martedì 19 giugno 2018

Giù le mani dai bambini

GIU' LE MANI DAI BAMBINI

I BAMBINI NON SONO PUPAZZI SENZA ANIMA, SENZA SENTIMENTI, SENZA ESPRESSIONE NEL VISO, SENZA LACRIME NEGLI OCCHI.
I BAMBINI DI OGGI SONO I  SILENZIOSI GIUDICI DI DOMANI , DEGLI  ERRORI  E DELL'ARROGANZA DI QUESTI NOSTRI TEMPI CHE SARANNO ANCHE TEMPI MODERNI ,MA SICURAMENTE NON CIVILI.

martedì 29 maggio 2018

Limbo


Piccolo aforisma sul LImbo

"Dicono che il Limbo non esiste più, ma non è mica vero.
Noi Italiani, ci stiamo vivendo proprio dentro...e anche da un bel pezzo ormai!"

K.B

sabato 12 maggio 2018

Mentre infuria la tempesta

Ho incorniciato una cartolina e l'ho appesa accanto al carboncino che ritrae mio padre mentre fuma la sua pipa. In quella cartolina si vede una chiesa, una bellissima chiesa, opera del Sangallo, che si erge maestosa al termine di un lungo viale di cipressi. Sul viale, una minuscola figura di donna che si dirige verso un appuntamento tenuto vivo una volta al mese per oltre trent'anni: mia madre. Una messa fatta celebrare una volta al mese per quell'uomo, suo compagno di vita , un filo esile e inossidabile, che l'ha tenuto accanto a noi per tutto il tempo che a lei è stato possibile mantenere questo impegno. Ma non è questo il ricordo che voglio conservare di mia madre. Mi sono rigirata tra le mani un anello di brillanti, dono del mio babbo, per il quarantesimo anno della mia mamma, e strofinandolo tra le mie mani, è venuta fuori, come dalla lampada di Aladino,  una giornata memorabile, di festa, di dolci, di fiori, ....tanti fiori! Quaranta rose rosse, quaranta gladioli rosa, quaranta mughetti, quaranta gerbere e poi la torta con quaranta candeline e il desiderio espresso nel segreto che nessuno ha mai saputo,....poi la sera, finita la festa, quando ci si ritrova intorno al nostro tavolo in cucina, per consumare una frugale cena, l'annuncio della 'signorina buonasera' alla televisione; "E ora va in onda la commedia "Addio giovinezza", e allora succede quello che non avevamo mai pensato e guardiamo, io e mio padre una mamma-moglie-donna che scoppia a piangere rumorosamente, perché sente che quello è l'ultimo regalo della giornata per festeggiare i suoi quarant'anni. Ma non è questo il ricordo che rappresenta mia madre.
La mia mano tra le sue, per tre volte, tanti sono i miei figli, la mia mano a cercare forza in una piccola , tenace donna, che mi è stata vicino per tutta la sua vita, prendendosi cura di noi, in ogni momento, sia mentre le sue abili mani preparavano manicaretti per la truppa golosa, sia quando ci brontolava con il suo inconfondibile accento romagnolo, cercando alleanza  in ogni suppellettile che trovava a portata di mano, per punirci di qualche marachella. L'ha fatto con me e con i suoi nipoti ed è uno dei ricordi più belli che mi porto dentro. Ma non è questo il ricordo che voglio avere di mia madre.
La sua mano tra le mie, la sua debolezza, ma anche il suo carattere ancora ribelle e determinato. Il suo consumarsi in una sofferenza lunga sei anni, che le minava il corpo, ma non la mente e lo spirito, che anzi, ne usciva più solido e acuto che mai. Un affinamento intellettuale che sopperiva alla mancanza di ogni movimento e che l'ha spinta fino all'ultimo a regalarci perle di saggezza e di vita vera.Ma non è questo il modo in cui voglio ricordare mia madre.
Oggi sono uscita. Ho calpestato erba incredibilmente morbida e verde, di un verde brillante, come non mi capitava di vedere da tanto tempo. Ho alzato gli occhi e c'era un ciliegio, già pieno di piccoli frutti che devono maturare al sole e mi è tornata in mente un'immagine, che non ho mai visto se non nella mia fantasia, andando dietro a un racconto che la mia mamma faceva di se stessa. Aveva diciotto anni, c'era la guerra, lì sulla linea gotica, e lei aveva una gran voglia di vivere e una grande fame. Fu allora che vide un ciliegio. Le ciliegie erano rosse, mature al punto giusto, invitanti oltre ogni dire. E così, una ciliegia tira l'altra, continuò a mangiale anche mentre gli aerei degli americani sganciavano nespole, non lontano da dove era lei. Un inno alla vita!. E questo è il ricordo che voglio tenere sempre dentro di me. Una giovane donna con gli occhi ridenti e i capelli al vento che pensa che la vita sia bella, e vada vissuta in ogni momento, anche mentre intorno a lei infuria la tempesta.

venerdì 30 marzo 2018

Ti chiamo 'caro'


Ti chiamo 'caro' anche se non ti conosco ed esisti solo nel mio immaginario e già mi scuso se sarò un pò lunga, ma qualche volta non se ne può fare a meno. Ce lo dobbiamo.

Questo è Tempo di Pasqua, Tempo di Primavera, Tempo di Rinascita.
Per me, sempre un Tempo atteso e molto particolare. La Settimana Santa, i Sepolcri, la Processione di Gesù morto, e infine la Resurrezione.
Momenti che hanno sempre inciso nella mia vita, in modo diverso a seconda dei periodi della mia crescita, ma sempre in maniera profonda, sostanziale, a tal punto da continuare a volerli vivere anno dopo anno, con la stessa partecipazione, anche se con sentimenti e credo diversi.
E la Primavera che si mischia a quella morte e a quella vita e parla di apertura, di sboccio, di rinnovamento, di domani, sempre, comunque! Un caso? Non so.
Anche quest'anno per me è la stessa cosa, questa introspezione attraverso i vari momenti che precendono la Pasqua. Parlo di morte e di vita, di cose che non esistono  più e di altre che spero nascano dentro l'anima, e così mi è facile fare mie le parole di Neruda
 "Nascere non basta.
È per rinascere che siamo nati.
Ogni giorno.".

Come le sento mie e come le sento vere, specialmente in questo momento, in cui sono stata ferma in un punto dal quale per troppo tempo non sono  riuscita a spostarmi, ma nel quale alla fine, ho compreso che non volevo più bivaccare. Forse anche te e milioni di persone come noi, ogni tanto guardano quel punto, sapendo che prima o poi il discorso dovrà ricominciare, eh sì! Perché ogni punto prevede l'inizio di un nuovo discorso, che può far sempre parte dello stesso paragrafo, e dello stesso capitolo, e che comunque fa parte dello stesso libro che si sta scrivendo.....ma il punto dice che ci sarà qualcosa di cambiato, di diverso, magari di esplicativo, magari di....chissà di che? Hai notato che dopo un punto si ricomincia a scrivere con più entusiasmo? Forse anche nella vita è così.

Il punto che ti dice che non  serve più guardare indietro e puoi solo andare avanti è il momento di rottura, l'attimo di terremoto, che ti fa traballare. E' un punto di buio. Se vogliamo dargli un nome, potremo chiamarlo Impasse, e proprio per essere un nome femminile è dei più subdoli, perché tutto ciò che è femminile è meno prevedibile e meno semplice. Però dentro di te sai che se riesci a fare il primo passo verso il futuro, forse avrai meno stima di te e delle tue ragioni, che magari sono le ragioni del cuore e della mente, ma riuscirai a costruire nuovamente qualcosa; se invece ti ostini a rimanere rigidamente nelle tue posizioni,forse riuscirari anche a far capire, per quel che gliene importa, al mondo intero che hai ragione, ma sarai destinato a rimanere solo.

Ricordati che non sempre essere draconiani significa fare la cosa giusta, neanche in nome della giustizia. Una volta arrivati a capire questo, ci veniamo per forza di cose a trovare in un' impasse, dalla quale è difficile uscire fuori. Ci sono forze uguali e contrarie che entrano in conflitto. Queste ragioni hanno nomi diversi, alcuni molto pragmatici, altri più sentimentali ed empirici. La forza che sprigionano  è fortissima, e rischia di mantenerci in  una posizione di stallo dalla quale è sempre più difficile uscire.

Sai benissimo però che tu hai voglia di continuare a scrivere, là dove scrivere sta per andare,  oltre quel punto, altrimenti come faresti a rinascere nuovamente? Basta solo trovare il nuovo modo di scrivere e il perché. Per quello che mi riguarda, questa primavera, ti parrà strano mio caro, mi ha dato occhi nuovi per guardare dentro me stessa, ed è come se nel mio intimo fosse sbocciato un mondo nuovo, tutto da esplorare, un mondo che mi chiama in solitudine, alla sua scoperta.Fa paura la solitudine qualche volta, ma fa più paura sentirsi soli in mezzo alla gente e allora...perché aspettare? Ti capita mai di sentirti così?

Quando decisi di aprire questo Blog, fu perché avevo bisogno di sentire gente intorno a me, mi sembrava che il mondo pulsasse per me, quando mi accorgevo che qualcuno leggeva ciò che scrivevo con tanta semplicità. E' stato bello pensare che qualche parola possa avere aiutato qualcuno a superare un momento difficile, o abbia fatto fare una risata, o più semplicemente scuotere la testa. Non mi ha fatto demordere neanche l'accorgermi che comunque quasi nessuno mi rispondeva....in quel momento non mi importava. Poi improvvisamente mi è apparso come un mondo di ombre, dove le mie parole scivolavano nell'oblio più totale, e allora ho capito che era giusto andare nuovamente a cercare qualcosa che mi desse luce.

Accorgermi che questa luce la dovevo e la potevo trovare dentro di me, non è stato semplice. Fa parte di questo ultimo periodo di cammino, accanto a una persona sofferente, che richiede la mia presenza continua e che a poco alla volta mi ha fatto incamminare in una strada che pensavo fosse di solitudine e di privazione, ma solo perché ancora non riuscivo a vedere che invece mi stava offrendo la possibilità di conoscere un'altra parte di me stessa che altrimenti mi sarebbe rimasta totalmente estranea. Non a caso anche stavolta mi vengono in mente le parole di una canzone di Battisti, che fino a non molto tempo fa non avevo compreso totalmente 
"Nel mio cuor, nell'anima
c'è un prato verde che mai,
nessuno ha mai calpestato, nessuno
se tu vorrai conoscerlo
cammina piano perché
nel mio silenzio
anche un sorriso può fare rumore
non parlare non parlare"

E così mio caro, ho deciso di entrare in quel prato che è dentro di me e che ancora non conosco, e sarà una scelta di vita che finalmente spezza quell'Impasse di cui parlavo prima. Chi vorrà entrarci per raggiungermi, saprà come deve fare. 

Sicuramente tornerò a scrivere sul mio Blog, perché è stato un buon amico e perché spero di avere cose nuove da dire, ma sarà con spirito diverso e soprattutto non sarà più una priorità, e più che altro, e questa è la cosa più bella, non so quando.

Buona Pasqua, buona Primavera, buona Rinascita anche a te, mio caro, e a tutti quelli come te, che comunque mi sono stati cari.

mercoledì 21 marzo 2018

Sfida all' OK POSTA

Oggi il Postino ha portato  insieme alla posta una comunicazione, rivolta a tutti i cittadini, nella quale si comunica che il nostro Comune è entrato nella rosa privilegiata di quelli che da ora in poi riceveranno la posta a giorni alterni in questa cadenza: lunedì -mercoledì - venerdì- durante la prima settimana; martedì - giovedì nella settimana successiva. Da ciò si evince che nella seconda settimana, rimarremo sguarniti fino al lunedì successivo. Né andrà meglio per la posta prioritaria, che da ora in poi richiederà da 1 a 3 giorni lavorativi più il giorno della consegna.
Anche la posta che imbucheremo nelle care vecchie cassette verrà ritirata con la stessa cadenza della consegna.

Tutto ciò è molto elettrizzante e mi fa finalmente capire cosa voleva dire vivere in un avamposto del Far West. Manca ancora la diligenza, ma se mi sforzo di guardare in lontananza vedo un puntolino che si sta muovendo tra nugoli di polvere. Di banditi invece ne abbiamo già in grossa quantità, per cui non sentiamo il bisogno di averne altri.

mercoledì 14 marzo 2018

Giornata mondiale del Pi Greco




Ciascuno celebra, se vuole naturalmente, la giornata del Pi Greco, come meglio crede. E siccome il Pi greco, senza saperne la ragione, mi è sempre stato simpatico, mi  è piaciuto tantissimo conoscerlo in altra maniera, così legato al fiume, o meglio a tutti i fiumi.....sarà perché i fiumi mi piacciono, mi parlano di vita, di strada in movimento, di forza che supera ogni ostacolo, pur di arrivare dove vuole ........




Mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, [...] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, [...] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, [...], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, [...] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto, tanto che tutti, dico tutti, alla fine, navigano per una strada tre volte più lunga del necessario, anzi, per essere esatti, tre volte virgola quattordici, giuro, il famoso pi greco, non ci volevo credere, in effetti, ma pare che sia proprio così, devi prendere la loro distanza dal mare, moltiplicarla per pi greco e hai la lunghezza della strada che effettivamente fanno.
 (Alessandro Baricco)


  • Un particolare numero sembra determinare la lunghezza dei fiumi che formano meandri. Il prof Hans-Henrik Stølum, uno scienziato della terra dell'università di Cambridge, ha calcolato il rapporto tra la lunghezza effettiva dei fiumi dalla sorgente alla foce e la loro lunghezza in linea d'aria. Anche se il rapporto varia tra un fiume e un altro, il valore medio è leggermente superiore a 3, cioè la lunghezza effettiva è circa 3 volte maggiore della distanza diretta in linea d'aria. In realtà il rapporto è circa 3,14, che è il valore approssimato di π ossia del rapporto tra la circonferenza e di diametro del cerchio. Nel caso dei fiumi, π è il risultato di una battaglia tra l'ordine e il caos. 
  • (Simon Singh)




Penso al fiume, al mio fiume, e spero che anche lui, nella suo semplice scorrere da fiume di montagna e più che altro da fiume toscoromagnolo, sia legato ancestralmente al Pi Greco.


     
     


giovedì 8 marzo 2018

8 Marzo 2018

E nel silenzio
 dei miei pensieri
 infine seppi 
cosa vuol dire 
essere donna.
K.B


Poche parole,e in esse, un mondo di vita.

Le dedico a tutte le donne, consapevole che  il  pensiero che ciascuna ha di se', da forma alla donna che sarà per tutta la vita,  nel suo cielo interiore, al di là di ogni limite, di ogni barriera, di ogni prigione dell'essere.

Buon 8 Marzo alle donne grandi e piccine di tutto il mondo.