mercoledì 12 febbraio 2014

Le regole del gioco

"Dovete imparare le regole del gioco. E poi giocare meglio di chiunque altro"
Albert Einstein



Senz'altro Einstein quando ha elaborato questo aforisma si riferiva alle regole del gioco che governa l'universo, ma quello che è certo è che queste parole si adattano a qualsiasi situazione, basta solo sapere di che gioco stiamo parlando.
 
La nostra vita intera è tutta un gioco, un grande gioco dalle mille sfaccettature, e così ciascuno di noi si ritrova a ricoprire tanti ruoli anche opposti tra di loro. Di volta in volta siamo osservanti e miscredenti, onesti e disonesti, veritieri e menzogneri, coraggiosi e pavidi, seguendo e confermando una volta di più una delle leggi della Dinamica che dice che ad ogni azione, corrisponde una reazione uguale e contraria. Questa legge ce l'abbiamo dentro di noi, e quando per qualche motivo subliminale non la seguiamo più ci snaturiamo, sia nel bene che nel male.
E questo è il gioco che viviamo dalla mattina alla sera e le parole di Einstein, ci seguono nel nostro andare, nella nostra acquisizione delle 'regole' buone e non buone, che ci possono far vincere il nostro grande gioco, sia che questo sia fatto con altri o a discapito di altri. La cosa più importante è imparare bene queste regole, per giocare meglio di chiunque altro, nell'eterna corsa verso una vittoria, che ci faccia lasciare gli altri indietro e ci dia la sensazione  del potere. Dai meandri dei miei ricordi mi viene in mente un cartone animato bellissio, che non ho mai avuto più il piacere di vedere e del quale non so neanche il titolo. Lo vidi una domenica mattina di tanti anni fa, per puro caso alla televisione. Era una lunga marcia di animali che si erano messi in cammino dagli albori della vita fino ad arrivare ai giorni nostri sotto le sembianze della specie umana. La marcia si snodava in un crescendo di monotona violenza sulle note meraviglise sempre più incalzanti del 'Bolero di Ravel'. Ricordo che mi fermai incantata a guardare questa lunga marcia di sempre nuovi animali che nel loro cammino calpestavano e distruggevano gli altri........il tutto seguendo le regole di un gioco, del loro gioco.............o forse più di quelle 'de grande gioco' della Vita,le cui regole affascinanti e terribili, ci sfuggono e ci affascinano, fino a cercarne l'emulazione.

martedì 11 febbraio 2014

Vaingul

Sei stanco? Sei depresso? Ti sembra che niente possa andare peggio di così?

Allora questo è il momento che ti insegni a fare quell'ottimo cocktail.....quello sì....che si chiama.....vediamo un pò, il nome in questo momento mi sfugge, ma gli ingrediaenti li ricordo benissimo.

Per prima cosa ci vuole un shaker. Non ce l'hai? Beh non fare quella faccia da funerale.....lo so che sei a terra, ma così è un pò troppo via! Se non hai uno shaker va benissimo anche un vaso da fiori.......vedi come è facile trovare soluzioni?
Insomma prendi lo shaker e segui le istruzioni

Fai a fettine sottili l'assillo del momento. .ah! Dimenticavo! Prima sbuccialo poi buttalo nello shaker
Aggiungi 10 gocce  di 'mal comune mezzo gaudio'
Aggiungi 10 gocce di 'e chi se ne frega'
Spargi sopra al tutto 2 cucchiai di vetro tritato grossolanamente
Se sei un salutista basta che tu aggiunga 1 dl. di acqua, ma se vuoi che il tuo cocktail sia robusto, vigoroso, esaltante, tonificante, invadente, e che raggiunga comunque il risultato desiderato dopo aver versato l'acqua metti 1/2 dl. di qualsiasi cosa molto forte tipo nitroglicerina o roba similare

shakera lentamente e dolcemente.... poi versa in una coppa di cristallo. Non hai nemmeno quella? Ma insomma  ti manca proprio tutto........non importa! puoi sostituirla con un vaso da fiori più piccolo. Aggiungi una foglia di mentuccia, un ombrellino colorato,  e............il cocktail vaingul è pronto!
Ora senza esitare versa il tutto nel vater, che è il posto dove vivono gli stronzi e tira lo sciacquone!



lunedì 10 febbraio 2014

Chissà perché......

Chissà perché oggi 
sei qui davanti a me
con i tuoi occhi intelligenti
pieni di vita, 
di prati sconfinati.
Mai suddito
ma fedele compagno 
del mio cammino
verso la libertà
nell'orizzonte lontano
che promette
una nuova vita.
Chissà perché oggi!



Già! Chissà perché stamani mi sono svegliata con l'immagine di Bali, il mio bel cane, davanti agli occhi! Un'immagine nitida, grande, rassicurante, che mi parla di affetto incondizionato anche ora che lui non è più vicino a me. Un bel momento, un incoraggiamento, una trasmissione di forza, può venire anche dal ricordo di un cane? Evidentemente sì perché io sento tutto ciò, stamani, ora, in questo momento, in cui, mentre fuori piove ed è tutto grigio, improvvisamente davanti ai miei occhi il cielo si è squarciato e ho rivisto il sole e i campi di grano  e le corse pazze e felici che ho fatto con  il mio cane nel vento,  nella sua forza primitiva e purificatrice.

domenica 9 febbraio 2014

Indiana O'Hara o Rossella Jones

“Il coraggio di immaginare alternative è la nostra più grande risorsa, capace di aggiungere colore e suspense a tutta la nostra vita”


Daniel J. Boorstin -  storico americano


Dopo aver letto tanti, anzi, tantissimi aforismi, mi sto domandando se sono veramente il frutto di una saggezza nata dall'esperienza, o semplicemente il parto di  menti fertili, che hanno ipotizzato situazioni, le hanno proiettate davanti a sé, fino a pensare di averle veramente vissute e poi le hanno regalate alle generazioni future, che nei loro momenti peggiori vanno a leggerle per ritrovare il bandolo della matassa che è la loro vita. 
Chi è felice non va a leggere aforismi, o se lo fa, lo fa superficialmente, poi scuote le spalle e continua a essere felice, della sua felicità, che può essere buona o cattiva, non sta a me giudicare, ma sempre felicità è, oppure una buona imitazione.
...dopotutto, domani è un altro giorno
Ciò premesso, e consapevole che tale premessa non serve a un fico secco, torno all'aforisma che ho letto stamani e che bontà sua, non volendo, e sicuramente facendo storcere il naso al suo autore, che senz'altro, quando l'ha enunciato si riferiva a temi profondi, è riuscito a strapparmi un sorriso, forse il primo che faccio da tre giorni a questa parte..................perché il mio coraggio di immaginare alternative, mi ha portato  a voler essere Indiana Jones.....così subito, senza bisogno di stare a pensarci nenache un attimo. Ma perché proprio Indiana Jones?, mi sono detta subito dopo, facendo questo sorriso che è voluto venir fuori nonostante non abbia un bel niente da ridere in questi giorni..........La risposta è stata fin troppo facile.......quando si vive una vita di m.....da troppi anni, fatta solo di piccole cose e di grandi difficoltà,  se proprio si deve immaginare qualcosa di alternativo, chi meglio di Indiana Jones lo rappresenta? L'avventura, il coraggio, l'imprevedibile, i luoghi misteriosi e affascinanti,la sua capacità di affrontare a testa alta  le difficoltà che incontra sul suo cammino, sono tutti ingredienti del suo personaggio ....e se proprio devo immaginare alternative per aggiungere suspense e colore alla mia vita, io voglio essere Indiana Jones. Ma tu sei una donna, dice la parte razionale di me, e se proprio devi immaginare di voler essere un altro, scegli una donna, non rinunciare ad essere ciò che sei.........o non ti piaceva tanto Rossella O'Hara?
E' vero mi è sempre piaciuta l'immagine volitiva di questa donna, il suo carattere forte, che non si arrende davanti a niente. Faccio un rapido confronto tra i due e sorprendentemente viene fuori un'immagine strana perché Rossella e Indiana sono la stessa persona con l'anima dell'avventuriero, per cui non mi dispiace di riconciliarmi con me stessa ammettendo cedevolmente:
"E va bene! Hai ragione te.......come alternativa sceglierò Rossella, anche se devi convenire con me, che è un pò mignotta!!" Ma la parte coscenziosa di me non ha niente da eccepire su questo piccolo particolare....le va bene così! E se va bene a lei, chi sono io per giudicare?

sabato 8 febbraio 2014

Però......Brindo alla vita!

Miserere, miserere
Miserere, misero me
però brindo alla vita!

 Eh si! E' proprio vero. Niente, neanche le grandi difficoltà, neanche i momenti di buio profondo, potranno impedirmi di brindare alla vita. La vita! Questo dono bellissimo, questo transito di esperienze, questo mistero insondabile. La vita con i suoi colori, i suoi Spazi finiti e infiniti, il suo Tempo sconosciuto e mai uguale.......la Vita.........................
Ma che mistero è la mia vita,
che mistero

e la voglia di sollevarne i veli, di guardare oltre, di sperare oltre........
ma dove sono e cosa faccio
come vivo?

Questa necessità continua nata con i miei occhi, che si guardano intorno, di farmi centomila domande, per sapere chi sono io, qual'è il mio significato, la mia strada, il mio divenire, il mio finire............
vivo nell'anima del mondo
perso nel vivere profondo!

e sentire dentro di me che la mia vita non è fine a se stessa, ma che gioisco, soffro, amo, odio, in funzione di qualcosa che son so spiegare ma c'è.......qualcosa che mi spinge a pregare anche se non lo so fare
 Miserere, miserere
Miserere, misero me
però brindo alla vita!

venerdì 7 febbraio 2014

Blocchi di partenza

Questa piccola parte della mia vita si può chiamare  blocchi di partenza.
Mai, mai arrendersi! E' il ritornello che si ripete dentro di me ad ogni passo che faccio verso la 'montagna' che improvvisamente è di nuovo davanti a me e che di nuovo mi sovrasta con la sua lunga ombra. No! Non mi arrenderò neanche questa volta, e accetterò la sfida della salita, che prevedo aspra e faticosa....un'altra volta.....quante volte nella mia vita? Vuoi essere così avara di felicità con me ....... vita? Non importa!Sarò io che alla fine vincerò la partita....in un modo o l'altro la vincerò, anche se dovessi barare, pur di riuscire ad afferrare anche solo per un attimo la felicità.

giovedì 6 febbraio 2014

Lampi di felicità: il Jukebox

Eccolo là!! pieno di grinta e di colore! Parla di gioventù, di ballo del mattone, di sguardi furtivi mentre si pigiano i tasti per ascoltare la canzone del momento, e si fa la colletta per altri tre dischi. "Dai ragazzi ! Sono solo cento lire!
Ora li puoi trovare come pezzi di modernariato, ma quando avevo io sedici anni erano il pezzo forte di quasiasi punto di raccolta giovanile!
Ricordo ancora le caldi estate della mia gioventù, quando aspettavo impaziente la libera uscita che mi permetteva di andare per ben due ore il pomeriggio a Poggiofanti....il giardino pubblico del mio paese. Anche ora è sempre uguale con i suoi vialetti tra le aiuole e gli alti alberi che parlano ormai di qualche  secolo.
Al  centro una vasca d'acqua con qualche pesce rosso ormai in pensione, che lo puoi vedere fumarsi beato la pipa,  e poi il grande spazio pieno di tavolini e di seggiole e un piccolo chiosco che ai miei tempi vendeva gelati e la 'batida de coco'........ora non so.
E lui era lì, monumentale, rosso e metallizzato, diskjokey dei nostri momenti di svago, di risate, di balli improvvisati, credendo anche di essere bravi. E' lì che ho imparato a ballare l'Hulligally e il Sirtaki, lì che mi sono emozionata ascoltando per la prima volta Stand by me, e così mentre scrivo sento la felicità che arriva da lontano, passa tra le fronde di quegli alberi, scende vicino alla vasca dei pesci rossi e viene lentamente a insinuarsi dentro di me.
Oddio devo scappare! le parole sono le stesse, ma ora devo correre a prepararmi per andare al lavoro, .....allora per tornare di corsa a casa ed evitarmi una rimpacchettata dal mio babbo che non voleva che tardassi neanche un minuto. ....e mentre correvo guardavo i tramonti delle mie estati, che anche ora sono proprio come allora, ma io no, accompagnata dalla musica del Jukebox che suonava ad alto volume 'Quando calienda el sol'.