mercoledì 26 novembre 2025

Una giornata da dimenticare

 Proprio così. Ieri, 25 Novembre per me è stata una giornata da dimenticare.Ci sono giorni in cui ci sembra di essere avvolti da una nebbia densa, fredda, dalla quale non riusciamo a venire fuori.

Una volta, tanto tempo fa feci un sogno, nel quale cercavo di districarmi da quella ragnatela avvolgente, che non fa intravedere neanche più un barlume di luce. C'era il buio intorno a me, ma non il solito buio del quale non ho paura, perché propro nel buio riesco a riflettere su me stessa, sulla vita, sulle persone che mi sono care. No! Quello era un buio diverso, era il buio dell'anima e mi terrorizzava.

Ero venuta fuori da quel sogno rendendomi conto che ero stata io a volerlo fare con tutte le mie forze ed ero riuscita a svegliarmi per rientrare nella mia dimensione reale.

Non che ieri, 25 novembre sia stata una giornata così buia, ma l'ho vissuta cercando di ribellarmi proprio al sottile velo di nebbia che era dentro di me, e che provava a diventare più fitto,  sapendo che la forza per scacciarlo doveva venire da me, soltanto da me. 

Proprio come avevo fatto con il mio sogno.

E l'ho fatto, e anche stavolta ho vinto io, mi sono detta, e anche questa giornata da dimenticare andrà a finire nell'inceneritore dove sono andate a finire tutte le altre, che nell'arco della mia vita non sono state poche.

La vita è forza, è forza anche dei deboli, è forza di andare avanti, sempre.

E possibilmente, ho aggiunto, andarci con un sorriso  per me e per gli altri.


giovedì 6 novembre 2025

Mi son svegliata e........

 

......e mi sono ricordata che oggi è il mio compleanno. Mi era passato completamente dalla testa, e il fatto di essermi resa conto di non averlo ricordato, mi ha reso contenta.

Finalmente dopo ben settantasei anni, mi sono accorta  che il compleanno è un giorno come gli altri, tutto da vivere in ogni sfumatura, perché è parte della vita, che va vissuta  con pienezza, al di là del tempo che passa.

E' la vita che va festeggiata con un augurio giornaliero, come un compleanno, per riuscire a capire i doni che ci porta continuamente. Alcuni sono regali piacevoli, che ci rendono felici e ci fanno dire che la vita è bella, altri lo sono molto meno e ci fanno sembrare che la vita che prima ci ha gratificato,  venga a toglierci la gioia che ci ha dato. Ma sono questi regali che noi chiamiamo esperienze, che fanno di noi ciò che siamo, sempre in divenire, sempre con idee diverse dal prima e aspirazioni diverse per il dopo. E' la vita che ci rende diversi gli uni dagli altri, che ci fa comprendere cose che gli altri non capiscono e allo stesso tempo non ci fa capire cose  che altri invece capiscono benissimo.

I compleanni esistono in questo contesto. Sono giorni,  nei quali dovremmo domandarci chi siamo, o chi siamo diventati, o chi vorremmo diventare. Invece ci limitiamo a viverli contentandoci degli auguri  e di una torta. Sono pietre d'inciampo per farci fermare  sulla strada sulla quale il più delle volte camminiamo, senza neanche guardare che cosa abbiamo intorno. La pietra che arresta il nostro cammino si chiama compleanno e ci invita a farci una volta tanto un regalo solo per noi, con una domanda sincera: "Siamo contenti di ciò che siamo oggi, con i nostri limiti, le nostre speranze, i nostri desideri per il domani?" Se la risposta è sì, allora buon compleanno e facciamoci fuori la torta.  Se la risposta è no, mangiamo lo stesso la torta perché non si butta via nienta, ma ci risulterà indigesta. In entrambi i casi dovremo considerarlo un regalo della Vita.