venerdì 9 settembre 2022

A Lilibet

Tu, che non volevi essere regina, sei già diventata la Regina delle regine , icona e simbolo di un'Epoca che non c'è più.

Elisabetta II biografia: storia, vita e curiositàIeri il tuo tempo si è fermato, ma nonostante la nostra società  liquida, che oggi scorre e cambia continuamente forma, distruggendo e dimenticando velocemente ciò che costruisce,  sarai ricordata sempre come un punto fermo e  nominata con rispetto, da chi, pur guardando al futuro, vuole portare con sé una parte del passato.





lunedì 29 agosto 2022

Come un fiore di zucca

 

Questo dipinto, mi è venuto così, quando il mio sguardo si è posato su una fotografia che  è nella vecchia libreria del mio salotto. In quel momento stavo spazzando, ma ho piantato tutto, perché dovevo fissare immediatamente quel pensiero che all'improvviso si era aperto dentro di me, alla stessa velocità di come sboccia un fiore di zucca.

 

 L'acqua scorreva dietro di loro, mentre seduti sul murello che si affacciava sul fiume, sognavano il futuro, immemori di stare scorrendo dentro il tempo.

 

" Il Tempo. Nessuno lo conosce e lui sta immoto, indifferente, mentre noi lo attraversiamo con i nostri ieri, i nostri oggi, i nostri domani." KB


 

sabato 23 luglio 2022

Muoia Sansone...

 

"Muoia Sansone con tutti i Filistei!"

Chissà perché da un po' di  giorni, queste parole, continuno a frullarmi per la testa?


 

 

domenica 3 luglio 2022

Vita di Bambola


 Era  uscita con me dal negozio in cui era stata esposta pochi giorni prima.

Mi avevano colpito i suoi occhi, chissà perché, e così avevo pensato che poteva essere il regalo adatto per la Laurea di una ragazza, alla quale volevo bene.

Il biglietto con cui l'avevo consegnata alla destinataria, spiegava ciò che effettivamente sentivo dentro di me e che non era nient'altro che una speranza e un'esortazione a non dimenticare mai, nemmeno ora che entrava nel difficile mondo degli adulti e del lavoro, quel "fanciullino" che vive dentro ciascuno di noi, che cresce con noi e che deve restare dentro di noi per dare al nostro andare il vero senso della vita.

Insomma, nella mia fantasia questa bambola doveva essere solo un "memento", nelle volte in cui la ragazza, diventata donna, avrebbe dovuto ascoltare la fanciullina che era dentro di lei, sia nei giorni di gioia che di tristezza.

Sapevo che come tutte le cose un pò strane, la bambola sarebbe stata messa prima o poi in un cassetto, e lì dimenticata, in attesa, nel tempo che scorre, fino al momento in cui quel cassetto sarebbe stato riaperto e il ricordo di ciò che rappresentava, sarebbe ritornato.


Parecchi anni dopo, non ricordo neanche più quanti, le manine curiose di due bambine hanno aperto quel cassetto, e con gioiosa meraviglia, hanno visto che c'era una bambola. La voglia di prenderla e di giocarci è stata irresistibile e altrettanto naturale, e così per un pò di tempo, quanto dura il desiderio dei bambini, la bambola è diventata la loro compagna di giochi e di favole, dopodiché  è stata gettata sul letto della cameretta insieme a tanti altri giocattoli.

E' stato solo un caso, se le bambine, stanche dei giochi, hanno cominciato a saltellare sul letto e sempre un caso se una di loro è caduta col sedere proprio sul visino della bambola, rompendolo irrimediabilmente. 


Un po' di giorni fa, la mamma della ragazza a cui era stata regalata la bambola mi ha contattato per dirmi questa cosa, della quale era molto dispiaciuta, proprio perché era un ricordo, e mi ha detto che aveva provato ad aggiustarla, ma senza successo. Tra l'altro mancavano anche diversi pezzetti, che non era riuscita a ritrovare.

Se volevo provare io!

E io ci ho provato, ma per quanti sforzi abbia potuto fare, il risultato è stato  grottesco, per cui ho detto, che neanche a me era riuscito il restauro, per il quale naturalmente non avevo neanche gli strumenti giusti.

E allora che si fa? Teniamo almeno il vestitino....era così bellino.

La decisione era presa e mentre racimolavo tutti i pezzi del povero viso della bambola decapitata, alla quale mancavano tanti altri pezzetti, non ho potuto fare a meno di rigirarmi tra le mani ciò che era rimasto del suo volto, che in quel momento era inquietante, perché caratterizzato da un lungo spunzone, quasi un  artiglio, che si estendeva verso l'alto! Ma se lo coprivo con la mano i lineamenti tornavano dolci come sempre e gli occhi mi guardavano con la stessa espressione che mi aveva affascinato tanti anni prima.

E così senza starci a pensare, ho deciso che quel pezzo non l'avrei buttato via, avrei cercato di renderlo carino e nuovamente vivo. Il "fanciullino" poteva essere trovato anche lì.

E così ho fatto, con un po' di stoffa, un pò di colla, e una parte di una scatolina di legno piuttosto vecchia e malandata, che avevo continuato a tenere, non so neanch'io perché. Ora lo so!  Il risultato è quello che si vede nella fotografia in alto e ogni volta che lo guardo sono contenta.

 

PS - Ora mi trovo nell'imbarazzo se dirlo alla diretta interessata oppure no. Non vorrei che due bambine innocenti, avessero una brontolata postuma. Non c'è niente di peggio della brontolata postuma, quando uno crede di averla sgabellata!

 


mercoledì 1 giugno 2022

Chissà perché!

 Mi dicono che la Poesia sta vivendo una nuova vita.

 

La Poesia è stata nuovamente scoperta, chissà perché!

Forse perché c'è bisogno di bello, di buono, di tenerezza, 

di sorrisi felici, di lacrime di gioia?

Perché di lacrime di dolore ne sono state versate tante

in questi anni difficili, perché lacrime di rabbia e di lutto

continuno ad essere versate nei fiumi della storia, anche oggi,

 anche mentre scrivo e penso alla Poesia.

 

A te Poesia, proprio a te, sto pensando, a te che abbiamo relegato

per tanto tempo, troppo tempo, in un angolo buio del nostro essere,

convinti della nostra granitica onnipotenza. Ti abbiamo rottamato 

sicuri nella nostra arroganza che tu non ci servissi più

proprio come abbiamo fatto con Dio, perché noi eravamo Dio.



La Poesia è stata nuovamente scoperta, chissà perché!

Forse perché, la malinconia, la tristezza, il senso di solitudine,

la nostra ritrovata inadeguatezza a tempi inattesi che improvvisi

si sono rovesciati con forza su di noi, non possono essere spiegati

se non con le lievi pennellate della Poesia, che non infrange

la corazza di vetro dentro la quale ancora ci nascondiamo.


A te, proprio a te Poesia, sto parlando, a te che 

abbiamo nascosto dentro di noi, per non manifestare ciò che credevamo

fosse una nostra debolezza, in un mondo che voleva altri tipi di uomini.

A te sto parlando, e  a quei pochi che hanno avuto il coraggio di non rinnegarti

e hanno cantato la realtà nuda del mondo  auspicando  il ritorno all'essenziale.

 

Saranno questi i motivi per cui sei tornata?Se è vero che sei  veramente tornata!  Lo spero, ma non lo so. 

Forse un giorno qualcuno mi dirà che

la Poesia è stata nuovamnte scoperta, chissà perché!



sabato 21 maggio 2022

Ci sono giorni che.......

 Ci sono giorni che vengono vissuti quasi in una dimensione parallela, nel senso che fai le cose di tutti i giorni, ma nello stesso tempo sei da un'altra parte, in luoghi che molte volte non ti sono familiari, e quando lo sono, li vedi diversi, quasi intrusi nella realtà tutta mentale che stai vivendo in maniera avulsa da quella che è la tua gornata abituale. La prima cosa a risentirne è lo scorrere del tempo, specialmente se quando hai aperto la porta e sei entrato nel tuo nuovo giorno, con te è entrata anche qualcosa di negativo, che ti mette ansia e ti fa pensare che la serenità sia andata a nascondersi dietro  una siepe di bosso del labirinto che è diventato improvvisamente il tuo cervello.Questo è l'esempio di uno di quei giorni che......! Ti è più chiaro ora? Te ne accorgi subito che il tempo non scorre più come prima, che ha tirato il freno a mano e non contento si è ancorato a qualcosa di grosso e di nero, che poi scopri non essere nient'altro che la sagoma delle tue paure. 

Ci sono giorni che sei al centro del tuo labirinto e ti guardi intorno cercando una via di uscita. Ma non la troverai, perché il percorso non dipende da te, ma da ciò che ti ha procurato quell'ansia così martellante,che in qualche modo riesci anche a controllare, dato che ormai sei un navigator provetto, ma che non provi neppure a vincere, tanto sai che con lei non ce la farai mai.

Ci sono giorni che guardi lungamente quel labirinto nel quale occupi il centro e lo paragoni a quei giardini all'italiana, fatto di siepi ben curate e apparentemente innocue e accoglienti,che invece sono muri invalicabili, sotto mentite spoglie,  che creano disegni geometrici che sembra ti dicano che tutto è pianificato, tutto sotto controllo e ti ritrovi anche a guardarli affascinato, improvvisamente stanco e desideroso di fermarti in quel centro perfettamente tondo e rassicurante dove un albero rigoglioso muove le sue fronde in un vento leggero. Di sfuggita ti chiedi anche se potrebbe essere l'albero del bene e del male? Può darsi, ma in quel momento non te ne frega un accidente e resti lì aspettando che il cielo decida per te.

Ci sono giorni che però quando meno te l'aspetti, senti che non puoi restare fermo ad attendere quello che accadrà e anche se sai che non puoi risolvere niente, devi fare qualcosa. Qualsisi cosa che ti faccia uscire da quel mondo che non è il tuo e ti scaraventi nuovamente nella tua vita piena di problemi risolti e irrisolti, perché non fa proprio parte di te non cercare soluzioni, anche campate in aria, anche assurde, anche irrealizzabili,  lo sai benissimo,ma non ti importa di essere certo che stai andando contro i mulini a vento, perché tu sei fatto di pensiero che scatena l'immaginazione, che scatena l'ansia, che scatena l'agitazione,che scatena la voglia di uscire dal labirinto con un unico pensiero che è quello di dare due cazzotti al mondo che ti ha costretto a dirti una volta ancora che ci sono giorni che.......

E non venirmi a dire che tu non hai vissuto questi giorni neanche una volta, perché non ci crederei.







martedì 3 maggio 2022

Amarcord


il 2 Maggio, è diventata una delle mie giornate del Ricordo

Un ricordo che si diffonde tra cielo e terra,  a momenti fluido ed evanescente, e in altri tangibilmente concreto, dove profumi e parole si diffondono per casa insieme al ragù e alla calata romagnola.

Quest'anno mi è venuto spontaneo ricordarmelo così e all'improvviso mi sono ritrovata con la spatola in mano a spandere colore su una tela.

Ricordo semplice e sincero che fa dire anche a me

Amarcord