWzxswL'ho davanti agli occhi come se lo vivessi in questo momento. La valle è nitida, quasi nera e il cielo di un rosso che non si trova nella tavolozza dei pittori, come non ci si trovano quelle sfumature di azzurro, mentre l'ultimo sole scompare in una luce abbacinante dietro un poggio. Più in alto il cielo è ancora chiaro di quella chiarezza che sa di aria diafana, di nuvola trafitta da lame di luce, che si diffondono  e la fanno dorata. Poi improvvisamente tutto tace. Neanche gli uccelli che fino a poco prima hanno solcato il cielo in veloci acrobazie ci sono più ....e tutto è silenzio mentre l'ultimo guizzo di sole se ne va e un vento improvviso e freddo mi raggiunge.
Io sono lì in piedi,  e mi sento parte di quel disegno mutevole e bellissimo che soddisfa gli occhi e placa l'anima.
E una domanda nasce spontanea davanti a quel giorno che se ne va inghiottito dalla notte. "E domani che mi darà la vita?"
Oggi a distanza di tanti anni, posso dire che la vita mi ha dato tanto e continua a darmi tanto. Ci sono giorni che ho segnato nel calendario del mio vissuto come 'i giorni della gioia'.
 Sono quelli che ho cercato di trattenere dentro di me, di viverli in ogni sfumatura, in ogni parola, in ogni sguardo, in ogni momento di attesa, di trepidazione, di gioia incontenibile........peché il loro ricordo non mi lasciasse più e continuasse a farmi riprovare quegli attimi che si dilatano nel tempo e si sublimano, perché sapevo che comunque anche quei giorni sarebbero alla fine caduti nel buio della notte, in quella ruota che gira instancabile per riportarci poi un nuovo giorno, ma non più quello.
Anche oggi può diventare 'un giorno della gioia'. Questo giorno che è appena cominciato e che parla di attesa, di aspettativa, di vita.................................


mercoledì 10 aprile 2013

Frenesia

"Se vita si chiama anche frenesia,
 allora sono sicura di essere viva"
da: Piccoli Pensieri di Kind Butterfly





Basta! Ma basta! Con questo correre assurdo, con queste giornate scandite da regole sempre più idiote, con questo orologio che corre, corre, corre.........per portarmi dove? 
E' mattina e poi è sera e io mi accorgo che la mia giornata l'ho passata tutta correndo in maniera scomposta per cercare senza riuscirci, di recuperare qualche minuto per vivere veramente, per stare in pace con me stessa, per fermarmi a guardare questo cielo che non vedo più, questa natura che non vedo più, questi uomini che mi passano accanto che non vedo più. Guardo tutto ciò, è vero, ma non lo vedo, presa come sono dai mille problemi che mi assillano, che mi spingono, mi fanno correre, correre, correre..........
Ma è vita questa? Siamo qui in questo momento, su questa terra, per fare dei nostri giorni un inno alla frenesia?  Perché questo è il risultato che abbiamo ottenuto!
E' vita questa cosa che siamo riusciti ad allungare in maniera quasi indecente, ma che non ci permette di vivere? Che ci ha trasformato quasi in robot assurdi, per i quali vivere vuol dire solo conquistare, avere di più, accettare ogni giorno un compromesso con noi stessi e con gli altri, correre come matti alla ricerca di una felicità che invece è solo uno specchietto per le allodole? La felicità vera non sta in queste cose, nello stesso modo in cui noi non siamo fatti per queste cose........ma non riusciamo a capirlo se non forse quando ormai e tardi per tornare indietro e più che altro non riusciamo a insegnarlo, a chi venendo dopo di noi potrebbe fare della sua vita un cantico invece di un frenetico rumore. 
E cerchiamo di rallentare un pochino via! Di godere un attimo il giorno che comincia, di trarre energia da questa meraviglia che ci circonda, di pensare al tempo non come a un nemico, ma come a noi  stessi, perché il tempo siamo noi...........