E Befana sia! E pure con l'autoritratto.
Ormai mi dichiaro Befana a pieno diritto. Come Harry Potter sono andata a scuola e ho superato tutti gli esami che la vita mi ha presentato e da quest'anno, sono a pieno diritto una Befana vera.
La cosa non mi dispiace per niente, anzi mi riempie di orgoglio, ma la mia scopa, visto che mi è stato detto che la posso scegliere da me, la voglio fatta con un pò di universo a stringhe con le quali andrò a spazzare l'orizzonte degli eventi per poi infilarmi nei buchi neri che sono i camini dell'universo.
E porterò in dono carbone cosmico, staccato pezzetto per pezzetto dalle meteoriti vaganti nello spazio, e avvolgerò a tanti bastoncini le galassie che ruotano vertiginosamente.....ah! riempirò sacchetti di polvere di stelle e ai più buoni regalerò un souvenir preso dalle stazioni spaziali che ruotano intorno a noi.
Bello vero? Anche perché non c'è rimasto nient'altro che la fantasia per andare oltre noi stessi e tutto ciò che di brutto c'è quaggiù. Sempre di più, sempre di più i giorni del niente avanzano, come un esercito di soldatini a carica, per togliere ciò che viene dal passato e sostituirlo solo col niente! Per i bambini la befana è diventata solo un dovere dei genitori e dei nonni, un dovere fatto di dolciumi. Per i grandi, solo un giorno di festa in più. E allora questa Befana ha deciso che spazierà nella fantasia per riportare quel che di misterioso e di ineffabile che una volta faceva sgranare gli occhi ai bambini e per un attimo addolciva il cuore dei grandi.
sabato 5 gennaio 2019
mercoledì 2 gennaio 2019
Capodanno cosmico
All'improvviso il silenzio. Anche se la televisione continuava a trasmettere le immagini dell'attesa dell'anno nuovo. Luci, colori, immagini si rincorrevano frenetiche negli ultimi minuti che precedono una fine e un principio che preludono quel fiat lux, la creazione in due parole, che hanno segnato il destino dell'uomo e di tutto ciò che vive. Solo che il fiat lux della televisione si manifesta in un tripudio di fuochi artificiali, sempre più belli e colorati per esaltare e onorare la creazione compiuta dall'uomo. Bella... ma non mi basta, non soddisfa la mia curiosità, la mia voglia di capire chi sono, da dove vengo e dove vado. E così è arrivato il silenzio e neanche tanto tempo dopo anche le immagini rumorose del video sono sparite davanti ai miei occhi, perché io ero già molto lontana con l'immaginazione. E' proprio vero che i viaggi più belli si fanno con l'immaginazione, che è una compagna di viaggio che ci può portare in ogni luogo, persino nello spazio, in quel manto di velluto nero trafitto di stelle, che a noi sembrano sempre uguali e che invece sono mutevoli e combattono la guerra della vita e della sopravvivenza, ogni giorno, proprio come facciamo noi, che non ci contentiamo di essere solo materia, ma cerchiamo con le doti che abbiamo avuto in regalo o in prestito, di andare sempre un pò più oltre noi stessi e i nostri limiti. E allora, mentre in un luogo imprecisato dell'infinito guardo lo spettacolo che si presenta ai miei occhi mi sorge spontanea una domanda. Perché? Perché questo bisogno di infinito, in questa notte che ci vorrebbe allegri e spensierati andare incontro al tempo che passa? Non so darmi una risposta, ma so che è bellissimo questo capodanno cosmico che mi vede spettatrice della mia Terra che festeggia un altro compleanno, compiendo in maniera perfetta il suo giro intorno al sole mentre altri pianeti in precisa sincronia seguono le loro orbite in una danza senza fine, intersecando altri corpi celesti in uno scenario di rara bellezza e di armonia così perfetta da sembrare semplice e non il frutto di una mente più grande, molto più grande, che ha disegnato questo capolavoro. E fa davvero bene, sentirsi a un tratto piccola piccola, ma parte infinitesimale di questo risultato che è nello stesso tempo un'opera d'arte, un progetto di ingegneria, un'idea teologica.Sto sognando è vero, ma con i piedi ben saldi in terra. La fantasia vola, il cuore plaude a questo sentimento di appartenenza, la mente pensa già al domani e a quello che verrà. Il 2019 è appena cominciato.
lunedì 24 dicembre 2018
Il Natale nascosto
Il Natale di quest'anno, per me somiglia molto al sole di questa tela che dipinsi un po' di anni fa. Un sole che comunque è la parte più visibile del dipinto, ma che va inesorabilmente a nascondersi dietro le colline, quasi non avesse più niente a che vedere con il paesaggio di cui fa parte. E' vero che i bagliori che lascia nel cielo, invitano ad essere guardati, ma è altrettanto vero che lentamente si attenueranno, fino a sparire del tutto. Il sole ci sarà ancora però, uguale a prima, anche se per qualche caso inspiegabile non dovesse risorgere il giorno dopo, come ormai siamo abituati a vedere...ci sarà ancora con lo stesso calore, la stessa luminosità, la stessa capacità di dare la vita. I guai invece saranno tutti per gli elementi che ora nel quadro sono in primo piano, destinati, se ciò avvenisse, a cambiare e neanche tanto lentamente, a scomparire. E allora viene da domandarsi se sia più importante il sole o il paesaggio.
La stessa cosa è per il Natale, o per lo meno per il Natale come lo sto guardando io, con occhi ben spalancati. La luce divina si sta affievolendo, per lasciare posto ad altre luci più accattivanti, magari anche più coinvolgenti e nell'immediato anche più entusiasmanti. Non che io abbia niente contro panettoni, regaloni, cenoni, purché non vadano a sovrastare e a sostituire il vero Soggetto.Non mi da noia un bel paesaggio, se capisco che a renderlo tale è il gioco di luce e di ombre che lo rende vivo. Oggi però si festeggia il paesaggio e non più ciò che l'ha creato, che rimane sempre di più a fare da contorno vintage al nuovo modo di essere. Ebbene, a me tutto questo non piace e ho anche provato a dirlo, ma senza alcun successo, anzi! E non è che io sia una bacchettona, no davvero e da sempre mi hanno dato noia tutti i fronzoli pseudoreligiosi che sono stati messi intorno a questa ricorrenza, e non solo a questa. Ma le cose che festeggiamo oggi, non sono il Natale e allora sarebbe meglio chiamarle con un altro nome adeguato alla loro natura più consumistica e godereccia e sicuramente di tutto rispetto, ma non sono il Natale.
A questo punto però mi sono veramente scocciata di andare a combattere contro i mulini a vento, e ognuno faccia quello che gli pare, me compresa. Per questo motivo ho nascosto il mio Natale, proprio come quel sole che è nel mio paesaggio, e non ne parlo più con nessuno, ma non passa giorno che non vada a fare una passeggiata in quel presepio che mi porta davanti a lui, con una riflessione, magari semplice, magari anche infantile, o anche cervellotica e qualche volta anche pedante non lo nego...ma da lui, dal Natale che voglio io, quello che continua a parlarmi e a darmi lo stesso calore che provavo da bambina, quando con l'ingenuità dei piccoli mi preparavo ad accogliere un prodigio misterioso e grandioso che si traduceva nella luce di una candela che si consuma per schiarire la tenebra, qualsiasi tenebra.
Anche quest'anno metterò davanti al mio Natale la solita candela che accendo ormai da quarantacinque anni, per far si che la sua piccola luce mi guidi sempre alla contemplazione di quello che è il vero Natale.
La stessa cosa è per il Natale, o per lo meno per il Natale come lo sto guardando io, con occhi ben spalancati. La luce divina si sta affievolendo, per lasciare posto ad altre luci più accattivanti, magari anche più coinvolgenti e nell'immediato anche più entusiasmanti. Non che io abbia niente contro panettoni, regaloni, cenoni, purché non vadano a sovrastare e a sostituire il vero Soggetto.Non mi da noia un bel paesaggio, se capisco che a renderlo tale è il gioco di luce e di ombre che lo rende vivo. Oggi però si festeggia il paesaggio e non più ciò che l'ha creato, che rimane sempre di più a fare da contorno vintage al nuovo modo di essere. Ebbene, a me tutto questo non piace e ho anche provato a dirlo, ma senza alcun successo, anzi! E non è che io sia una bacchettona, no davvero e da sempre mi hanno dato noia tutti i fronzoli pseudoreligiosi che sono stati messi intorno a questa ricorrenza, e non solo a questa. Ma le cose che festeggiamo oggi, non sono il Natale e allora sarebbe meglio chiamarle con un altro nome adeguato alla loro natura più consumistica e godereccia e sicuramente di tutto rispetto, ma non sono il Natale.
A questo punto però mi sono veramente scocciata di andare a combattere contro i mulini a vento, e ognuno faccia quello che gli pare, me compresa. Per questo motivo ho nascosto il mio Natale, proprio come quel sole che è nel mio paesaggio, e non ne parlo più con nessuno, ma non passa giorno che non vada a fare una passeggiata in quel presepio che mi porta davanti a lui, con una riflessione, magari semplice, magari anche infantile, o anche cervellotica e qualche volta anche pedante non lo nego...ma da lui, dal Natale che voglio io, quello che continua a parlarmi e a darmi lo stesso calore che provavo da bambina, quando con l'ingenuità dei piccoli mi preparavo ad accogliere un prodigio misterioso e grandioso che si traduceva nella luce di una candela che si consuma per schiarire la tenebra, qualsiasi tenebra.Anche quest'anno metterò davanti al mio Natale la solita candela che accendo ormai da quarantacinque anni, per far si che la sua piccola luce mi guidi sempre alla contemplazione di quello che è il vero Natale.
giovedì 8 novembre 2018
Un fiore di speranza
Ma quanto sarebbe bello se gli uomini, invece di impegnarsi tanto a tirarsi secchiate di liquami, per distruggersi vicendevolmente, provassero a tirarsi secchiate di nuove idee, che come acqua benefica scendesse su questa nostra povera terra inaridita dall'egoisno e dalla lotta per il potere, in modo da poter vedere nascere nuovamente almeno un fiore di speranza per i giorni che verranno??!!
Finché non si imparerà a pensare e lavorare insieme per il bene comune, a parlare un pò meno di Io e un pò più di Noi, non riusciremo a costruire nient'altro che questo deserto, al cui confronto quello del Sahara, sembrerà un'oasi lussureggiante, perché questo non è un deserto di sabbia, ma un deserto dove anche le poche idee che riescono ancora a volare, vengono sistematicamente uccise.
Come sarebbe bello se...........................
Finché non si imparerà a pensare e lavorare insieme per il bene comune, a parlare un pò meno di Io e un pò più di Noi, non riusciremo a costruire nient'altro che questo deserto, al cui confronto quello del Sahara, sembrerà un'oasi lussureggiante, perché questo non è un deserto di sabbia, ma un deserto dove anche le poche idee che riescono ancora a volare, vengono sistematicamente uccise.
Come sarebbe bello se...........................
martedì 6 novembre 2018
Vento d'autunno
E' così che ho sempre sentito il vento d'autunno. Preludio di aria più fredda, ma ancora lontana, che si infila tra i gialli fiori un pò margherite, un pò girasoli, ultimo regalo dell'estate che se ne va in un tripudio di colore. Poi quel vento passerà tra le fronde degli alberi che si sono tinte di rosso e di giallo, staccherà le foglie e le porterà in una danza infinita a posarsi su terre lontane.E' l'autunno delle nebbie il mio autunno e del mosto e delle castagne cotte nei primi fuochi dei camini. E' l'autunno della pioggia che bagna nuovamente la terra riarsa dal calore dell'estate e la vivifica , la prepara, la nutre , la fa pronta per una nuova semina. Questo è il mio autunno, quello al quale sono abituata io fin da bambina E' dolce il mio autunno, è sonnolento e prepara al riposo dell'inverno che stenderà il suo manto di gelo sulla natura, che attende il suo arrivo. E' rrassicurante il mio autunno, anno dopo anno, senza niente di nuovo......
Ma l'autunno che stiamo vivendo ora non ha niente di gentile e il vento non è più quello che ho sempre conosciuto io, è un vento diverso, minaccioso, devastatore, che sciupa e ferisce ululando in un grido di guerra. E dove passa semina paura e morte tra fiori e alberi,tra animali e uomini. E' la tempesta che si abbatte sul mondo di ogni giorno, di ogni dove, senza un perché. E in mezzo alla tempesta i fiori per non spezzarsi si piegano, mentre gli alberi oppongono la loro fiera resistenza, dono di forti e profonde radici, ma spesso invano, mentre animali e uomini cercano rifugi sicuri, o che almeno credono tali.
E viene spontaneo pensare alla vita, che molte volte mentre si trova in balia di altre tempeste, di altri venti dal potere distruttore, cerca essa stessa un rifugio per trovare riparo e conforto alla paura. Ma dove va a rifugiarsi la vita se non nella speranza? Tornerà la quiete e la vita si incamminerà verso il domani e si rinnoverà, uguale perché sempre vita e diversa per le nuove consapevolezze nate nella tempesta. E mai più sarà la stessa, magari anche migliore, magari più forte, più temprata, cambiata. E mentre penso a queste cose mi viene spontaneo un pensiero: "Non è l'immutato, ma è il cambiamento che apre le porte al nuovo domani".
Ma l'autunno che stiamo vivendo ora non ha niente di gentile e il vento non è più quello che ho sempre conosciuto io, è un vento diverso, minaccioso, devastatore, che sciupa e ferisce ululando in un grido di guerra. E dove passa semina paura e morte tra fiori e alberi,tra animali e uomini. E' la tempesta che si abbatte sul mondo di ogni giorno, di ogni dove, senza un perché. E in mezzo alla tempesta i fiori per non spezzarsi si piegano, mentre gli alberi oppongono la loro fiera resistenza, dono di forti e profonde radici, ma spesso invano, mentre animali e uomini cercano rifugi sicuri, o che almeno credono tali.
E viene spontaneo pensare alla vita, che molte volte mentre si trova in balia di altre tempeste, di altri venti dal potere distruttore, cerca essa stessa un rifugio per trovare riparo e conforto alla paura. Ma dove va a rifugiarsi la vita se non nella speranza? Tornerà la quiete e la vita si incamminerà verso il domani e si rinnoverà, uguale perché sempre vita e diversa per le nuove consapevolezze nate nella tempesta. E mai più sarà la stessa, magari anche migliore, magari più forte, più temprata, cambiata. E mentre penso a queste cose mi viene spontaneo un pensiero: "Non è l'immutato, ma è il cambiamento che apre le porte al nuovo domani".
giovedì 4 ottobre 2018
presenze
Ho letto recentemente un articolo pubblicato da una rivista di Scienze molto prestigiosa, in cui si parla di Archeologia Spaziale
Certamente non è la prima volta che si sente parlare di Archeologia Spaziale, ma per me, abituata ad essere derisa, quando cinquant'anni fa, mi entusiasmavo di questa cosa, con i libri di Peter Kolosimo, leggere a distanza di tanti anni, che non sarebbe male cominciare a studiare i vagabondi dello spazio che presentano orbite e aspetti anomali, e più che altro leggerlo in un giornale scientifico di altissimo livello, è stato motivo di grande soddisfazione.Non credo che un giornale scientifico di quella portata, se non ci fossero dietro studi seri e sospetti altrettanto seri di civiltà scomparse prima della nostra, magari solo per autodistruzione, avrebbe mai pubblicato un articolo del genere.C'è un bellissimo aforissma di Albert Einstei che dice:"La logica ti porta da a a b. L'immaginazione ti porta ovunque."
Sono felice di essere arrivata tanto tempo fa con l'immaginazione a pensare queste cose che ora trovo scritte con un'autorevolezza diversa, anche perché se avvessi dovuto arrivarci con la logica, da me non ci sarei mai riuscita.
martedì 2 ottobre 2018
L'Ipotesi di Riemann
Pare che ci sia una dimostrazione dell'ipotesi di Riemann, che da sempre mi ha affascinato, non senza essermene grandemente stupita. Ma come! Io che sono sempre stata una schiappa in matematica,mi interesso a queste cose? Ebbene sì! Mi sono ritrovata a leggere libri molto più grandi di me, e, usando al solito la mia fantasia, a proiettare davanti ai miei occhi le immagini che queste letture mi facevano vedere prima nella mente, e così, anche se non saprei dire una parola sulle formule che ho letto, l'ipotesi di Riemann, mi è passata davanti agli occhi, alla stessa maniera in cui mi passa un bel tramonto e io mi sono ritrovata sbalordita e affascinata a guardarla, proprio con lo stesso stato d'animo.
So che in passato ci sono stati altri tentativi di dimostrazione, che poi sono stati confutati. Magari questa è la volta buona, anche se dentro di me, in un angolino, resta il desiderio che questa ipotesi continui ancora a mantenere il suo mistero, un pò come mi capita pensando a Kriptos e al Codice Beale.
Forse che la congettura di Riemann mi piace così tanto perché è alla ricerca degli zeri non banali? Magari è proprio così, perché considerandomi io stessa uno zero, la mia speranza è almeno quella di essere anch'io uno zero non banale. E magari di avere all'interno del mio cerchio un disegno che parli di colore.
So che in passato ci sono stati altri tentativi di dimostrazione, che poi sono stati confutati. Magari questa è la volta buona, anche se dentro di me, in un angolino, resta il desiderio che questa ipotesi continui ancora a mantenere il suo mistero, un pò come mi capita pensando a Kriptos e al Codice Beale.
Forse che la congettura di Riemann mi piace così tanto perché è alla ricerca degli zeri non banali? Magari è proprio così, perché considerandomi io stessa uno zero, la mia speranza è almeno quella di essere anch'io uno zero non banale. E magari di avere all'interno del mio cerchio un disegno che parli di colore.
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