Stanotte non ho dormito.
Forse ero troppo stanca della giornata appena trascorsa, forse mi ha svegliato qualche rumore....forse doveva andare così.
Il problema è che quando mi capita di non dormire ......penso.E il pensiero è libero, corre dove vuole lui, o dove è chiamato da qualche voce che solo la notte può essere udita E' strano come tutto appaia chiaro di notte. Forse perché è buio, forse perché non c'è niente che mi viene a distrarre, ma la vita mi scorre davanti e io come spettatrice guardo passare davanti ai miei occhi, i fatti, gli eventi, le persone care. Di notte anche i sentimenti si liberano dalle ipocrisie del giorno, e tutto mi appare in una luce diversa, qualche volta impietosa, ma vera. Di notte tutti i miei limiti sono intorno a me, mi dicono chi sono io veramente, mi fanno capire inequivocabilmente i miei errori, .........ma anche quelli degli altri, quelli che caparbiamente non voglio vedere quando sono sveglia e costruisco la mia giornata improntata all'ottimismo in tutte le relazioni che avrò durante il suo scorrere, o cercando di dare una giustificzione a quelle che non avrò, che non ho mai avuto...anche se ci ho provato, ci ho provato davvero.
Mi piace la notte proprio per questo. perché la notte ha una voce che il giorno non voglio sentire. Non mi disturba quella voce, perché non è aggressiva, è solo esplicativa, terribilmente esplicativa e mi dice chi mi vuole bene e chi invece no, e mi dice a chi io voglio bene e a chi invece no. E' una voce che non mente, non blandisce, mette a nudo ciò che invece cerco sempre di coprire. Vengono fuori volti di persone care alle quali voglio bene e dalle quali ormai so di non essere ricambiata, viene fuori l'indifferenza verso situazioni che neanche dentro di me voglio ammettere che mi siano indifferenti, vengono fuori faticosamente, non senza lotta, lo prova il fatto che sono dovuta tornare indietro di tre righe per correggere ciò che avevo scritto, perché senza accorgermene avevo cominciato a parlare in seconda persona, come se queste cose non riguardassero me, ma una persona al di fuori di me. Vengono fuori anche volti di persone per le quali non riesco a provare niente e di altre che mi danno proprio fastidio. ...........
E poi arriva la paura del domani, degli anni che passano, della solitudine, della voglia di non pesare sugli altri, dell'esigenza di respirare comunque sempre quell'aria di libertà che ho scoperto così tardi e che mi piace tanto. E forse è proprio il profumo che ha l'aria della libertà che alla fine mi riconcilia con me stessa e con gli altri, mi fa capire che questi momenti di assoluta verità ci vogliono per capire a che punto è la mia vita, quanto posso aspettarmi dagli altri e quanto anch'io possa ancora dare.
Quando arriva il mattino e l'ora di alzarsi da questa notte insonne, mi accorgo di non essere neanche stanca, nonostante il lavoro cerebrale che ho fatto su di me.....anzi, oserei dire che sono anche soddisfatta di me stessa, per essermi data delle risposte definitive a domande che ora non ci saranno più e per aver capito che nella vita il cambiamente è indispensabile e io sono cambiata e ne ho presco coscienza. Stamani sono una persona diversa da quella che è andata a letto ierisera. Una volta dissi che non si esce mai uguali dai giorni sospesi............ma dalle notti sospese se ne viene fuori proprio diversi!
lunedì 7 ottobre 2013
domenica 6 ottobre 2013
Pranzo della Solidarietà
Oggi 'Pranzo della Solidarietà'.
QuestQuesto pranzo è nato sei anni fa....e stranamente ancora sta reggendo. Tutto il paese contruibuisce alla buona riuscita di questa iniziativa che vuole raggranellare una piccola cifra da destinare ai poveri del nostro Comune. I negozianti ci forniscono gratis i prodotti primi e non c'è macellaio o supermercato che si tiri indietro, le cantine ci regalano il vino, .........insomma ci viene donato tutto, ma proprio tutto. Noi cuciniamo, prepariamo i tavoli, serviamo a tavola con l'aiuto degli Scout, che fin dall'inizio hanno voluto fare la loro parte. Gli altri vengono a mangiare. Si siedono a tavola, stanno insieme, chiacchierano, ridono e poi.....dopo aver lasciato la loro offerta anonima, che infilano in una cassetta se ne tornano a casa. Tutto ciò che raccoglimo viene dato al Sindaco, che poi pensa a ridistribuire in buoni pasto il frutto del nostro lavoro. Una goccia nel mare? E' vero e ne siamo consapevoli, ma come diceva madre Teresa di Calcutta 'Il mare è fatto di tante gocce'.
La prima volta della nostra iniziativa, fu un fiasco colossale e lo fu proprio per colpa nostra, perché avevamo chiamato a mangiare alla nostra mensa proprio i poveri. Si sa che in città queste cose funzionano e funzionano anche più del previsto, in quanto alle mense per i poveri ci vanno i poveri e chi povero non è . Ma lì è tutto più facile. La gente non si conosce, i volti sono anonimi e la dignità è salva. In un paese, andare a un pranzo fatto solo per i poveri vuol dire mettersi un etichetta e questo nessuno lo vuole fare........e non volevamo certo farlo noi, solo che nella foga di fare qualcosa di buono, questo 'piccolo particolare' ci sguggì. E fu così che ci ritrovammo a questo primo pranzo davanti a una montagna di cibo , che dovemmo consumare tutto da soli, insieme alle autorità e ai pochi che riuscimmo a invitare lì per lì.
Capito l'errore, poi tutto ha funzionato benissimo. Al pranzo partecipano categorie di tutti i cittadini e se qualche povero è tra loro, mangia tranquillo, salva la sua dignità e passa qualche ora piacevole. Ma il malloppetto che raccogliamo è proprio tutto per i bisognosi del nostro Comune e di questo siamo contenti.
La giornata è sempre faticosa e piena di imprevisti. C'è sempre qualcosa che non funziona, qualcosa che non è venuta proprio come volevamo, qualcosa che manca, qualcosa che avanza un pò troppo.....ma insomma si fa quel che si può.
Io quest'anno ho preparato la 'ribollita'. Speriamo che sia buona.
sabato 5 ottobre 2013
Lampedusa
Lampedusa! centocinquanta morti, destinati ad aumentare. Persone anonime, che non avranno mai più un nome, venute a morire a pochi metri dalla salvezza. Ragazzi e ragazze e bambini, che cercavano un domani migliore, anche se erano consapevoli che nessuno li vuole, mica solo l'Italia. E' proprio di ieri un servizio in telvisione in cui si vedono settecento persone accampate in una città della Germania,che ora non ricordo quale sia, in cerca di lavoro e sistemazione, forti solo di un visto temporaneo che però lo Stato non accetta.
Ma se pur sapendo queste cose, continuano a sbarcare a Lampedusa che è l'ultima spiaggia delle loro speranze, che situazioni drammatiche, insostenibili si lasciano alle spalle? Tanto drammatiche da fare affrontare un futuro incerto, pieno di pericoli e di incognite, di mortificazioni, di precarietà........pur di venire via dall'inferno?
Il Papa ha detto: Vergogna! Ebbene sì,Vergogna, ma non perché l'ha detto lui anche se è un grande, impavido, coraggioso uomo..........non dovrebbe funzionare così! E invece funziona così e ora tutti a dire Vergogna.....anche l'Europa e anche chi fin'ora se ne è strafregato. Ben venga la vergogna, purché sia vera e non solo perché l'ha detto il Papa. Non è certo il primo caso quello che è successo due giorni fa.......sono anni e anni che Lampedusa si riempie dei tanti morti delle carovane della speranza.......e allora non era forse la stessa vergogna? Possibile che le coscienze si siano risvegliate improvvisamente tutte insieme tanto da far dire a qualcuno che il lutto nazionale che c'è stato ieri, era per coloro che improvvisamente erano diventati 'cittadini italiani' a pieno diritto? E a qualcun altro di dire che avrebbe tolto la bandiera a mezz'asta dal proprio Comune per dissociarsi da questo buonismo?
Che squallore politicizzare anche la morte! La nostra televisione ieri non ha parlato d'altro e nell'altro c'erano le accuse più o meno velate o esplicite che si rimandavano l'uno con l'altro i vari partiti ....in modo politicamente corretto ma sempre politico e quindi laido, e i programmi sono stati sostituiti , ma gli step pubblicitari, quelli sono rimasti tutti a indicare che al di là del lutto, al di là anche di un probabile dolore, c'è sempre il dio denaro e questa è veramente la Vergogna vera, la vera ed unica Vergogna che accomuna tutto il mondo. Per questo dio, si fanno le guerre, si vuole il potere, si scavano le fosse agli altri, si permette che tanta gente venga a morire a Lampedusa, si lasciano i barconi in difficoltà alla deriva, si chiudono le frontiere a chi vuole entrare in cerca di speranza, come se la Terra non fosse di tutti.
Bene! Oggi è il giorno dopo la grande Vergogna..............e ora che si fa? si lascia lentmente cadere il tutto nel dimenticatoio, proprio come è sempre stato fatto fino ad oggi, contentandoci di aver mostrato pubblicamente la nostra Vergogna........ o si continua, si fanno regole, leggi....che tutelino coloro che vengono da noi cercando ancora un domani?
Ma se pur sapendo queste cose, continuano a sbarcare a Lampedusa che è l'ultima spiaggia delle loro speranze, che situazioni drammatiche, insostenibili si lasciano alle spalle? Tanto drammatiche da fare affrontare un futuro incerto, pieno di pericoli e di incognite, di mortificazioni, di precarietà........pur di venire via dall'inferno?
Il Papa ha detto: Vergogna! Ebbene sì,Vergogna, ma non perché l'ha detto lui anche se è un grande, impavido, coraggioso uomo..........non dovrebbe funzionare così! E invece funziona così e ora tutti a dire Vergogna.....anche l'Europa e anche chi fin'ora se ne è strafregato. Ben venga la vergogna, purché sia vera e non solo perché l'ha detto il Papa. Non è certo il primo caso quello che è successo due giorni fa.......sono anni e anni che Lampedusa si riempie dei tanti morti delle carovane della speranza.......e allora non era forse la stessa vergogna? Possibile che le coscienze si siano risvegliate improvvisamente tutte insieme tanto da far dire a qualcuno che il lutto nazionale che c'è stato ieri, era per coloro che improvvisamente erano diventati 'cittadini italiani' a pieno diritto? E a qualcun altro di dire che avrebbe tolto la bandiera a mezz'asta dal proprio Comune per dissociarsi da questo buonismo?
Che squallore politicizzare anche la morte! La nostra televisione ieri non ha parlato d'altro e nell'altro c'erano le accuse più o meno velate o esplicite che si rimandavano l'uno con l'altro i vari partiti ....in modo politicamente corretto ma sempre politico e quindi laido, e i programmi sono stati sostituiti , ma gli step pubblicitari, quelli sono rimasti tutti a indicare che al di là del lutto, al di là anche di un probabile dolore, c'è sempre il dio denaro e questa è veramente la Vergogna vera, la vera ed unica Vergogna che accomuna tutto il mondo. Per questo dio, si fanno le guerre, si vuole il potere, si scavano le fosse agli altri, si permette che tanta gente venga a morire a Lampedusa, si lasciano i barconi in difficoltà alla deriva, si chiudono le frontiere a chi vuole entrare in cerca di speranza, come se la Terra non fosse di tutti.
Bene! Oggi è il giorno dopo la grande Vergogna..............e ora che si fa? si lascia lentmente cadere il tutto nel dimenticatoio, proprio come è sempre stato fatto fino ad oggi, contentandoci di aver mostrato pubblicamente la nostra Vergogna........ o si continua, si fanno regole, leggi....che tutelino coloro che vengono da noi cercando ancora un domani?
venerdì 4 ottobre 2013
Raccontami una favola
Ieri sera, mente cercavo in internet alcune poesie di Dino Campana, cliccando casualmente in qua e in là, mi sono capitate davanti agli occhi alcune fotografie di Marradi, ma non foto comuni, bensì documenti che riguardano la seconda guerra mondiale e più precisamente il bombardamento che rase al suolo Biforco, la piccola frazione, nella quale noi abbiamo la casa dei miei nonni, che fortunatamente rimase illesa. Era da tanto che cercavo qualche fotografia così e trovandomela sotto gli occhi del tutto inattesa, mi ha riempito di emozione. Ne ho fatto un ingrandimento e ho chiamato la mia mamma dicendole: "Vieni ti voglio far vedere una cosa!" Dopo cinque minuti è arrivata 'La lumachina di Pinocchio' come noi la chiamiamo un pò affettuosamente, un pò per farla arrabbiare....................."Guarda!" le ho detto e lei dopo un attimo di perplessità, si è illuminata nel viso, nonostante la fotografia riproducesse una scena non proprio aulica. "Mo.... è T'furc!(Ma.... è Biforco!) ha detto in romagnolo" ed è stato come se il tempo fosse
scomparso dai suoi occhi, se ne fosse andato lontano lontano e nel suo corpo di vecchia signora ottantottenne tornassero prepotentemente due occhi ridenti di giovane ragazza.
E allora io le ho detto come facevo da bambina "Raccontami una favola!" e lei non se l'è fatto ripetere due volte.
"Avevo diciannove anni quando Biforco fu bombardato. Avevamo avuto anche prima vicende amare e pericolose, ma mai come quel giorno. Arrivarono improvvisamente , le fortezze volanti. Erano grandi e erano tante. Si sentì un rombo che si propagò per tutta la valle, ingigantito dai monti che facevano corona....... e eco. Non l'ho mai dimenticato quel rumore, sai, e anche oggi, quando sento passare un aereo che vola basso, mi vengono i brividi. Un giorno di guerra cominciato come tutti gli altri, nella Linea Gotica, dove appunto eravamo noi, si tramutò nel giro di pochi minuti in un orrore infinito. L'obettivo era la lina ferroviaria, che invece rimase quasi del tutto illesa, mentre le case vennero rase al suolo e con loro vennero uccise tante persone...tante.......!Il nostro è un piccolo paese e ci si conosceva tutti.... Quando cominciammo a sentire i primi sibili delle bombe che cadevano ed esplodevano con fragore, mi ricordo che un uomo che in quel momento era vicino a me disse: "Scappiamo gente....questa è per noi!" e si buttò fuori nella strada, correndo forte.....e fu così che morì. Io ero impietrita, dentro il portone, che è proprio in questa fotografia che hai ritrovato. Dopo alcuni istanti non si vedeva più niente. L'aria era piena di fumo e di polvere e così rimase per tanto tempo.....neanche quello l'ho più dimenticato sai!.E poi con la stessa velocità con cui era cominciato, il bombardamento finì e uno strano silenzio scese intorno a noi. Lentamente cominciammo a uscire dai ricoveri di fortuna nei quali ci eravamo riparati, stupiti di essere ancora vivi. Il nostro paese non esisteva più. Il ponte che attraversava il fiume non esisteva più e al suo posto c'era un baratro. Cumoli di macerie ci dicevano dove prima erano le case......e i corpi dei nostri paesani, dei nostri amici......ci conoscevamo tutti lì.............Su un cumolo di macerie, quella che era stata la mia maestra, venne ritrovata, illesa in stato confusionale e completamente nuda..........mentre lo Scmith (detto in romagnolo), quel signore tedesco che abitava in quello che poi ti ho sempre detto che da allora si chiama 'L'orto dello Scmith', perché di casa non c'era rimasto niente, fu ritrovato morto. Lo Scmith era un signore che ci aveva sempre messo soggezione, per la sua lunghissima barba. Quando fu ritrovato, la barba gli copriva tutto il volto, per il forte spostamento d'aria che aveva subito.....e nessuno riuscì più ad abbassargliela.............Dopo, come ti ho detto altre volte, i tedeschi ci fecero sfollare e andammo tutti a ........Zattaglia!........e quello è un altro discorso e un'altra paura............."
Quanta emozione nella voce della mia vechia signora! E anche in me. E per tutta la sera la mia mamma ha continuato a tirare fuori dai recessi dei ricordi, qualche episodio, qualcosa di inedito, che ancora non sapevo e i suoi occhi per tutta la sera hanno conservato una luce diversa da quella degli altri giorni. Non è poco, non è poco!
| Biforco dopo il bombardamento aereo del '44 |
E allora io le ho detto come facevo da bambina "Raccontami una favola!" e lei non se l'è fatto ripetere due volte.
"Avevo diciannove anni quando Biforco fu bombardato. Avevamo avuto anche prima vicende amare e pericolose, ma mai come quel giorno. Arrivarono improvvisamente , le fortezze volanti. Erano grandi e erano tante. Si sentì un rombo che si propagò per tutta la valle, ingigantito dai monti che facevano corona....... e eco. Non l'ho mai dimenticato quel rumore, sai, e anche oggi, quando sento passare un aereo che vola basso, mi vengono i brividi. Un giorno di guerra cominciato come tutti gli altri, nella Linea Gotica, dove appunto eravamo noi, si tramutò nel giro di pochi minuti in un orrore infinito. L'obettivo era la lina ferroviaria, che invece rimase quasi del tutto illesa, mentre le case vennero rase al suolo e con loro vennero uccise tante persone...tante.......!Il nostro è un piccolo paese e ci si conosceva tutti.... Quando cominciammo a sentire i primi sibili delle bombe che cadevano ed esplodevano con fragore, mi ricordo che un uomo che in quel momento era vicino a me disse: "Scappiamo gente....questa è per noi!" e si buttò fuori nella strada, correndo forte.....e fu così che morì. Io ero impietrita, dentro il portone, che è proprio in questa fotografia che hai ritrovato. Dopo alcuni istanti non si vedeva più niente. L'aria era piena di fumo e di polvere e così rimase per tanto tempo.....neanche quello l'ho più dimenticato sai!.E poi con la stessa velocità con cui era cominciato, il bombardamento finì e uno strano silenzio scese intorno a noi. Lentamente cominciammo a uscire dai ricoveri di fortuna nei quali ci eravamo riparati, stupiti di essere ancora vivi. Il nostro paese non esisteva più. Il ponte che attraversava il fiume non esisteva più e al suo posto c'era un baratro. Cumoli di macerie ci dicevano dove prima erano le case......e i corpi dei nostri paesani, dei nostri amici......ci conoscevamo tutti lì.............Su un cumolo di macerie, quella che era stata la mia maestra, venne ritrovata, illesa in stato confusionale e completamente nuda..........mentre lo Scmith (detto in romagnolo), quel signore tedesco che abitava in quello che poi ti ho sempre detto che da allora si chiama 'L'orto dello Scmith', perché di casa non c'era rimasto niente, fu ritrovato morto. Lo Scmith era un signore che ci aveva sempre messo soggezione, per la sua lunghissima barba. Quando fu ritrovato, la barba gli copriva tutto il volto, per il forte spostamento d'aria che aveva subito.....e nessuno riuscì più ad abbassargliela.............Dopo, come ti ho detto altre volte, i tedeschi ci fecero sfollare e andammo tutti a ........Zattaglia!........e quello è un altro discorso e un'altra paura............."
Quanta emozione nella voce della mia vechia signora! E anche in me. E per tutta la sera la mia mamma ha continuato a tirare fuori dai recessi dei ricordi, qualche episodio, qualcosa di inedito, che ancora non sapevo e i suoi occhi per tutta la sera hanno conservato una luce diversa da quella degli altri giorni. Non è poco, non è poco!
giovedì 3 ottobre 2013
Miao miao
I gatti, come i cani, hanno sempre fatto parte della mia vita, specialmente da quando mi venne l'idea di mettere un gattino vicino a mia figlia che allora aveva otto anni....... per via della toxoplasmosi, sperando che la contraesse e la sollevasse da problemi futuri. Fu amore a prima vista e non solo per il gattino in questione, ma per tutta la specie felina, un amore che non è mai scemato e che forse l'ha guidata sulla strada lavoratia che poi ha intrapreso. Maranello, chiamato così dai miei maschietti, a quei tempi appassionati di Formula 1, un gatto nero,terribile,decisamente agguerrito e intraprendente, diventava dolce ed arrendevole solo con lei.
Naturalmente anche quando ero ragazza avevo avuto gatti per casa, mail mio rapporto con loro era abbastanza superficiale. Mi piacevano quegli adorabili pigroni che mi guardavano con occhi di sfinge, li cocolavo per un pò e poi me ne andavo giocare e per il resto il compito di accudirli era tutto di mia madre, che con loro aveva costruito lo stesso rapporto che poi ha ereditato mia figlia.
Anche ora che di gati per casa ne ho quattro, il mio rapporto con loro non è cambiato, ma li guardo con occhi diversi. Mi piace studiarli, prevedere i loro atteggiamenti, cercar di capire il loro linguaggio, andare oltre l'impenetrabilità apparente del loro sguardo, studiarne la personalità, che vedo così diversa tra di loro, proprio come tra noi uomini. Comincio a capire perché venissero tenuti in alta considerazione dagli antichi Egizi. E' il loro spiruito libero che mi affascina. Un gatto non sarà mai suddito di nessuno. Un opportunista sì, ma mai suddito.......................
“Senti Allan, mi è venuto in
mente che gli unici che possono darti una mano a sciogliere questo
nodo sono Renny Renny Chopper e Doraimon”
“Renny….chi?” domando
allibita. Ma che nomi sono questi e più che altro chi sono queste
persone?
“Fiffin è già andata a chiamarli
e tra un attimo saranno qui. Quello che posso assicurarti è che loro
ti daranno sicuramente un buon aiuto. Se c’è qualcuno che può
individuare tra la gente persone dotate di particolari sensibilità,
questi sono sicuramente loro due. Eccoli che arrivano”
Mi sono girata, seguendo lo sguardo
di Igir, ma l’unica cosa che sono riuscita a vedere è la piccola
Fiffin, la piccola gentile ninfa, che torna verso di noi con due
splendidi gatti. Dietro di loro non vedo nessuno. Forse arriveranno
tra un po’.
“Allan, questi sono Renny Renny
Chopper e Doraimon. Loro ti potranno aiutare”.
“Loro mi potranno aiutare?”
guardo incredula i due micioni che sono davanti a me e mi viene una
risata irrefrenabile, che però mi muore in gola, nello stesso
momento in cui mi accorgo che loro mi stanno salutando. Non parlano,
no davvero, ma io ho sentito distintamente queste parole: ciao Allan,
piacere di conoscerti.
No! Non può essere. Decisamente io
sono impazzita e non capisco più niente. Non è possibile che i
gatti parlino, e soprattutto non è possibile che io debba affidare
le sorti di Sirìn a due gatti!
“Capisco le tue perplessità
Allan, ma ti assicuro che il loro sarà un aiuto serio e sicuro.
Fidati di loro!” Igir mi dice queste parole con grande dolcezza.
Capisce il mio smarrimento e cerca di rincuorarmi e tranquillamente
farmi rientrare in me.
“Ma Igir, come posso fare? Non
posso portarmi due gatti ovunque io vada. Figurati se nel posto dove
lavoro vogliono avere gatti tra i piedi! Temo che non se ne possa
fare di niente” ho detto sconsolata
“Per piacere Allan, fidati di me,
vuoi?…….Sì? Va bene allora! Lascia fare a loro e non
preoccuparti. Renny e Doraimon troveranno il modo giusto per fare il
loro lavoro e tu avrai solo il compito di accorgerti quando avranno
individuato la persona giusta alla quale porre il tuo quesito!
Credimi Allan, se le persone fossero meno scettiche e più fiduciose,
il mondo andrebbe molto meglio!”
Tratto da "Time"
mercoledì 2 ottobre 2013
lampi di felicità: Amici miei
L'umorismo è la capacità intelligente e sottile di rilevare e rappresentare l'aspetto comico della realtà.
(presa pari pari da Wikipedia)
Eureka!!!!
Allora, se questo è vero, io che ho un gran senso dell'umorismo, sono intelligente. E ho anche un'intelligenza sottile.......non lo dico io, lo dice Wikipedia.
Torniamo con i piedi per terra. E' vero! in molti casi l'umorismo , anche contro la mia volontà, entra a far parte dei fatti della mia vita e mi accorgo che anche le cose più spiacevoli, quando riesco a vederle dal lato umoristico, diventano un pò meno pesanti. Non sempre mi riesce di rappresentare l'umorismo nella realtà, anche se qualche volta invece l'ho fatto, ma mai da sola. Per tirare fuori la parte più vera di me ho sempre bisogno del piccolo gruppo degli 'Amici miei', di qualcuno che mi venga dietro,mi assecondi con entusiasmo.....ma se questo accade allora vedo il mondo in 'rosa' e la vita mi appare proprio bella
Ricordo una notte che ci vide girovagare per tutta la città a dare il nostro contributo umoristico per il primo di aprile alla triste raltà dei nostri giorni. Finita la parte lavorativa che prevedeva pennelli e colla, ci pigiammo in macchina ridendo come matti. Ricordo che a un certo punto guardai il cielo. Era ammantato di stelle e mai mi pave così bello,perché mi sembrò che anche le stelle ridessero. Fu una sensazione liberatoria e allo stesso tempo di grande calore umano. Ero insieme a quelli ai quali voglio bene, a fare qualcosa che non faceva del male a nessuno, anzi, avrebbe provocato sincere risate e basta.
E così fu. Il giorno dopo, con l'aria più innocente del mondo ce ne andammo a verificare se sapevamo ridere solo noi o anche gli altri.C'erano capannelli di persone che ridevano proprio di gusto e commentando ciò che noi avevamo detto, ci aggiungevano del suo. Che bel momento e che bella cosa ritrovarsi dentro di tanto in tanto un pò di sano umorismo che ridimensioni i fatti della vita e più che altro sentirsi intelligente.......tanto se non me lo dico da me non me lo dice nessuno!
martedì 1 ottobre 2013
La bilancia
Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma
sono in tanti.
Ettore Petrolini
Ma è propio vero per la miseria! Era vero ai tempi di Petrolini e continua a essere vero anche oggi, che di anni ne sono passati tanti e ci si vanta del nostro progresso sociale e della nostra 'modernità'.
Robin Hood prendeva il denaro ai ricchi per darlo ai poveri ed era considerasto un brigante, i moderni Robin Hood prendono il denaro ai poveri per darlo ai ricchi e siedono su importanti scranni.
E la Giustizia? Qualcuno di voi l'ha vista?
La Giustizia non è mossa dalla fretta...e quella di Dio ha secoli a disposizione, dice Umberto Eco, ma un uomo ha una sola vita e un tempo limitato, aggiungo io e mi dico anche molto schifata di dover costatare che l'aforisma di Petrolini centra in pieno il problema attuale della nostra società. Anche oggi si prende al povero che non ha voce per chiedere giustizia e non può fare altro che sottomettersi all'iniquità e chinare il capo.
Ma verrà il giorno .................!
Ettore Petrolini
Ma è propio vero per la miseria! Era vero ai tempi di Petrolini e continua a essere vero anche oggi, che di anni ne sono passati tanti e ci si vanta del nostro progresso sociale e della nostra 'modernità'.
E la Giustizia? Qualcuno di voi l'ha vista?
La Giustizia non è mossa dalla fretta...e quella di Dio ha secoli a disposizione, dice Umberto Eco, ma un uomo ha una sola vita e un tempo limitato, aggiungo io e mi dico anche molto schifata di dover costatare che l'aforisma di Petrolini centra in pieno il problema attuale della nostra società. Anche oggi si prende al povero che non ha voce per chiedere giustizia e non può fare altro che sottomettersi all'iniquità e chinare il capo.
Ma verrà il giorno .................!
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