Questo breve periodo della mia vita si potrebbe chiamare "E ora che succede?"
Mi ci sono ritrovata catapultata così improvvisamente, che non ho avuto neanche modo di accorgermene.
Già! Si crede di aver messo dei paletti lungo la nostra strada e pensiamo che questa scorrerà sempre così e invece macché! Improvvisamente arriva un tornado e spazza via ogni certezza e ti ritrovi col culo a terra a chiederti:"E ora che succede?"
Sinceramente la prima cosa che fai ti guardi intorno per vedere se qualcuno si è accorto del ruzzolone che hai fatto e che in un attimo ha mandato al vento tutte le belle parole che parlano di sicurezza, di stabilità. di coesione, di unione che fa la forza. Vedi già intorno a te tante persone che ti guardano ironiche e sorridono per dirti "Tu che parlavi tanto........" e non ti rimane altro da fare che alzare il dito medio, senza proferire parola, anche perché ancora non hai niente da dire e pazienza se queste cose una signora non le fa. Poi, visto che sei lì che non fai niente, salvo cercare di darti un contegno, cominci a guardarti intorno e così scopri cose che non avevi mai viste. Ci sono sempre state, ma non ci avevi mai fatto caso, presa come eri ad andare dietro al tuo ideale. Lì per lì le guardi superficialmente e non ti accorgi neanche che una di quelle piccole cose sei tu......sì sì, hai capito bene, sei proprio tu miniaturizzata, rimpicciolita fin quasi a farti diventare un numero negativo. Hai presente che cos'è un numero negativo? Noo? Ti rinfresco la memoria. Un numero negativo è quello che ha il trattino del meno davanti a sé. Che fai? Apri la bocca per insultare chi ti ha ridotto così? Risparmia il fiato, perché insulteresti solo te stessa. Perché la colpa è solamente tua.......non ti sei voluta mica tanto bene vero? Non ti sei cercata o se l'hai fatto non ti sei trovata, sei andata dietro a certezze effimere, a paroloni preconfezionati da millenni che ora ti rendi conto non erano altro che un marketing cominciato molto prima di tutti gli altri e per fare questo hai rinunciato a tante cose che avresti voluto fare e non hai mai osato, mentre intanto la vita correva, correva....e intanto mentre guardi cosa c'è di nuovo intorno a te, ti tornano in mente poche parole che scrivesti un pò di tempo fa:" La vita mi ha insegnato a ritrovare il tempo per fermarmi a guardare una foglia che nasce!". No no! Non sei un profeta. Tutt'al più puoi essere una Cassandra che ha visto che doveva arrivare questo tempo, prima che giungesse. Dentro di te sapevi che quelle parole erano vere, ma ancora non erano le tue, non ti si spalmavano addosso. E poi ti sei rialzata un pò ammaccata e non hai trovato di meglio da fare che sederti davanti al tuo computer, aspettando una risposta alla tua domanda: "E ora che succede?" Come se lui potesse dartela. E invece meraviglia delle meraviglie lui te l'ha data , te l'ha data a modo suo, attraverso una fotografia inaspettata. E' criptica quella foto, ma tu sai che ti vuole dire qualcosa nella sua scarna e austera semplicità. Sta a te sapere cosa, ma senti che è lì per te e accetti la sfida di decrittare quell'immagine al di là del simbolo che rappresenta e che capisci che è solo un mezzo per farti arrivare a capire cosa succederà.
lunedì 10 settembre 2018
martedì 4 settembre 2018
Il tempo della farfalla
Decisamente io sono un Sognatore. Veramente dovrei dire Sognatrice, ma, chissà perché, questa parola mi piace più al maschile. Ho sempre saputo di essere un Sognatore e fin da bambina me lo diceva anche il mio babbo, però ho sempre sorvolato sul suo vero significato. Poi, qualcuno mi ha messo davanti alla mia realtà e la curiosità di sapere che cos'è veramente un Sognatore mi ha spinto a fare come la farfalla che si posa un pò da una parte e un pò da un altra, ed è così che sono inciampata quasi senza volerlo su quello che è scritto più in basso, testo di Toto Cotugno compreso.
E così, più che altro, leggendo la prima parte, ho trovato me stessa e sento che non potrei aggiungere neanche una parola a quello che è già stato detto. Perbacco io sono proprio così!
Le parole della canzone di Cotugno sono veramente mie solo nell'ultima parte:
Tra mille anni ci sara' chi parlera' dei sognatori
Come animali del passato che mangiavano emozioni
Tra mille anni o tra due ore ma lasciatemelo dire
Io resto un sognatore
Eh sì! Gli altri facciano pure quello che vogliono, costruiscano anche ponti di cartapesta, foreste di cemento, dipingano cieli tossici e fiumi velenosi, pur di restare con i piedi in terra. Io continuo a sognare
ARMONIA
Questa parola racchiude tutto il bello del creato dentro di sé, dal sentimento, al rispetto, dall'affetto all'amore, dall'unione alla libertà.
Il Sognatore
Il Sognatore è quella persona che sogna. Semplicissima (e semplicistica) definizione del termine. Mi ritengo un sognatore, un grandissimo sognatore...credo di esserlo
sempre stato.
Il Sognatore non pensa al concreto come primo obiettivo, il
sognatore pensa al "possibile", pensa allo "sperato", pensa al "lieto
fine", sempre, in un modo o nell'altro. Chiamatela ancora di
salvezza, via di fuga, chiamatela un po' come volete, ma il sogno è
la più grande arma del Sognatore. Non se ne separa mai, nè nei momenti
più belli, quando il futuro diventa qualcosa di
abbagliante, nè nei momenti più bui e brutti, quando il Sognatore ci
si affida per riuscire a resistere, a tenere duro.
Le speranze, i sogni. Sono le cose che fanno in realtà più male al
Sognatore, che lo rendono più vulnerabile, che lo rendono una persona
facile da ferire, facile da buttare giù. E le persone
facilmente se ne approfittano, non capiscono molto spesso cosa vuole
dire rompere le ali al Sognatore. Non capiscono quanto fa male, quanto
profonde possano essere le cicatrici lasciate, quanto
duro può essere il ricordo di tale sofferenza.
Poi ci sono delle persone fortunate, delle persone che vanno
incontro al Sognatore, che lo comprendono fino in fondo. Non sono
moltissime in verità, ma ci sono. O almeno io spero (sogno) che ce
ne siano...DEVONO esserci. Ecco, avete appena visto un Sognatore
all'opera.
Sono un Sognatore, uno che spera ogni giorno che passa che arrivi
prima o poi il bello, arrivi un momento in cui si possa fermare a
sorridere senza motivo, di nuovo. Un momento in cui si possa
tornare a camminare a un metro da terra. Un momento in cui
abbracciare qualcuno significherà farlo sentire a casa, anche se il
sottoscritto Sognatore si troverà sulla più impervia delle montagne.
Ecco, io come Sognatore ho bisogno di amare. Amo tantissime cose,
questo è ovvio, ma io parlo di quell'Amore vero (che il Sognatore
ovviamente crede esistente), quello assaporato, quello che ti
fa precipitare a fondo quando ti manca, quello che riduce tutti gli
altri problemi a niente quando c'è. E non dico queste parole con
tristezza, ma con speranza per il futuro. Il Sognatore che
sono sempre stato (e che credo di essere ancora) mi "obbliga" a
farlo. Sognando, come sempre...
Il dolore c'è ancora, non lo nego. Ci penso ogni giorno, è come un
rumore di fondo costante...ma adesso comincia a diventare più lontano,
più impercettibile. Il Sognatore alla fine in qualche
modo riesce a vincere, è sempre successo così.
Fortunata colei che incontrerà un Sognatore e che lo capirà fino in fondo.
Io aspetto.
Io spero.
Io sogno.
Se potete, nella vita, non fate del male ai Sognatori. E' come
toccare delicatamente le ali di una farfalla...basta pochissimo e la
loro trama è rovinata, e la fugace farfalla non volerà
più!
Dal Blog "Tigre Bianca"
Testo de Il sognatore di Toto Cotugno
Son diventato un sognatore per sentirmi meno solo
E per non sapere piu quanti anni ho
Son diventato un sognatore vendo sogni per mestiere
Canto pure le canzoni che non so
Mi basta avere gli occhi chiusi per fotografare il mondo
E per guardare in negativo quanto il mare sia profondo
E questa ruga che ho sul viso e' il tatuaggio di un amore
Io sono un sognatore
Mi sono perso fra le stelle quanti amori a buon mercato
Ho toccato il fondo della liberta
Qualquno dice che son folle e che sono fortunato
Perche' chi sogna delusioni non ne ha
Forse sei stata tu la prima sola ipotesi di vita
Forse continuo a dire forse per non dire che e' finita
e le tue regole del gioco le rispetto a malincuore
Io sono un sognatore
E vado via ti lascio sulle labbra una poesia
Quel che sara per questa vita che importanza ha
Son diventato un sognatore e chi ha letto le mie carte
Ha scoperto che un destino non ce l'ho
E come fanno i sognatori riesco a mettermi da parte
Mentre il mondo mi continua a dire no
Tra mille anni ci sara' chi parlera' dei sognatori
Come animali del passato che mangiavano emozioni
Tra mille anni o tra due ore ma lasciatemi lo dire
Io resto un sognatore
E vado via ti lascio sulle labbra una poesia
Quel che sara' per questa vita che importanza ha
E vado via la dove il cielo scende in fondo al mare
Che vuoi che sia se al mondo resto solo un sognatore
Vola leggera nel cielo che è dentro di sé.
Quanto tempo non sa! Lì il tempo ha un altro nome.
E' il tempo della farfalla.
KB
mercoledì 15 agosto 2018
Continuerò a cercarmi
Come trasformare una semplice telefonata in un momento di riflessione

E' di stamani. Suona il telefono, rispondo e parlo per due minuti con il mio interlocutore. Poi la domanda: "E tu come stai?".... Un attimo di pausa e mi sento rispondere: "Boh! Mi sto cercando!" e l'accompagno con una risata...
Riattacco e la risposta che ho data non vuole sapere di andarsene.
Mi sto cercando....ma è proprio vero!
In questo momento così fasullo della mia vita, sono in cerca di me stessa, o di quello che è rimasto di me. Ho guardato dappertutto, per vedere se riuscivo a ritrovarmi, persino sotto il divano, ma non c'è stato niente da fare. Sembra che io sia sparita e quella che mi guarda tutte le mattine dallo specchio ha un volto anonimo con i capelli arruffati.
Diciamoci la verità. Di me in effetti c'è rimasto ben poco. Non sono più moglie da ormai lungo tempo, non sono più figlia da qualche mese, ed è proprio recente, ma in questi giorni mi sono accorta di non essere più neanche mamma. Madre sì, e chi me lo toglie il titolo di madre, matriarca, fattrice, femminino sacro, ed altre amenità simili? Ma mamma non più. C'è una sottile differenza tra queste due parole: una è autera, seria, richiamo della specie ecc ecc....; l'altra è protettiva, complice, accattivante ecc ecc..... La prima mi mette soggezione, la seconda l'adoro. Eppure sento che è giusto che sia così, allo stesso modo in cui, proprio da mamma ho sentito quando era il momento che i miei rampolli camminassero da soli sulle loro traballanti gambette. Un distacco quello, un distacco questo, quando si capisce istintivamente che i figli non hanno più bisogno della mamma, ma solo della madre, come icona, come simbolo della vita trascorsa. E la cosa più strana è che sono entrambi momenti di una dolcezza infinita, mischiata a un piccolo dolore che prende la bocca dello stomaco, mentre ci muoviamo in questa ruota che gira, gira, gira! Bah! Così è la vita.
A questo punto mi sto chiedendo se sono ancora donna, oppure lo scorrere degli anni ha fatto sì, come leggo spesso e volentieri, che l'aumento del testosterone nell'organismo femminile in età avanzata, faccia spuntare peli e baffi. Ancora non li ho visti, ma non potrebbe dipendere dal fatto che mi è calata la vista? Per sicurezza mi do una tastatina e tiro un sospiro di sollievo. Tutto è ancora al posto giusto e mi piace scherzare su me stessa.
Vorrà dire che continuerò a cercarmi.

E' di stamani. Suona il telefono, rispondo e parlo per due minuti con il mio interlocutore. Poi la domanda: "E tu come stai?".... Un attimo di pausa e mi sento rispondere: "Boh! Mi sto cercando!" e l'accompagno con una risata...
Riattacco e la risposta che ho data non vuole sapere di andarsene.
Mi sto cercando....ma è proprio vero!
In questo momento così fasullo della mia vita, sono in cerca di me stessa, o di quello che è rimasto di me. Ho guardato dappertutto, per vedere se riuscivo a ritrovarmi, persino sotto il divano, ma non c'è stato niente da fare. Sembra che io sia sparita e quella che mi guarda tutte le mattine dallo specchio ha un volto anonimo con i capelli arruffati.
Diciamoci la verità. Di me in effetti c'è rimasto ben poco. Non sono più moglie da ormai lungo tempo, non sono più figlia da qualche mese, ed è proprio recente, ma in questi giorni mi sono accorta di non essere più neanche mamma. Madre sì, e chi me lo toglie il titolo di madre, matriarca, fattrice, femminino sacro, ed altre amenità simili? Ma mamma non più. C'è una sottile differenza tra queste due parole: una è autera, seria, richiamo della specie ecc ecc....; l'altra è protettiva, complice, accattivante ecc ecc..... La prima mi mette soggezione, la seconda l'adoro. Eppure sento che è giusto che sia così, allo stesso modo in cui, proprio da mamma ho sentito quando era il momento che i miei rampolli camminassero da soli sulle loro traballanti gambette. Un distacco quello, un distacco questo, quando si capisce istintivamente che i figli non hanno più bisogno della mamma, ma solo della madre, come icona, come simbolo della vita trascorsa. E la cosa più strana è che sono entrambi momenti di una dolcezza infinita, mischiata a un piccolo dolore che prende la bocca dello stomaco, mentre ci muoviamo in questa ruota che gira, gira, gira! Bah! Così è la vita.
A questo punto mi sto chiedendo se sono ancora donna, oppure lo scorrere degli anni ha fatto sì, come leggo spesso e volentieri, che l'aumento del testosterone nell'organismo femminile in età avanzata, faccia spuntare peli e baffi. Ancora non li ho visti, ma non potrebbe dipendere dal fatto che mi è calata la vista? Per sicurezza mi do una tastatina e tiro un sospiro di sollievo. Tutto è ancora al posto giusto e mi piace scherzare su me stessa.
Vorrà dire che continuerò a cercarmi.
venerdì 10 agosto 2018
San Lorenzo
San Lorenzo
Timidamente ancora
alzo gli occhi al cielo
e cerco la speranza
in una stella anche piccina.
Chissà perché passano gli anni
e con loro se ne va la giovinezza
ma nell'anima resta il desiderio
di una stella cadente che passando
nel cielo nero e silenzioso
porti con sé i sogni mai svelati
che il tempo non è riuscito a rovinare
Sono ancora capace di sognare
e non è poco in questa aspra vita
è quasi un desiderio che mi accorgo ora
si realizza quasi a mia insaputa.
Timidamente ancora
alzo gli occhi al cielo
e cerco la speranza
in una stella anche piccina.
Chissà perché passano gli anni
e con loro se ne va la giovinezza
ma nell'anima resta il desiderio
di una stella cadente che passando
nel cielo nero e silenzioso
porti con sé i sogni mai svelati
che il tempo non è riuscito a rovinare
Sono ancora capace di sognare
e non è poco in questa aspra vita
è quasi un desiderio che mi accorgo ora
si realizza quasi a mia insaputa.
mercoledì 25 luglio 2018
Cioccolatini
A un certo punto della sua corsa, dopo aver macinato kilometri e kilometri, dopo essersi fatto crescere barba e capelli, tanto da sembrare un bosco, Forrest Gump si fermò e quelli che avevano preso a correre dietro di lui, a loro volta si fermarono interdetti, aspettando che parlasse. E lui parlò e disse: "Sono un pò stanchino!" E quei kilometri non ebbero più senso, almeno non per lui, e gli altri pensassero quel che volevano.
Ecco, io in questo preciso momento mi ritrovo a dire: "Sono un pò stanchina!" e anche i Kilometri della mia vita, se mi volto a guardarli, improvvisamente non hanno più senso, e gli altri pensino quello che vogliono.
Sono qui seduta e sto pensando alla mia vita futura. Tutta da inventare, se voglio ancora chiamarla vita e non sopravvivenza.
Vediamo! Non è così semplice riprogrammare la vita, cercare una strada sulla quale incamminarmi con curiosità, per vedere che cosa c'è dietro la prima curva e poi dietro la seconda e poi dietro la terza e poi....kilometri nuovi, che mi parlino di altre cose. Perché?
Perché ho bisogno di ascoltare e ho anche bisogno di essere ascoltata, ho bisogno di sorprendere e di restare sorpresa, ho bisogno di capire e di essere capita. Ho bisogno di macinare kilometri che mi parlino di queste cose.
Allungo una mano e prendo un cioccolatino dalla scatola e mi viene in mente che la vita è come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quale ti può capitare.
Forse uno di quelli farciti di crema? Se lo paragono alla vita potrei dire che è simile a una gratificazione. Di che cosa? Ma di qualsiasi cosa perbacco, basta che ci sia.
Oppure potrei prendene uno al gianduia? E nella vita che potrebbe somigliare a un ciocolatino al gianduia? L'affetto...ecco sì l'affetto da sciogliere lentamente per gustarlo tutto.
E che dire di un cioccolatino fondente? Non rappresenta forse la sfida della vita con quel suo gusto amaro, ma così invitante?
E quello ricoperto di nocciole croccanti? Ti fermi per mangiarlo e assaporarlo meglio, allo stesso modo in cui nella vita ci si ferma davanti a un kilometro che rappresenta qualcosa di veramente particolare.
E' vero non so mai quale cioccolatino mi può capitare......
Ma che importa? A me i cioccolatini piacciono tutti!
E così capisco che forse è meglio fermarmi al kilometro zero.
Ecco, io in questo preciso momento mi ritrovo a dire: "Sono un pò stanchina!" e anche i Kilometri della mia vita, se mi volto a guardarli, improvvisamente non hanno più senso, e gli altri pensino quello che vogliono.
Sono qui seduta e sto pensando alla mia vita futura. Tutta da inventare, se voglio ancora chiamarla vita e non sopravvivenza.
Vediamo! Non è così semplice riprogrammare la vita, cercare una strada sulla quale incamminarmi con curiosità, per vedere che cosa c'è dietro la prima curva e poi dietro la seconda e poi dietro la terza e poi....kilometri nuovi, che mi parlino di altre cose. Perché?
Perché ho bisogno di ascoltare e ho anche bisogno di essere ascoltata, ho bisogno di sorprendere e di restare sorpresa, ho bisogno di capire e di essere capita. Ho bisogno di macinare kilometri che mi parlino di queste cose.
Allungo una mano e prendo un cioccolatino dalla scatola e mi viene in mente che la vita è come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quale ti può capitare.
Forse uno di quelli farciti di crema? Se lo paragono alla vita potrei dire che è simile a una gratificazione. Di che cosa? Ma di qualsiasi cosa perbacco, basta che ci sia.
Oppure potrei prendene uno al gianduia? E nella vita che potrebbe somigliare a un ciocolatino al gianduia? L'affetto...ecco sì l'affetto da sciogliere lentamente per gustarlo tutto.
E che dire di un cioccolatino fondente? Non rappresenta forse la sfida della vita con quel suo gusto amaro, ma così invitante?
E quello ricoperto di nocciole croccanti? Ti fermi per mangiarlo e assaporarlo meglio, allo stesso modo in cui nella vita ci si ferma davanti a un kilometro che rappresenta qualcosa di veramente particolare.
E' vero non so mai quale cioccolatino mi può capitare......
Ma che importa? A me i cioccolatini piacciono tutti!
E così capisco che forse è meglio fermarmi al kilometro zero.
domenica 1 luglio 2018
Domani
Domani il
sole sorgerà ancora.
Non importa
se oggi piove
e le nuvole
basse coprono l'orizzonte.
e lascia
spazio alla notte silnziosa.
Se credi,
questo è il tempo per piangere
e dire addio
alle cose che ami.
Domani il
sole sorgerà ancora
con le nuove
promesse del tempo che sarà.
Ti porterà
speranze e lotte, gioie e dolori
e ti
regalerà una nuova vita.
Non ti
voltare a cercare ciò che non c'è più.
Davanti a te
si apre un nuovo giorno
e la nuova
avventura che stai per cominciare
prendila
come un dono anche se ora soffri.
Sono tristi
gli addii, sono pagine scritte
che entrano
nel ricordo di chi resta e di chi va.
Domani il
sole sorgerà ancora.
Domani,sempre, in ogni dove
domani il
sole sorgerà ancora.
martedì 19 giugno 2018
Giù le mani dai bambini
GIU' LE MANI DAI BAMBINI
I BAMBINI NON SONO PUPAZZI SENZA ANIMA, SENZA SENTIMENTI, SENZA ESPRESSIONE NEL VISO, SENZA LACRIME NEGLI OCCHI.
I BAMBINI DI OGGI SONO I SILENZIOSI GIUDICI DI DOMANI , DEGLI ERRORI E DELL'ARROGANZA DI QUESTI NOSTRI TEMPI CHE SARANNO ANCHE TEMPI MODERNI ,MA SICURAMENTE NON CIVILI.
I BAMBINI NON SONO PUPAZZI SENZA ANIMA, SENZA SENTIMENTI, SENZA ESPRESSIONE NEL VISO, SENZA LACRIME NEGLI OCCHI.
I BAMBINI DI OGGI SONO I SILENZIOSI GIUDICI DI DOMANI , DEGLI ERRORI E DELL'ARROGANZA DI QUESTI NOSTRI TEMPI CHE SARANNO ANCHE TEMPI MODERNI ,MA SICURAMENTE NON CIVILI.
Iscriviti a:
Post (Atom)


