lunedì 6 maggio 2013

Se dipende da me

"Se dipende da me, voglio essere felice"
da Piccoli Pensieri di Kind Butterfly



Ma dipende da me? E chi lo sa!
Ma posto per un attimo che tutto sia nelle mie mani, mi pongo davanti alla mia strada della felicità e alla sua segnaletica che dice: strada stretta,dissestata,  in forte salita, con pericolo di frane e massi cadenti.
Non è una strada incoraggiante. Vale la pena avventurarsi in quello che sembra più un viottolo pieno di pericoli, che una strada della felicità?
Guardo le mie poche certezze che sono un buon paio di scarpe da trekking e un ramo secco ma robusto che vedo ora sul ciglio della strada e che potrà diventare il bastone a cui appoggiarmi nei momenti di pericolo. Camminare mi è sempre piaciuto, scoprire il paesaggio che c'è sempre dopo ogni curva anche!
Può essere sufficiente per andare alla ricerca della felicità? Mi accorgo che c'è anche una terza cosa di cui sono la felice proprietaria: la curiosità. Che ci sarà in cima a quella strada? Che aspetto avrà la felicità? A entrambe le domande rispondo "Non lo so!", ma perbacco,.......se è vero che dipende da me scoprire quel volto, non mi tirerò di certo indietro.............
Se poi trovare la felicità non dipende da me,........vorrà dire che avrò fatto una passeggiata!
Intanto mi sto accorgendo di aver  già cominciato il mio cammino: Lo sento dal fiatone che mi è già venuto  sulla  ripida salita che sto affrontando. Speriamo bene!   

domenica 5 maggio 2013

Quattro passi

Oggi piove!

 E ripenso al pomeriggio di ieri, quando siamo andati a fare la nostra annuale passeggiata alla casa natale della nostra santa. Una passeggiata cominciata dieci anni fa quasi per scommessa e sotto forma di processione ed evolutsi rapidamente in quella che oggi chiamiamo 'quattro passi', completamente diversa,  decisamente più accattivante, sicuramente più divertente. Oggi si cammina, si chiacchiera, si ride, si canta......e una volta arrivati a destinazione ci buttiamo sulla ricca merenda che la mattina preparo in previsione dell'appetito che l'aria e i movimento, farà venire. E l'appetito non manca mai. E' un modo diverso di pregare insomma...........che mi è molto più congeniale. E' l'omaggio a una piccola grande donna che un giorno nacque in questa campagna,
Ieri era una giornata bellissima, anche se il colore dell'aria era già ricco di quell'umidità che oggi sarebbe diventata pioggia, ma ieri era ieri e noi ce ne siamo andati a zonzo per le strade di campagna, tra i campi verdi, e i fiori selvatici e per un pò di ore abbiamo lasciato alle nostre spalle il caos del traffico, dei posteggi che non si trovano, del turismo selvaggio.
La nostra meta è solo una casa di campagna dove negli anni del milleduecento nacque una bambina che poi illuminò il suo paese con una nuova stella: sant'Agnese. Puoi credere o non credere, non è questo che importa. Importa invece la sua vita, spesa al servizio del prossimo e riccamente documentata, dove si parla di servizio (che noi scout dovremmo conoscere bene) e di tensione continua verso gli altri e verso il superamento di se stessa. Questa vita, come la vita di ogni altro santo ci dice che è possibile vivere in una maniera migliore, ed è solo quello che io voglio vedere e non tutto il devozionismo che poi invece viene loro appiccicato addosso,  solo questo, perché sono uomini e donne proprio come noi, che hanno saputo dare alla loro vita un'impronta diversa.
E che merenda ragazzi! Pane fatto in casa con capocollo e salame, ciaccia con cipolle e formaggio, ciaccia arrotolata con frittata alle erbette, formaggio pecorino e salamino piccante, crostata con marmellata di susine e dolci farciti con la nutella. Il tutto annaffiato dal nostro buon vino e per i bambini aranciata e coca cola. 
Il tutto spazzolato in dieci minuti e ........averne ancora!!

sabato 4 maggio 2013

Brick

Ieri ho visto un cane maestoso, dall'inconfondibile color miele, con le fattezze di un pastore tedesco, anche se forse non lo era..........e immediatamente mi è tornato in mente Brick perché neanche lui lo era se non al 50%, l'amico- nemico di Bali, con il quale , quando erano insieme dovevano stare sempre divisi da una rete, col rischio che si azzannassero, per la forza con cui si mostravano da lontano sempre i denti e si rizzava il pelo sulla schiena, mentre le loro code, tese come scimitarre, dichiaravano guerra. Mi resi conto che invece era tutta una simulazione di forza, una messinscena........ un giorno in cui riuscirono a liberarsi entrambi ed io mi ritrovai nel mezzo di un carosello, dove volavano 'roaaaarrrr e bau e gnak e kaikaiiiii' e chi più ne ha più ne metta, e io in mezzo a loro giravo come una trottola. Molto fumo e poco arrosto......anzi punto arrosto.
Rimasi stupita, ma non completamente convinta e pensai che forse non si erano fatti male per rispetto a me che ero nel mezzo. Che presunzione la mia!!
Dunque continuarono a stare divisi e il tempo passò. Poi fu Bali a prendere l'iniziativa.  Un giorno mio figlio di ritorno dall'università, passò a salutarmi al lavoro e poi andò a vedere i cani. Dopo cinque minuti lo vidi tornare sorridente e sorpreso lui stesso. "Bali e Brick sono isieme!" "Ma dai dicemmo noi...non è possibile!!" e ci precipirtammo tutti a vedere, convinti di trovarci davanti a  una sorta di Waterloo per uno dei due. Macché! I ragazzi pelosi erano insieme, tranquilli nel grande prato di Brick. Bali aveva scavato sotto la rete ed era passato dall'altra parte, convinto che era meglio essere in due e magari liticare qualche volta, piuttosto che stare da solo.
Da allora sono sempre stati insieme. dividendo pappa, acqua  e mosche e hanno passato anni tranquilli, facendo contenti loro stessi e noi.

C'è anche un insegnamento in tutto ciò: se anche  noi uomini qualche volta ci comportassimo guardando a ciò che fanno gli animali, forse ci guadagneremmo qualcosa in civiltà.


Grazie a Rocco che un giorno immortalò il suo cane.



Brick

Abbaiavi alla vita
Che scorreva dentro di te
Sempre in movimento
Cercando qualcosa
O qualcuno?
Accogliesti Bali
Nel tuo angolo
E nel tuo cuore
Ora Bali ti guarda
Gli manca la gioia
Di vederti correre
Di mettere il tuo muso tra qualche sasso
Per cercare qualche incauta lucertola
O alzare gli occhi al cielo
Per cercare di carpire
Il volo degli uccelli.
I tuoi occhi Brick
Erano belli
E allo stesso tempo malinconici
Sapevi?
Quando ti rivedevo
Mi guardavi con certi occhi
Che mi toccavano il cuore
Era un rimprovero
Lo so.
Ti consolavano due mani amiche
Su cui riversavi il tuo affetto
Chiedendo con gli occhi
Perché?
Ora tu corri
Su praterie immense
Finalmente libero
Ogni tanto ti fermi
E drizzi gli orecchi annusando nell’aria
Come mai tarda?
Un giorno correremo insieme
Leggeri
E ci saranno
Anche quelle due mani amiche
E ci sarà anche Bali
E ci accovacceremo tutti e quattro
Dietro ad una duna
Aspettando che il sole tramonti
Per cantare alla luna
Il nostro canto .

venerdì 3 maggio 2013

Sotto cento bandiere



Un pò di tempo fa mi è capitata una cosa banale, che però mi ha fatto riflettere.
La mia distrazione che è forse pari alla mia fatasia e quindi tanta, mi ha fatto perdere nuovamente la tesserina dei punti del supermercato che avevo appena rinnovato....credo due mesi prima.
Infatti ero stata un periodo senza e mi mancava perché non riuscivo più ad accumulare i punti che mi servivano per avere il regalo che avevo scelto. La cosa strana è che però, quando l'ho persa nuovamente, non mi sono turbata più di tanto e mi sono limitata a dire alle cassiere che non la rinnovavo. Mi sono anche domandata di sfuggita il perché di questa decisione, poi non ci ho pensato più.
Questo per due settimane, poi per tre, poi per due mesi, poi per quattro e in tutto questo tempo si ripeteva sempre lo stesso ritornello.
Arrivavo alla cassa e la domanda di prassi era:" Mi da la tessera?" seguita dall'altrettanta ovvia risposta "Mi dispiace non la trovo più!" E così fino all'altro giorno. Arrivo alla cassa per pagare, la cassiera mi fa la solita domanda, io do la solita risposta, ma stavolta qualcosa cambia nel copione, perché a un tratto lei riprende con aria quasi risentita:" Non capisco perché ancora non è andata a farsela rifare!" "Bella domanda!" rispondo io e senza neanche starci a pensare riprendo:" Sa perché? Non mi sentirei più libera....Ecco ora ho capito perché non mi decidevo a rifarla!" Un signore che era lì vicino è entrato nel discorso e mi ha detto: "Come la capisco. Ha proprio ragione!".
In effetti, forse anche grazie alla conferma di questa persona che conosco molto bene e della quale ho la più grande stima, ho capito che veramente anche quella piccola e innocua tessera non mi faceva sentire libera nelle mie scelte, condizionandomi a determinati acquisti, o a determinati prodotti.
Era da tempo che riflettevo sulle tante tessere che ci condizionano l'esistenza e ci impediscono di avere quell'autentica libertà di scelta e di pensiero che vorremmo avere. Le parole di quel signore mi hanno spinto a scrivere il mio pensiero.
E va bene...aggiungo la didascalia. Ch'aggi'a ddi? Le bandiere mi sono sempre piaciute un sacco, le tessere molto di meno


Io, arrivata alla mia età, che, senz'altro con molta presunzione, reputo ancora verde, anche se di un verde più sbiadito di quando avevo vent'anni, un verde oserei dire pieno di macchie rugginose, ma senz'altro più tignoso, io dicevo, non sopporto neanche più i condizionamenti che mi do da sola, figuriamoci quelli che mi vengono suggeriti dall'esterno, col nobile intento di fare ...il mio bene!
Eppure sembra che nella nostra vita tutto concorra a tesserarci e a marchiarci, neanche fossimo un branco di pecore, che devono avere il segno di riconoscimento per non essere confuse con quelle degli altri.
Fin da quando siamo bambini veniamo codificati e spinti a identificarci con quella o quell'altra associazione, che diventa la migliore, quella che non sbaglia mai, quella che ha la verità in tasca, e su, su finché si cresce e cominciamo ad avere anche qualche idea politica. Ma anche la politica richiede un allineamento e quindi una tessera, e la certezza che i fortunati possessori di tale tessera siano gli illuminati e gli altri dei poveri stupidi che non sanno nemmeno dove vanno.
Dalla politica alla scelta di fede, il passo è breve, quasi scontato, e anche lì ci sono tessere a non finire piene di simboli e di parole del vangelo, quasi che Gesù sia venuto a fare propaganda e a dire che sì, se credi sei bravo, ma se credi con un simbolo che ti dichiara appartenente a un'associazione sei ancora meglio.
Ne ho viste, una volta, moltissime in un album di una collezione privata e devo dire che mi sono anche piaciute , ma senza divagare e tornando subito a me devo dire che mi è piaciuto molto anche tutto il simbolismo degli scout ai quali appartengo da una vita ormai, tessera compresa, ideale compreso. Quindi so bene di che si parla e di quanto possiamo diventare faziosi.
A distanza di tanti anni però, se non fossi riuscita a fare un certo tipo di cammino, penserei di me che non sono riuscita a crescere neanche un pò.
Invece lentamente, l'esteriorità dell'appartenenza all'associazione è scemata, o meglio ha preso il giusto posto ed è rimasto l'ideale, e con lui la libertà. La libertà di poter dissentire da determinate idee e di andare oltre e devo dire che mai come oggi mi sono sentita scout, dentro di me.
Allo stesso modo, per tutte le mie altre scelte mi ritrovo ad andare oltre i partiti, in politica; oltre i movimenti e le varie correnti, e anche oltre la mia stessa religione,  nella fede.
Sfrondate da tutti questi rami che dovevano essere potati, le mie certezze oggi sono poche,ma inossidabili: credo fermamente nel messaggio del Vangelo e credo con altrettanta fermezza che oggi nel nostro martoriato mondo c'è bisogno di onestà, al di là di ogni tessera e di ogni simbolo.
Forse il riappropriarsi della propria libertà di pensiero fa parte dell'età, di una certa maturità, ma la sensazione è molto bella e incoraggia a seguire questo cammino, senza per questo sentirsi asociali, o falliti, o............peggio ancora,  superiori a nessun altro.
Logicamente ciascuno la vede come vuole e quello che a me sembra bello, ad altri può sembrare stupido e anche peggio, ma tant'è!
Riappropriarsi dei propri pensieri prevede anche questo: essere capiti o no.
Ma a questo punto non ha nessuna importanza.
L'importante alla fine è essere se stessi, possibilmente senza il bisogno di cento bandiere.

(Mi sono accorta che il titolo che ho dato a questo post, non è molto adatto all'argomento che ho trattato, ma mica potevo intitolarlo "Sotto cento tessere"........non rendeva l'idea via! Invece le bandiere la rendono l'idea eccome! Anche se è un'idea tutta diversa. Per me le bandiere sono bellissimee in me risvegliano sempre un sentimento patriottico e allora mi sono fatta prendere da questo sentimento positivo, per trattarne invece uno che a parer mio è la negatività assoluta)


giovedì 2 maggio 2013

Bene, grazie!

La mia mamma mi ha sempre detto che fin da quando ho imparato a parlare, se qualcuno mi chiedeva come stavo io imperturbabile rispondevo "Bene, grazie!" anche se avevo la febbre a quaranta. 
Non ho perso l'abitudine neanche ora che ho imparato a parlare ormai da un bel pezzo e che di bischerate ne ho dette tante. 
Posso essere triste, posso sentirmi sfuggire il terreno sotto i piedi, posso stare raccogliendo i cocci della mia vita, posso.....................................................fare qualsiasi cosa, ma se qualcuno in quel momento mi chiede come sto io continuo a rispondere "Bene grazie!".
Forse il mio è un tentativo di esorcizzare la sfiga, che è sempre stata così presente nella mia vita, forse un tentativo ancora più ampio di aggirare il destino, forse è semplicemente una tensione all'ottimismo, forse ancora più semplicemente è una preghiera rivolta al cielo con il seguente discorsetto sottinteso"Guarda io dico che va bene, perché ti ringrazio che sono qui, che ho avuto il dono della vita.....ma tu mettici qualche volta una manina affinché questo "Bene, grazie" non sia sempre una bugia.........."
E devo dire che qualche volta quello lassù mi ha ascoltato e la manina ce l'ha messa veramente per cui ci sono stati anche dei "Bene, grazie" che erano proprio veri e molto sinceri.
E siamo a oggi e oggi piove, per cui lo spirito è soggetto alla malinconia quasi cortituzionalmente. Quando capitano mattine così autunnali in un contesto primaverile in cui tutto dovrebbe parlare di rinascita, di colore, di profumo, senti che qualcosa non va per il verso giusto. E quando questa mattinata capita in un periodo che per te non è tento bello, è normale che lo spirito si afflosci e che tu ti senta fregato anche dalla primavera e dalla speranza che porta con sé. Tutti si sentirebbero così e sarebbe normale....tutti ma non io.                                 
Primo, perché a me queste mattinate piacciono tantissimo, mi infondono dolcezza, mi trasmettono quel tepore che si sente sotto le coperte..........come se la primavera che è sotto una coltre di nuvole, mi riscaldasse senza aggredirmi; secondo perché il mio "Bene, grazie" riassume in due parole quell'aforisma che lessi per la prima volta tanti anni fa e che feci mio:"Bello il girasole che nonostante ogni tempesta continua caparbiamente a girarsi verso il sole!". 
E mi accorgo che non solo vado comunque incontro alla vita, ma che ci vado con immutata speranza e più che altro mi accorgo che se un giorno ho scritto che per me gli aforiasmi sono i Bignami dell'esperienza, sono riuscita anche a sintetizzare un aforisma in due parole e quindi a fare il Bignami di un Bignami. Ragazzi! Questo è un motivo per essere contenti per il resto della giornata, se non viene niente di meglio naturalmente..............

mercoledì 1 maggio 2013

Una risata, dai fatemela fare,ne ho così bisogno!

Sono stanca, anzi stanchissima! Il 1° di maggio per me, da ormai molti anni, è una giornata lunghissima, faticosa, piena di lavoro e di gente. Qualche volta questa giornata finisce con la soddisfazione di aver fatto  le cose per bene e di aver mandato a casa la gente soddisfatta, altre volte è meno entusiasmante, ma non meno lavorativa.
Ma che bella risata!!!!
Il mio compito principale il giorno del 1° di maggio è quello di fare la padrona di casa, nel posto dove lavoro, e come fa ogni brava padrona di casa, offrire rinfreschi a chi viene a fare visita. Il problema è che di visite nel giro di tre ore ne ho ricevute più di duecento e preparare rinfreschi per duecento persone, non è roba da poco, specialmente per come l'intendo io, che a partire dal pane per finire ai dolci, faccio tutto in casa, usando una fantasia che per fortuna non mi manca................però il tutto è molto faticoso.
Poi la giornata continua con altre incombenze e la sera le gambe non si sentono più e il cervello ha fatto l'autostop per andare a passare una giornata nella riviera romagnola, dove il mare sarà senz'altro brutto ma ci si può rigenerare un pò  con tutte le attrattive......che sono tante e molto entusiasmanti. Almeno credo! Perché io ci vado solo metaforicamente.
Fatto sta che stasera quando finalmente sono tornata a casa ero veramente cotta e per rilassarmi un pò mi sono messa  cinque minuti al computer  a leggere le notizie. Poi mi è capitata questa e mi è venuto talmente da ridere, che mi è passata anche la stanchezza. Io spero che abbiate tutti già mangiato, perché non vorrei far correre il rischio a nessuno di vomitare, ma la chicca mi è sembrata talmente carina, che mi piace condividerla. Eccola!



(AGI) - Roma, 29 apr. - Contrordine genitori, mangiarsi le caccole del naso fa bene alla salute. Ne e' convinto un professore di Biochimica dell'universita' canadese di Saskatchewan, Scott Napper, secondo cui il gesto - tipico dei bambini - potrebbe essere un modo istintivo per rafforzare il sistema immunitario. Lo riferisce l'emittente Cbc.
  La mucosa nasale, spiega lo scienziato, intrappola attraverso il muco germi e virus. Mangiare questi agenti patogeni, allora, potrebbe essere un sistema inconscio per vaccinare il sistema immunitario, rendendolo piu' resistente. "L'uomo si e' evoluto in condizioni di sporcizia, puo' darsi che questo desiderio di mantenere sterile l'ambiente che ci circonda non sia alla fin fine vantaggioso", osserva Napper, che ora vorrebbe condurre un esperimento sulla sua teoria ed e' gia' alla ricerca di volontari. "Metteremo dei germi nei nasi dei volontari; una meta' si comportera' come al solito, l'altra invece dovra' prelevare le caccole dal naso e mangiarsele - prosegue Napper - Quindi potremo studiare la risposta del sistema immunitario contro questi germi. Se e' piu' alta nel caso dei magiatori di caccole, sara' la conferma della teoria". (AGI) .

Ragazzi! Giuro che non dirò neanche più una parola ai miei nipoti, quando assisterò nuovamente  a questo rituale ...........l'ho sempre detto io che i bambini sono molto più intelligenti di noi! Ahahahah!! Basta guardare con che espressione seria fanno queste trucide manovre. E ci credo! Lo fanno per la salute!

Il Destino



"Il Destino è un visitatore al quale, quando bussa , molte volte non dovresti aprire la porta."
(Da Piccoli Pensieri di Kind Butterfly)





E invece io che sono molto distratta, quando sento bussare prima apro e poi chiedo chi è!  Quale errore imperdonabile.....un errore che poi mi fa pentire per il resto della vita ed  è inutile che dica "E' stata colpa del Destino!", perché non è vero....la colpa è stata mia che l'ho fatto entrare. E poi il Destino, non è come un postino che bussa (o forse suona) sempre due volte e così ti fa capire che è lui, nossignori! Lui varia sempre e a volte ha il tocco gentile di una signora che viene a fare una visita di cortesia, altre volte quello ruvido e grezzo di uno scaricatore di porto che non ammette indugi. In ogni caso il risultato è sempre lo stesso. Ti lascia una busta chiusa, senza proferire parola e se ne va. Solo quando aprirai con mano tremante quella busta capirai se hai ricevuto un regalo o un conto salato.  Raramente, ma qualche volta capita, come nelle bollette della luce, che non ci sia né regalo , né conto, ma solo una frase : Attenzione!: non c'è niente da pagare! E allora tiri un sospiro di sollievo e dici che il Destino alla fine non è così cattivo e non ti rendi conto che se non c'è niente da pagare, non è perché lui ti ha fatto un regalo, ma solo perché hai pagato troppo prima.
E non c'è neanche la possibilità di stipulare un'assicurazione contro il Destino, perché oltre che chiamarsi così ha un nome anche più temibile e che è tutto un programma. Si chiama anche Caso e non credo proprio che un assicuratore si voglia misurare con il Caso, che non si sa ne quando, né dove, né come, né perché.................................